<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO Archivi - ilReventino.it</title>
	<atom:link href="https://www.ilreventino.it/category/paesi-e-borghi-del-reventino-savuto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ilreventino.it/category/paesi-e-borghi-del-reventino-savuto/</link>
	<description>vi raccontiamo la Calabria centrale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 13:58:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2020/06/cropped-ilReventino.it-logo-R-512x512-1-32x32.jpg</url>
	<title>PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO Archivi - ilReventino.it</title>
	<link>https://www.ilreventino.it/category/paesi-e-borghi-del-reventino-savuto/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Radio Gamma supera le 332 mila visualizzazioni</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/radio-gamma-supera-le-332-mila-visualizzazioni/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/radio-gamma-supera-le-332-mila-visualizzazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 19:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Gamma]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Hit On Air]]></category>
		<category><![CDATA[visualizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=121263</guid>

					<description><![CDATA[<p>Radio Gamma visual su Facebook, dagli studi di Radio Hit On Air, ha abbondantemente superato le 332 mila visualizzazioni negli ultimi 28 giorni (una media di ben oltre 10 mila al giorno, con picchi fino a 50 mila). Il dato è stato reso noto ufficialmente nel quadro delle statistiche, sempre aggiornate, di Facebook/Meta, a conclusione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/radio-gamma-supera-le-332-mila-visualizzazioni/">Radio Gamma supera le 332 mila visualizzazioni</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Radio Gamma visual su Facebook, dagli studi di Radio Hit On Air, ha abbondantemente superato le 332 mila visualizzazioni negli ultimi 28 giorni (una media di ben oltre 10 mila al giorno, con picchi fino a 50 mila). Il dato è stato reso noto ufficialmente nel quadro delle statistiche, sempre aggiornate, di Facebook/Meta, a conclusione della quinta puntata della seconda stagione della rubrica “Radio Gamma: la voce di un’epoca”, una miscellanea ragionata sulle risorse culturali, socioeconomiche e produttive del territorio con obiettivi di valorizzazione e sensibilizzazione.</p>
<p>Il programma è nato intorno alla prima decade di dicembre dello scorso anno. Il primo annuncio della sua messa in onda è stato salutato da oltre 10 mila visualizzazioni. Condotto dal direttore Luigi Michele Perri e dal collega giornalista Massimiliano Crimi, sostituito in qualche occasione (per giustificata assenza) da Antonio Simarco e Pasquale Altomare, l’appuntamento, fissato per il primo pomeriggio di ogni sabato, ha riscosso un crescendo di attenzioni e di espressioni di gradimento, tali da segnare un fenomeno probabilmente inedito nel contesto calabrese e meridionale. Sono stati registrati accessi “global”, da tutti i Paesi europei e dall’Oltreoceano, alcuni persino dall’Asia e dall’Australia.<br />
Del tutto singolare il retroterra storico di questa esperienza. Nata nel 1976 con Radio Rogliano International e proseguita l’anno successivo con Radio Gamma, sempre in continuità fino al 1992, l’emittente è rimasta viva nel ricordo dei suoi ascoltatori. Il brand è stato recuperato e rilanciato in un format radiofonico che ne riprende il nome e lo spirito originario, adattandoli alla contemporaneità digitale e alle nuove culture che si vanno delineando nell’attualità. L’idea è maturata a seguito delle sollecitazioni rivolte al fondatore Luigi Michele Perri dal promotore Pino Calabrese &#8211; che proprio a Radio Gamma ha mosso i primi passi della sua passione per l’etere &#8211; e dal direttore di Radio Hit On Air, Gaspare Stumpo, anch’egli tra i pionieri della radiofonia locale.</p>
<p>Dal 16 dicembre 2024, a quarantotto anni dalla fondazione e oltre trenta dalla chiusura, la riproposizione della radio storica ha dato vita al progetto settimanale “Radio Gamma, la voce di un’epoca”. Dopo la sospensione stagionale del 24 maggio 2025, quando la trasmissione registrava una media tra le 180 e le 220 mila visualizzazioni, il programma ha ripreso il suo corso con risultati ancora più rilevanti. La progressione degli ascolti e delle interazioni conferma come l’esperienza di Radio Gamma, nel suo rinnovato contesto tecnologico, rappresenti oggi un osservatorio vitale sulla società locale e un punto di equilibrio fra memoria storica e nuovi linguaggi della comunicazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/radio-gamma-supera-le-332-mila-visualizzazioni/">Radio Gamma supera le 332 mila visualizzazioni</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/radio-gamma-supera-le-332-mila-visualizzazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Savuto Bike Trail – Pedalando tra i castagneti</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/savuto-bike-trail-pedalando-tra-i-castagneti/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/savuto-bike-trail-pedalando-tra-i-castagneti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 13:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[Parenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scigliano]]></category>
		<category><![CDATA[ASD Abra Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclovia Reventino-Savuto]]></category>
		<category><![CDATA[Pro Loco di Parenti e Scigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Savuto Bike Trail]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=115630</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è svolta domenica 27 luglio l’edizione 2025 del Savuto Bike Trail – Pedalando tra i castagneti, evento cicloturistico che ha coinvolto circa cinquanta bikers attraverso i paesaggi montani e collinari dell’entroterra calabrese, in un percorso che ha toccato i comuni di Parenti, Panettieri, Bianchi, Colosimi, Scigliano, Carpanzano e Marzi. La partenza è avvenuta alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/savuto-bike-trail-pedalando-tra-i-castagneti/">Savuto Bike Trail – Pedalando tra i castagneti</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s3"><span class="s2">Si è svolta domenica 27 luglio l’edizione 2025 del Savuto Bike Trail – Pedalando tra i castagneti, evento cicloturistico che ha coinvolto circa cinquanta bikers attraverso i paesaggi montani e collinari dell’entroterra calabrese, in un percorso che ha toccato i comuni di Parenti, Panettieri, Bianchi, Colosimi, Scigliano, Carpanzano e Marzi.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115632" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115633" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="s3"><span class="s2">La partenza è avvenuta alle ore 9.00 da Parenti, preceduta da un momento di raccoglimento per ricordare “Caterpillar” (Pasquale Bruno), atleta dell’ASD organizzatrice recentemente scomparso. Una figura molto amata che avrebbe dovuto prendere parte all’iniziativa. Il gruppo ha scelto di onorarne la memoria nel modo più naturale: pedalando insieme, con rispetto e silenzio.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115634" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.47.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115635" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="s3"><span class="s2">L’iniziativa si inserisce all’interno di una più ampia visione di valorizzazione del territorio e promozione della mobilità lenta. L’evento è stato organizzato con il supporto attivo del GAL STS – Savuto Tirreno Serre Cosentine, in collaborazione con AbraCalabria, che da tempo promuove attività legate al cicloturismo, all’outdoor e alla riscoperta dei borghi calabresi. Parte del tracciato ha coinciso con un segment</span><span class="s2">o</span><a name="_GoBack"></a><span class="s2"> della già nota Ciclovia Reventino-Savuto, progetto strategico che mira a collegare le aree interne attraverso percorsi ciclabili e sostenibili, valorizzando il patrimonio paesaggistico, culturale e agroalimentare della regione.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115638" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115636" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="s3"><span class="s2">L’associazionismo e la collaborazione tra realtà locali si sono confermati elementi fondamentali per la riuscita dell’iniziativa. Il percorso è stato infatti accompagnato dal sostegno concreto della Protezione Civile di Parenti, della Croce Gialla e del Comando dei Carabinieri di Parenti, che hanno garantito la sicurezza e la gestione logistica. Importante anche il contributo delle Pro Loco di Parenti e Scigliano, che hanno curato rispettivamente la colazione alla partenza e uno dei ristori lungo il tragitto, assieme alle aziende agricole e di prodotti tipici Scalzo e Garofalo, nonché a La Botte per il ristoro finale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="s3"><span class="s2">Significativa la presenza istituzionale: alla partenza ha preso parte l’assessore allo sport del Comune di Parenti, Alfredo Ponterio, mentre al ristoro di Scigliano è intervenuto il sindaco, Raffaele Pane, che ha voluto essere presente per portare il proprio saluto e supporto.</span></p>
<p class="s3"><span class="s2">Il Savuto Bike Trail ha rappresentato non solo una giornata di sport, ma anche un’esperienza di socialità e condivisione, rafforzando legami tra persone, associazioni e territori. Il cicloturismo si conferma così uno strumento efficace di rigenerazione e rilancio per le aree interne, capace di attrarre visitatori e mettere in rete realtà diverse attorno a valori comuni: il rispetto per l’ambiente, la lentezza, l’accoglienza e l’identità loc</span><span class="s2">ale.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115637" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.48-3.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115641" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49-350x233.jpeg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49-350x233.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49-750x500.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49-1140x760.jpeg 1140w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-30-at-15.32.49.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p class="s3"><span class="s2">L’ASD organizzatrice ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile la giornata e si augura che questo sia solo un altro passo in un percorso più ampio, in cui lo sport e la collaborazione possano continuare a fare da guida.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/savuto-bike-trail-pedalando-tra-i-castagneti/">Savuto Bike Trail – Pedalando tra i castagneti</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/savuto-bike-trail-pedalando-tra-i-castagneti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pedivigliano aderisce ad AICOTUR</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/pedivigliano-aderisce-ad-aicotur/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/pedivigliano-aderisce-ad-aicotur/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 20:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[Pedivigliano]]></category>
		<category><![CDATA[AICOTUR]]></category>
		<category><![CDATA[origini]]></category>
		<category><![CDATA[Reventino]]></category>
		<category><![CDATA[Savùto]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=107384</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presso la sala consiliare del Comune di Pedivigliano, dieci delegazioni Comunali del Savuto / Reventino (Pedivigliano, Scigliano, Colosimi, Bianchi, Panettieri, Marzi, Motta S. Lucia, Conflenti, Decollatura) si sono riunite per ascoltare dal Sindaco di Cleto, Armando Bossio, la presentazione di AICOTUR (Associazione Italiana Comuni del Turismo delle Radici). L&#8217;Associazione, presieduta appunto da Bossio, costituita dai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/pedivigliano-aderisce-ad-aicotur/">Pedivigliano aderisce ad AICOTUR</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Presso la <strong>sala consiliare del Comune di Pedivigliano</strong>, <strong>dieci delegazioni Comunali del Savuto / Reventino</strong> (Pedivigliano, Scigliano, Colosimi, Bianchi, Panettieri, Marzi, Motta S. Lucia, Conflenti, Decollatura) si sono riunite per ascoltare dal Sindaco di Cleto, Armando Bossio,<strong> la presentazione di AICOTUR (Associazione Italiana Comuni del Turismo delle Radici)</strong>. L&#8217;Associazione, presieduta appunto da Bossio, costituita dai pionieri Comuni di Cleto (Cs), Celico (Cs), Falerna (Cz) e Gerace (Rc), nasce con l&#8217;obiettivo di sostenere il turismo delle radici generato dagli emigrati e dai loro discendenti che visitano il proprio paese di origine o quello dei propri avi.</p>
<figure id="attachment_107385" aria-describedby="caption-attachment-107385" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-107385" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass2-350x263.jpeg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass2-350x263.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass2-750x563.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass2.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-107385" class="wp-caption-text">Sala Consiliare di Pedivigliano</figcaption></figure>
<p>L&#8217;occasione dell&#8217;incontro, svolto venerdì 7 febbraio 2025, ha rappresentato, per le Amministrazioni comunali del territorio, una grande possibilità di dialogo e confronto rispetto ad un importante strumento di sviluppo economico e sociale per i piccoli paesi e per le aree interne in generale, e di dibattito intorno alle iniziative da intraprendere per il rilancio dell&#8217;Area. L&#8217;intento è quello di consentire una riscoperta dei luoghi di provenienza, permettendo ai visitatori di riappropriarsi della cultura delle loro origini attraverso tradizioni, testimonianze, artigianato e gastronomia.<br />
Il neonato sodalizio mira alla formazione di una rete tra i Comuni italiani per attrarre visitatori, organizzare eventi e incentivare lo sviluppo locale, sfruttando anche lo smart working per permettere agli emigrati e ai loro discendenti di trascorrere periodi più lunghi nei borghi di provenienza.<br />
Il 2024 è stato un anno molto positivo, con un progetto pilota su Cleto, sono arrivati turisti italo discendenti da ogni parte del mondo, da Australia, Canada, Argentina, Uruguay, Perù, Messico e Stati Uniti.</p>
<figure id="attachment_107386" aria-describedby="caption-attachment-107386" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-107386" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass-350x263.jpeg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass-350x263.jpeg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass-750x563.jpeg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pedivigliano-ass.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-107386" class="wp-caption-text">Delegazione dei 10 Sindaci partecipanti</figcaption></figure>
<p>Presente anche il Presidente di Fondazione Italiani.it, Ferlaino, da Malta, che ha arricchito il dibattito con la propria esperienza in merito alle esigenze degli emigrati italiani all&#8217;estero e degli italodiscendenti. Su proposta dei Consiglieri Andrea Barbiero e Nicola Di Domenico, <strong>il Comune di Pedivigliano</strong>, guidato dal Sindaco Giuseppe Perri, <strong>è l&#8217;undicesimo Comune ad aderire all&#8217;Associazione</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/pedivigliano-aderisce-ad-aicotur/">Pedivigliano aderisce ad AICOTUR</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/pedivigliano-aderisce-ad-aicotur/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pittarella: l&#8217;antico borgo delle Magare</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/pittarella-lantico-borgo-delle-magare/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/pittarella-lantico-borgo-delle-magare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 00:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[Pedivigliano]]></category>
		<category><![CDATA[TERRE NOSTRE]]></category>
		<category><![CDATA[affascinu]]></category>
		<category><![CDATA[carmu]]></category>
		<category><![CDATA[crocicchio]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[magara]]></category>
		<category><![CDATA[Magarìa]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[malia]]></category>
		<category><![CDATA[malocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Pittarella]]></category>
		<category><![CDATA[sfascinu]]></category>
		<category><![CDATA[streghe]]></category>
		<category><![CDATA[stregoneria]]></category>
		<category><![CDATA[umbre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=107158</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pittarella, un antico borgo situato a sud di Cosenza, è una frazione di Pedivigliano. Fino al 1811, fu conteso tra la Città Regia di Scigliano e la Contea di Martirano, fino a quando venne istituito il Comune di Pedivigliano. Il borgo si trova a 471 metri sul livello del mare e fu Baronia fino al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/pittarella-lantico-borgo-delle-magare/">Pittarella: l&#8217;antico borgo delle Magare</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pittarella, un antico borgo situato a sud di Cosenza, è una frazione di Pedivigliano. Fino al 1811, fu conteso tra la Città Regia di Scigliano e la Contea di Martirano, fino a quando venne istituito il Comune di Pedivigliano. Il borgo si trova a 471 metri sul livello del mare e fu Baronia fino al 1806, sotto il Barone Passalacqua, ex Scaglione. Collocato vicino alle pendici del Reventino e rivolto a ovest verso la foce del Savuto, il territorio di Pittarella precipita ripidamente sulla sponda sud della fiumara Bisirico, dove non mancano vertiginosi strapiombi.</p>
<figure id="attachment_107160" aria-describedby="caption-attachment-107160" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-107160" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella-350x268.jpg" alt="" width="350" height="268" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella-350x268.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella-750x574.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella.jpg 927w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-107160" class="wp-caption-text">Pittarella dall&#8217;alto</figcaption></figure>
<p>Pittarella è noto da tempi antichi per le sue donne, le celebri &#8220;<strong>Magare di Pittarella</strong>&#8220;, che hanno conferito al paese una fama di paese delle streghe, divenendo il simbolo delle pratiche magiche in Calabria. La reputazione di queste donne come esperte in arti occulte le rendeva ricercate non solo in tutta la Calabria, ma anche oltre i confini, arrivando persino oltre le Alpi. La storia delle <strong>magare</strong> affonda le radici nella notte dei tempi, quando i confini tra magia, medicina e scienza erano sottili, quasi impercettibili. Fin da allora, queste donne erano temute e rispettate, custodi di conoscenze arcane tramandate di generazione in generazione.<br />
Le origini delle <strong>magare</strong> di Pittarella si intrecciano con le antiche tradizioni pagane pre-cristiane. Il termine &#8220;<strong>magara</strong>&#8221; deriva dal greco magaria, che significa &#8220;stregoneria&#8221;. Si narra che il loro potere provenisse direttamente dalla terra di Pittarella, un luogo dove la magia aleggiava nei boschi che circondano il borgo, nel vento che sussurrava tra le foglie degli alberi e si insinuava tra i vicoli stretti del paese.<img decoding="async" class="wp-image-107194 size-medium aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/magara-350x200.jpg" alt="" width="350" height="200" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/magara-350x200.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/magara-750x429.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/magara.jpg 960w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><strong>L&#8217;abitato di Pittarella divenne, nel corso dei secoli, un luogo venerabile e religioso. La fama del paese e delle sue magare si diffuse, ben oltre i confini locali, per poi diffondere le proprie arti nel resto della regione</strong>, come affermato dallo storico <strong>Vincenzo Padula</strong>. Nel suo scritto <strong>Protogea (1871)</strong>, il Padula ipotizzò che l’etimologia del nome Pittarella potesse derivare dall’ebraico <em>Pethor</em>, che significa “<em>interpretazione dei sogni</em>”. Secondo Padula, la città biblica di Pethor, patria del profeta Balaam, sarebbe stata il luogo in cui gli antichi semiti si recavano per chiedere alle sacerdotesse l’interpretazione delle loro visioni notturne. Padula scrisse: “<em>Pethor significa in ebreo l’interpretazione dei sogni, e da Pethor si fece Petorel, e in bocca nostra Petorella, e Pittarella&#8230;</em>”. Egli proseguì dicendo: “<em>&#8230;E certo colà doveano condursi i nostri padri semitici per chiedere alle sue sacerdotesse l’esplicazione delle loro visioni notturne. La patria del profeta Balaam si chiamava pure Pethor, ma le brave ragazze di Pittarella, che ne sembrano le discendenti, fanno maggiori miracoli che non colui, che dava la parola ad un asino</em> ”. <strong>Per il Padula dunque, le donne di Pittarella non solo praticavano la divinazione, ma erano anche depositarie di poteri magici più complessi.</strong><br />
Lo stesso Padula, racconta nel Protogea di come queste donne possedessero “<em>magici sguardi, magiche parole, diabolico riso</em>”, e di come <strong>fossero in grado di comunicare con la luna e con i venti, conoscendo l’arte di Circe e Medea, </strong>(potenti figure ammaliatrici della mitologia che praticavano la stregoneria e le arti oscure, capaci di trasmutazione animale e malefici estremi. ndr).</p>
<figure id="attachment_107164" aria-describedby="caption-attachment-107164" style="width: 263px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-107164 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pittarella-residenza-263x350.jpg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pittarella-residenza-263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pittarella-residenza-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/Pittarella-residenza.jpg 768w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /><figcaption id="caption-attachment-107164" class="wp-caption-text">Antica abitazione di una magara di Pittarella</figcaption></figure>
<p>Un&#8217;altra testimonianza interessante proviene da <strong>Dounnu Pantu</strong>, un prete sui generis vissuto nel 1600 ad Aprigliano, che racconta, in una poesia in vernacolo, di una magara di Pittarella di nome Ndriana (Adriana ndr). Secondo Dounnu Pantu, <em><strong>Ndrianella</strong></em> <strong>era una necromante capace di resuscitare i morti e oscurare il sole</strong>, una figura che incarna la potenza misteriosa e temibile delle magare.<br />
<strong>Le magare di Pittarella non erano né buone né cattive, ma come la natura stessa: potenti, imprevedibili, profondamente legate alle caratteristiche umane</strong>. Chi osava sfidarle o non nutrire un profondo timore nei loro confronti correva il rischio di incorrere nei loro capricci. Perciò, la popolazione locale usava appellativi rispettosi, come <strong>cummari o ziarella</strong>, per rivolgersi a queste donne enigmatiche.</p>
<figure id="attachment_107165" aria-describedby="caption-attachment-107165" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-107165" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella2-350x263.jpg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella2-350x263.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/pittarella2.jpg 480w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-107165" class="wp-caption-text">Accesso a Pittarella</figcaption></figure>
<p>Oggi, nel borgo di Pittarella, è ancora possibile scorgere tracce di questo antico passato misterioso. Sulle mura di alcune case, negli angoli o sulle facciate, si trovano ancora i “<em>mascaruni</em>”, maschere come amuleti protettivi che venivano posti per difendere la casa e i suoi abitanti da forze oscure. Altre tracce, meno visibili, sono emerse durante le ristrutturazioni di alcune case: simboli incisi o oggetti avvolti in stoffa murati sotto le soglie d&#8217;ingresso o dietro le travi in legno.<br />
Si racconta che, di notte, le magare uscissero in silenzio, con le<strong> calzature avvolte da stoffa bianca</strong> per non fare rumore, <strong>o che si trasformassero in animali</strong> per passare inosservate. Si riunivano nei boschi, con un punto di incontro al crocicchio sotto Pittarella, un luogo sinistro e avvolto nell&#8217;ombra della vegetazione. La tradizione popolare credeva che il <strong>crocicchio</strong> (quadrivio ndr) fosse luogo di presenze misteriose e inquietanti, in grado di confondere i passanti, facendoli smarrire e perdere il senso dell’orientamento. A protezione dei viandanti, nei pressi di questo incrocio, fu eretta una &#8220;cona&#8221;, edicola votiva con quattro facce raffiguranti figure sacre. Chi vi passava recitava una preghiera e si segnava con la croce per esorcizzare il male.</p>
<figure id="attachment_107166" aria-describedby="caption-attachment-107166" style="width: 263px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-107166 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/quadrivia-263x350.jpg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/quadrivia-263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/quadrivia-750x1000.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/02/quadrivia.jpg 768w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /><figcaption id="caption-attachment-107166" class="wp-caption-text">Resti della antica cona eretta nei pressi del crocicchio</figcaption></figure>
<p>Oggi, a distanza di secoli, alcune delle tradizioni legate alla magia e al folklore di Pittarella sono sopravvissute, seppure in forma più attenuata. Tra queste, alcune pratiche, che si riflettono in usi e costumi condivisi anche nei paesi vicini, ricordano antichi saperi. Alcuni di questi rituali includono il timore per le “<em><strong>Umbre Pagane</strong></em>” a protezione dei neonati ancora non battezzati, l&#8217;uso di sacchetti contenente misteriosi oggetti protettivi per la culla, e lo “<em><strong>Sfascino</strong></em>” contro il malocchio, arte che si tramanda solo in un determinato giorno dell&#8217;anno.<br />
Non manca, inoltre, l’attenzione alla luna, per favorire la crescita dei capelli o per curare la pelle, e la tradizione di lasciare apparecchiato la notte di Natale per ingraziarsi gli spiriti in visita. Prima della notte dell&#8217;Epifania, quando gli animali acquisivano il dono della parola, era un momento in cui avere particolare cura dei propri animali domestici. Infine ricordiamo il posizionamento “<em><strong>du crivu</strong></em>” (setaccio ndr) sull&#8217;uscio di casa a filtrare la negatività proveniente dall&#8217;esterno.<br />
<strong>Mito o realtà?</strong> Oggi non possiamo saperlo con certezza, ma qualcosa di magico sembra persistere ancora a Pittarella. Grazie alla sua posizione panoramica, infatti, è possibile ammirare tramonti spettacolari in qualsiasi periodo dell&#8217;anno, dai toni rosso fuoco, che continuano a incantare chiunque vi si soffermi, lasciando sempre un senso di meraviglia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/pittarella-lantico-borgo-delle-magare/">Pittarella: l&#8217;antico borgo delle Magare</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/pittarella-lantico-borgo-delle-magare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Legionario. Giustino De Vuono, il più misterioso protagonista degli anni di piombo&#8221; Libro inchiesta di Alberto Fittarelli</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/il-legionario-giustino-de-vuono-il-piu-misterioso-protagonista-degli-anni-di-piombo-libro-inchiesta-di-alberto-fittarelli/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/il-legionario-giustino-de-vuono-il-piu-misterioso-protagonista-degli-anni-di-piombo-libro-inchiesta-di-alberto-fittarelli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 23:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[I LIBRI DEL REVENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[Scigliano]]></category>
		<category><![CDATA[anni bui]]></category>
		<category><![CDATA[anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[De Vuono]]></category>
		<category><![CDATA[Giustino De Vuono]]></category>
		<category><![CDATA[Il Legionario]]></category>
		<category><![CDATA[Moro]]></category>
		<category><![CDATA[storia d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[stragi di stato]]></category>
		<category><![CDATA[strategia della tensione]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=105914</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel panorama degli autori contemporanei, alcuni si distinguono per la capacità di indagare nelle pieghe più oscure e inquietanti della nostra storia recente. È il caso di Alberto Fittarelli con il suo libro &#8220;Il Legionario. Storia e misfatti di Giustino De Vuono, il più misterioso protagonista degli anni di piombo&#8221;. Ancora fresco di stampa, ottobre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/il-legionario-giustino-de-vuono-il-piu-misterioso-protagonista-degli-anni-di-piombo-libro-inchiesta-di-alberto-fittarelli/">&#8220;Il Legionario. Giustino De Vuono, il più misterioso protagonista degli anni di piombo&#8221; Libro inchiesta di Alberto Fittarelli</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_105920" aria-describedby="caption-attachment-105920" style="width: 224px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-105920" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/De-Vuono-253x350.jpeg" alt="" width="224" height="310" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/De-Vuono-253x350.jpeg 253w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/De-Vuono.jpeg 740w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /><figcaption id="caption-attachment-105920" class="wp-caption-text">De Vuono Legionario, foto pubblicata dal &#8220;Quotidiano del sud&#8221;</figcaption></figure>
<p>Nel panorama degli autori contemporanei, alcuni si distinguono per la capacità di indagare nelle pieghe più oscure e inquietanti della nostra storia recente. È il caso di Alberto Fittarelli con il suo libro<strong> &#8220;Il Legionario. Storia e misfatti di Giustino De Vuono, il più misterioso protagonista degli anni di piombo&#8221;.</strong> Ancora fresco di stampa, ottobre 2024, offre un&#8217;analisi profonda e affascinante di uno dei personaggi più enigmatici e controversi degli anni di piombo: <strong>Giustino De Vuono</strong>.</p>
<p>Chi è Giustino De Vuono che ha avuto i suoi <strong>natali a Scigliano</strong>, in Calabria? La sua figura tra mito e leggenda, un personaggio certamente non positivo, è in gran parte enigmatica: killer infallibile e semianalfabeta rapinatore; misterioso latitante, avvistato a diverse latitudini nel mondo, e abile stratega, capace di farsi arrestare al momento giusto con addosso il corredo di un agente di intelligence operativo.</p>
<figure id="attachment_105918" aria-describedby="caption-attachment-105918" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-105918 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Diano-350x262.jpg" alt="" width="350" height="262" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Diano-350x262.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/Diano.jpg 550w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-105918" class="wp-caption-text">Scigliano, tetti della frazione Diano</figcaption></figure>
<p>Particolarmente indicativo fu il suo arresto a Basilea, uno dei tanti arresti, in Svizzera nel 1981 dopo l<strong>&#8216;assassinio di Moro</strong>. Quasi a voler farsi individuare, attirando l&#8217;attenzione nelle vesti di uno strano venditore ambulante che esponeva oltre a camicie anche oggetti strani, tra i quali diversi coltelli e una pistola.</p>
<p>Tutto si intreccia con gli anni di piombo, con i servizi segreti clandestini che da Yalta, quando presero forma, agirono da attori protagonisti occulti nelle vicende italiche, determinando la storia recente della Repubblica Italiana.</p>
<p>Frutto di un lavoro che unisce indagine giornalistica, ricerca storica e archivistica e tecniche di investigazione online, <em>Il legionario </em>è la prima e unica monografia su una delle figure più sfuggenti e più determinanti della storia recente d’Italia. Giustino De Vuono un nome che, per molti, è rimasto nell&#8217;ombra, ma che ha avuto un ruolo cruciale nelle vicende legate al terrorismo e alla violenza politica che hanno segnato l&#8217;Italia tra gli anni &#8217;60 e &#8217;80.<br />
Fittarelli ricostruisce una biografia che si intreccia con la storia di un paese, il nostro, funestato da una delle vicende politiche più violente e più ricche di trame occulte del mondo occidentale. La sua figura non è stata ampiamente discussa né nei principali manuali di storia contemporanea né nei racconti tradizionali su quegli anni turbolenti. Fittarelli, tuttavia, riesce a restituirgli una voce e una storia, ricostruendo il suo percorso dalle prime esperienze criminali fino al suo coinvolgimento in crimini che hanno segnato indelebilmente il corso degli eventi.<br />
La figura di Giustino De Vuono appare e scompare dietro alcune delle vicende più torbide e sanguinose degli anni di piombo. Storia Italiana intrecciata e avvolta da massoneria (P2), criminalità organizzata (ndragheta), servizi segreti, depistaggi e sangue.<strong> Una tra tutte, la più emblematica, il rapimento e l&#8217;assassinio di Moro vicenda che determinò tutta la storia recente d&#8217;Italia.</strong></p>
<figure id="attachment_105915" aria-describedby="caption-attachment-105915" style="width: 238px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-105915 size-medium" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/il-legionario-238x350.jpg" alt="" width="238" height="350" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/il-legionario-238x350.jpg 238w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/il-legionario.jpg 695w" sizes="(max-width: 238px) 100vw, 238px" /><figcaption id="caption-attachment-105915" class="wp-caption-text">Il Legionario di Alberto Fittarelli</figcaption></figure>
<p>L&#8217;idea della ricerca, che diede origine al libro, parte con la decrittazione dell’<strong>agenda trovata addosso a De Vuono al momento dell’arresto a Basilea</strong> (documento agli atti della Commissione Parlamentare sul Sequestro Moro, e incredibilmente mai analizzato). Agenda contenente numeri internazionali, italiani, nomi e cognomi, ghirigori, matematica, piantine e appunti enigmatici in codice. Decriptazione che permise di ricostruire una biografia che si intreccia agli eventi di quegli anni, alla storia di una nazione.</p>
<p>Il libro consta di diciotto capitoli i primi due riguardano la sua infanzia fino al congedo dalla legione straniera. Capitoli nei quali poco aggiunge a quanto conosciuto dagli anziani residenti nel paese natio che ne ricordano ancora le fughe roccambolesche sui tetti delle case, coadiuvato nella latitanza in loco quasi certamente da conoscenti. Ancora adesso molti narrano delle sue visite alla madre ammalata, alla quale era molto legato, abilmente travestito da suora per passare sotto gli occhi delle forze dell&#8217;ordine che piantonavano la casa. Oppure delle sue comparse estemporanee, nel corso degli anni, negli anfratti più bui della frazione Diano di Scigliano, dove ha avuto i natali, calandosi abilmente dai tetti delle delle case. Aneddoti di un passato uditi a loro volta o vissuti in prima persona, “gesta e imprese” simili a un film di azione o a un romanzo spy story odierno.</p>
<figure id="attachment_105919" aria-describedby="caption-attachment-105919" style="width: 350px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-105919" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/diano2-350x223.jpg" alt="" width="350" height="223" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/diano2-350x223.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2025/01/diano2.jpg 550w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption id="caption-attachment-105919" class="wp-caption-text">Scigliano Frazione Diano</figcaption></figure>
<p>Dal quarto capitolo in poi del libro ci si addentra nei misteri. Si riesumano le Br, il rapimento Mazzocchi, il sequestro Saronno, le evasioni dalle carceri, gli eventi via Fani e via Gradoli, le piste internazionali, contatti diplomatici, l&#8217;internazionale nera ecc.</p>
<p>Lo stesso autore, nell&#8217;introduzione del libro, afferma che basta citare il nome per sollevare interesse negli studiosi che si occupano di storia occulta d&#8217;Italia. La vita e le vicende di Giustino De Vuono attraversano i decenni più violenti e misteriosi d&#8217;Italia riuscendo a toccare molti degli eventi in essi contenuti ma riuscendo ad uscirne indenne. Scomparendo dai riflettori nel momento in cui i sospetti sulla sua persona iniziavano a farsi più consistenti.</p>
<p>Gli ultimi due capitoli, il diciassettesimo e il diciottesimo, l&#8217;autore unisce i puntini piantati nella accuratissima ricerca formulando ipotesi che, seppur surreali, tracciano un percorso impossibile da dimostrare ma che a rigor di logica individuano scenari plausibili. Sarà il lettore a trarre le conclusioni finali, dotato adesso dello strumento informativo adeguato.</p>
<p>Concludendo, questo libro contribuisce a squarciare il velo di mistero che oscura le vicende italiche del secolo scorso, dando un contributo fondamentale alla storia occulta della nostra Repubblica, aggiungendo un nuovo tassello per chi voglia approfondire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/il-legionario-giustino-de-vuono-il-piu-misterioso-protagonista-degli-anni-di-piombo-libro-inchiesta-di-alberto-fittarelli/">&#8220;Il Legionario. Giustino De Vuono, il più misterioso protagonista degli anni di piombo&#8221; Libro inchiesta di Alberto Fittarelli</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/il-legionario-giustino-de-vuono-il-piu-misterioso-protagonista-degli-anni-di-piombo-libro-inchiesta-di-alberto-fittarelli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Perdita dei Dialetti nel Reventino-Savuto</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/la-perdita-dei-dialetti-nel-reventino-savuto/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/la-perdita-dei-dialetti-nel-reventino-savuto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 21:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[area del Reventino-Savuto]]></category>
		<category><![CDATA[aree interne]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione del dialetto]]></category>
		<category><![CDATA[dialetti]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto]]></category>
		<category><![CDATA[Dialetto calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto Reventino-Savutese]]></category>
		<category><![CDATA[lingua autoctona]]></category>
		<category><![CDATA[lingua dialettale]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=105543</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Valle del Reventino-Savuto, una delle aree più affascinanti e caratteristiche della Calabria, è da sempre crocevia di culture, tradizioni e linguaggi. Con i suoi borghi, incastonati tra le montagne, testimoni di secoli di storia che si riflettono anche nella lingua parlata dalla popolazione residente. I dialetti del Reventino-Savuto appartengono alla famiglia dei dialetti calabresi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-perdita-dei-dialetti-nel-reventino-savuto/">La Perdita dei Dialetti nel Reventino-Savuto</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Valle del Reventino-Savuto</strong>, una delle aree più affascinanti e caratteristiche della Calabria, è da sempre crocevia di culture, tradizioni e linguaggi. Con i suoi borghi, incastonati tra le montagne, testimoni di secoli di storia che si riflettono anche nella lingua parlata dalla popolazione residente.</p>
<p>I dialetti del Reventino-Savuto appartengono alla famiglia dei dialetti calabresi, con caratteristiche proprie che li distinguono dagli altri dialetti della regione. Sebbene condividano alcune somiglianze con i dialetti dell&#8217;area cosentina, il dialetto di questi paesi montani ha sviluppato nel corso dei secoli peculiarità fonetiche, morfologiche e lessicali che li rendono particolarmente affascinanti.</p>
<p>Parlato in paesi come Carlopoli, Decollatura, Sersale, Cicala, Parenti, Rogliano, Carpanzano, Motta S. Lucia, e altri centri del Reventino e del Savuto, il dialetto locale risalta peculiarità fonetiche e lessicali che contraddistinguono i singoli paesi di appartenenza e le proprie aree di influenza. Caso emblematico quello di Scigliano, o di quel che rimane dell&#8217;antico Sillanum. Chi ha superato gli “anta” ricorda ancora le profonde differenze fonetiche tra le tre frazioni principali, Lupia, Calvisi e Diano, distanti tra di loro poche centinaia di metri ma sorprendentemente con la pronuncia di alcune consonanti profondamente diversa, identificativa del luogo di appartenenza.</p>
<p>La ricchezza linguistica del Reventino-Savuto è il risultato di un lungo processo di stratificazione culturale, che ha visto l&#8217;influenza di diverse popolazioni nel corso dei secoli, tra cui Greci, Romani, Bizantini, Normanni e perfino arabi. Questi influssi hanno contribuito a creare una lingua ricca di termini specifici legati alla vita quotidiana, al lavoro agricolo, alle tradizioni popolari e alle credenze religiose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_105546" aria-describedby="caption-attachment-105546" style="width: 472px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-105546" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Reventino-da-Soveria-350x263.jpg" alt="" width="472" height="355" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Reventino-da-Soveria-350x263.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Reventino-da-Soveria-750x563.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Reventino-da-Soveria.jpg 1024w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /><figcaption id="caption-attachment-105546" class="wp-caption-text">Monte Reventino 1.417m slm</figcaption></figure>
<p>Alla luce di questo il dialetto non è soltanto uno strumento per comunicare, ma è un vero e proprio contenitore di memorie storiche, usanze e tradizioni che definiscono e localizzano geograficamente l&#8217;identità di questi luoghi. Tuttavia, come in molte altre zone rurali d&#8217;Italia, anche qui i dialetti locali sono in via di estinzione. Un patrimonio culturale unico che si sarebbe dovuto tutelare e conservare. Una componente essenziale dell&#8217;identità e della cultura delle comunità autoctone che letteralmente sta scomparendo sotto i nostri occhi.</p>
<p>Le cause del dissolvimento dialettale sono molteplici. L&#8217;origine va ricercata nel secolo scorso, il XX secolo. <b>L&#8217;emigrazione</b> che portò la contaminazione del dialetto in quei nuclei familiari che ebbero la fortuna di ritornare.</p>
<p><b>L&#8217;istruzione</b> con l&#8217;imposizione dell&#8217;italiano, emarginando il dialetto a lingua “errata” in nome di una unità nazionale da consolidare.</p>
<p><b>Lo stravolgimento culturale nel modo di comunicare</b>, di conservare ai posteri. Adesso non più orale. Le tradizioni orali oggi, con la globalizzazione, sono state sostituite da forme più impattanti, ricche di immagini e suoni. Coniate in una lingua asettica, quasi universale e poliglotta, che mette a rischio anche l&#8217;italiano e dai contenuti che volgono all&#8217;essenziale, senza la dovizia di quei particolari che un tempo il colorito lessico dialettale era in grado di trasmettere.</p>
<p><b>La scomparsa delle pratiche tradizionali</b> legate all&#8217;agricoltura e alla vita rurale ha ridotto l&#8217;uso quotidiano del dialetto, un tempo strettamente legato a queste attività. Strumenti di un passato artigianale andati perduti, pratiche contadine sostituite dalla meccanizzazione e dalla tecnologia, attività civiche non più necessarie e ormai desuete scompaiono portandosi dietro un lessico non più utilizzato.</p>
<figure id="attachment_105213" aria-describedby="caption-attachment-105213" style="width: 487px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-105213" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-ponte-350x263.jpg" alt="" width="487" height="366" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-ponte-350x263.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/foto-ponte.jpg 680w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /><figcaption id="caption-attachment-105213" class="wp-caption-text">Ponte romano sul savuto II sec. a.c.</figcaption></figure>
<p>La scomparsa dei dialetti ha implicazioni culturali e sociali. Si può parlare della perdita di un elemento fondamentale dell&#8217;identità locale, di una parte significativa della storia e della memoria collettiva delle comunità del Reventino-Savuto. Infatti il dialetto racconta la vita quotidiana, le tradizioni, le leggende e le usanze di un territorio. Molti termini dialettali spesso non hanno equivalenti esatti in italiano, e custodiscono significati e sfumature che vanno al di là della semplice traduzione. Molto del lessico del dialetto del Reventino-Savuto è legato alla natura circostante, alla famiglia, al lavoro agricolo e artigiano un tempo praticato in loco. Narra di un legame profondo con il territorio, spesso identificandosi in aree specifiche marcatamente localizzate e circoscritte.</p>
<p>Le nuove generazioni, sono le più esposte, aperte alla contaminazione per via della maggiore predisposizione a viaggiare, al web che globalizza l&#8217;intero mondo in uno schermo.</p>
<p>Le persone che parlano la stessa lingua, anche se in una variante locale, si sentono più vicine tra loro. La perdita del dialetto può portare a una disconnessione dalle proprie radici, trasformandole in un concetto vuoto privo di contenuti distintivi che non vanno oltre la mera posizione geografica. A riprova di ciò la difficoltà delle nuove generazioni, oggi non più in grado di comprendere o parlare la lingua dei loro nonni.</p>
<figure id="attachment_105545" aria-describedby="caption-attachment-105545" style="width: 332px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-105545" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/areeinternre-350x265.png" alt="" width="332" height="251" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/areeinternre-350x265.png 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/areeinternre.png 393w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /><figcaption id="caption-attachment-105545" class="wp-caption-text">Aree Interne nel Reventino-Savuto</figcaption></figure>
<p>Le amministrazioni locali, le associazioni culturali, le scuole dovrebbero farsi carico di ciò. La lingua dialettale è uno degli aspetti più profondi della cultura e dell&#8217;identità di un popolo, e la sua scomparsa rappresenta una perdita irreparabile. Sarebbe necessario sensibilizzare le nuove generazioni sull&#8217;importanza del dialetto, organizzando eventi e iniziative culturali. L&#8217;uso del dialetto nei contesti pubblici, nei media locali, nelle attività culturali, può contribuire a mantenerlo vivo. Quando sono proprio le istituzioni a promuoverlo ne legittimano l&#8217;esistenza e l&#8217;utilizzo.</p>
<figure style="width: 587px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/area.jpg" alt="" width="587" height="379" /><figcaption class="wp-caption-text">Area Reventino-Savuto</figcaption></figure>
<p>Non esiste solo il “napoletano”, il “lombardo”generico, il “siciliano” generico, il “calabrese” generico da utilizzare esclusivamente per dare colore in determinati contesti, ma esiste un patrimonio identitario e culturale che sta andando irrimediabilmente perduto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-perdita-dei-dialetti-nel-reventino-savuto/">La Perdita dei Dialetti nel Reventino-Savuto</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/la-perdita-dei-dialetti-nel-reventino-savuto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La più “Piccola Biblioteca del Mondo” la trovi a Cuti di Rogliano (VIDEO)</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/la-piu-piccola-biblioteca-del-mondo-la-trovi-a-cuti/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/la-piu-piccola-biblioteca-del-mondo-la-trovi-a-cuti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 10:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[FATTI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[cuti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[piccola]]></category>
		<category><![CDATA[Piccola Biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Rogliano]]></category>
		<category><![CDATA[Savuto]]></category>
		<category><![CDATA[World’s Smallest Library]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=105362</guid>

					<description><![CDATA[<p>La più “Piccola Biblioteca del Mondo” la trovi a Cuti di Rogliano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-piu-piccola-biblioteca-del-mondo-la-trovi-a-cuti/">La più “Piccola Biblioteca del Mondo” la trovi a Cuti di Rogliano (VIDEO)</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-105364" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Biblioteca-cuti-1.jpg" alt="" width="568" height="757" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Biblioteca-cuti-1.jpg 768w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Biblioteca-cuti-1-263x350.jpg 263w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/Biblioteca-cuti-1-750x1000.jpg 750w" sizes="(max-width: 568px) 100vw, 568px" /></p>
<p>La più <strong>“Piccola Biblioteca del Mondo”</strong> si trova nel quartiere <strong>Cuti</strong> del comune di <strong>Rogliano</strong>, forse il rione più popolare ma certamente il più famoso per via del pane, molto conosciuto nella provincia di <strong>Cosenza</strong>.</p>
<p>Ex cantina, poi filanda, in seguito cellula clandestina del partito monarchico, forse l&#8217;ultima in Calabria, infine magazzino di derrate alimentari durante la guerra. Di storia ne hanno tanto da raccontare le pietre a vista delle mura che incorniciano la piccola biblioteca. Un&#8217;atmosfera magica, luci soffuse e calde, specchi e libri, tanti, alcuni rari e introvabili, alcuni vissuti come le prime edizioni, libri in lingua originale, libri autografati dagli autori.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-105363" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/bibioteca-cuti-3-e1734512085513.jpg" alt="" width="564" height="747" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/bibioteca-cuti-3-e1734512085513.jpg 764w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/bibioteca-cuti-3-e1734512085513-264x350.jpg 264w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/bibioteca-cuti-3-e1734512085513-750x993.jpg 750w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></p>
<p><strong>Quaranta, quarantacinque posti</strong> a sedere tra sedie, cuscini e a terra, magari su un libro. Così racconta “l&#8217;inventore” di tale luogo in una recente intervista per Rai 3. Nata nel gennaio 2023 da un&#8217;idea di Daniel Cundari, poeta e narratore, tornato in Calabria per «coinvolgere le nuove generazioni ma anche le persone più adulte attraverso un’informazione che rispecchia quello che siamo, ovvero la tradizione, ma in modo molto innovativo».</p>
<p><strong>In solo due anni annovera già numerosi eventi culturali</strong> organizzati al suo interno. Il primo fu con Angela Bubba e il suo romanzo edito da Bompiani su Elsa Morante, poi con Vito Teti che presentò “La Restanza”, Mimmo Gangemi con un libro dedicato ad Ettore Majorana. Seguirono microfestival di musica, di arte, di teatro che ha visto protagonisti Dario De Luca, Sandro Sottile, Paolo Presta con la sua fisarmonica, Sasà Calabrese con un lavoro sulla Scuola dei Cantautori Genovesi e Daniele Moraca. Non mancano le mostre collettiva d’arte che vedono esporre artigiani e artisti da ogni angolo della Calabria.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-105365" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-2.jpg" alt="" width="524" height="395" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-2.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-2-350x264.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-2-750x565.jpg 750w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></p>
<p>L&#8217;idea è stata quella di realizzare <strong><em>World’s Smallest Library</em></strong> in Calabria dove “ascoltare anche storie d&#8217;amore gratis”, frase che capeggia su una lavagnetta in bella vista. Un ritrovo unico e inestimabile per il turismo lento, quello interessato ad approfondire, riscoprire, sentire. Chiunque può entrare, sflogliare e leggere un libro. Anche prenderlo in prestito o donarne qualcuno. L’obiettivo, come afferma lo stesso Cundari, è &#8220;<strong><em>quello di offrire ai giovani un luogo in cui si respirino libertà, indipendenza, confronto politico e sociale per contrastare lo spopolamento imperante delle aree interne e discorsi distruttivi o privi di sostanza, concretezza e lungimiranza.</em></strong>&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-105366" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-4.jpg" alt="" width="524" height="651" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-4.jpg 824w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-4-282x350.jpg 282w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2024/12/biblioteca-cuti-4-750x932.jpg 750w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></p>
<p>Sempre lo stesso cundari scrive “<em><strong>Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. Ho ricostruito molto, e ricostruire significa collaborare con il tempo, nel suo aspetto di &#8220;passato&#8221;, coglierne lo spirito o modificarlo, protenderlo quasi verso un più lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti</strong>.</em>”</p>
<p>La <strong>Piccola Biblioteca</strong> viene gestita attraverso l’omonima associazione culturale. Un&#8217;offerta culturale a tutto tondo e senza aver ricevuto sinora alcun finanziamento pubblico, ma solo frutto di passione e voglia di stimolare.</p>
<div class="jeg_video_container jeg_video_content"><iframe loading="lazy" title="Daniel Cundari improvvisa con Alfio Antico (feat. S. Calabrese, S. Sottile, B. Guerrera)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/79tixPLa_gE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/la-piu-piccola-biblioteca-del-mondo-la-trovi-a-cuti/">La più “Piccola Biblioteca del Mondo” la trovi a Cuti di Rogliano (VIDEO)</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/la-piu-piccola-biblioteca-del-mondo-la-trovi-a-cuti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Blabla&#8230;Storia! Pillole di storia su Feroleto Antico e Pianopoli</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-feroleto-antico-e-pianopoli/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-feroleto-antico-e-pianopoli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Scalise]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 10:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi lamezia terme]]></category>
		<category><![CDATA[Dipodi]]></category>
		<category><![CDATA[Feroleto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Feroleto Antico e Pianopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Falvo]]></category>
		<category><![CDATA[piana Lametina]]></category>
		<category><![CDATA[Pianopoli]]></category>
		<category><![CDATA[rodolfo donato]]></category>
		<category><![CDATA[storico Matteo Scalise]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=94591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo Serrastretta, Panettieri, Scigliano, Cicala, San Pietro Apostolo, Altilia, Settingiano, Petronà, Grimaldi,  Miglierina, Pedivigliano, Sersale, Colosimi, Martirano Antico e Martirano Lombardo, Platania, Bianchi, Conflenti,Taverna, Gimigliano, San Mango d’Aquino, Motta Santa Lucia, Marcellinara, Tiriolo, Castagna e Carlopoli, Soveria Mannelli, Decollatura, Gizzeria, Castiglione Marittimo e Falerna e Nocera Terinese continua il nostro viaggio di conoscenza sulla storia dei comuni gravitanti nell’area storico – geografica del monte Reventino, le cui vicende sociali, politiche e anche storiche sono oggetto di particolare interesse di questo giornale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-feroleto-antico-e-pianopoli/">Blabla&#8230;Storia! Pillole di storia su Feroleto Antico e Pianopoli</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo<strong> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-serrastretta-e-comprensorio/" target="_blank" rel="noopener">Serrastretta</a>,</strong> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-panettieri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Panettieri</strong>,</a> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blablastoria-pillole-di-storia-su-scigliano/" target="_blank" rel="noopener">Scigliano,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-cicala/" target="_blank" rel="noopener">Cicala,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-san-pietro-apostolo/" target="_blank" rel="noopener">San Pietro Apostolo,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-altilia/" target="_blank" rel="noopener">Altilia,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-settingiano/" target="_blank" rel="noopener">Settingiano,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-petrona/" target="_blank" rel="noopener">Petronà,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-grimaldi/">Grimaldi, </a></strong> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-miglierina/">Miglierina,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-pedivigliano/">Pedivigliano</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/86400-2/">Sersale</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-colosimi/">Colosimi, </a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-martirano-antico-e-martirano-lombardo/">Martirano Antico e Martirano Lombardo,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-platania/">Platania,</a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-bianchi/"> Bianchi</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-conflenti/">Conflenti,</a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-taverna/">Taverna,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-gimigliano/">Gimigliano,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/?s=matteo+scalise">San Mango d’Aquino, </a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-motta-santa-lucia/">Motta Santa Lucia</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-marcellinara/">Marcellinara</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-tiriolo/">Tiriolo</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-castagna-e-carlopoli/">Castagna e Carlopoli</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-soveria-mannelli/">Soveria Mannelli</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-decollatura/">Decollatura,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-gizzeria/">Gizzeria,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-castiglione-m-ttimo-e-falerna/">Castiglione Marittimo e Falerna</a> e <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-nocera-terinese/">Nocera Terinese</a> continua il nostro viaggio di conoscenza sulla storia dei comuni gravitanti nell’area storico – geografica del <strong>monte Reventino</strong>, le cui vicende sociali, politiche e anche storiche sono oggetto di particolare interesse di questo giornale web <strong><a href="https://www.ilreventino.it/" target="_blank" rel="noopener">ilReventino.it.</a></strong></p>
<p style="text-align: center"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-94606" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Panorammica-di-Feroleto-antico-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Panorammica-di-Feroleto-antico-300x180.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Panorammica-di-Feroleto-antico-750x450.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Panorammica-di-Feroleto-antico.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Feroleto Antico </strong>sorge a 350 mt s.l.m. in una piccola vallata boschiva che si affaccia sulla Piana di Sant&#8217;Eufemia e oggi conta circa 2.020 abitati dispersi fra Capoluogo e le frazioni <em>Cardolo, Galli, Jevoli, Polverini e Vaiola</em> e le località <em>Giacinti</em>,<em> Marcantoni, Pedia, Luciani, Scalo Ferroviario, Dipodi</em>. Fa parte della provincia di Catanzaro ed è soggetta spiritualmente alla diocesi di Lamezia Terme (già Nicastro). Dista 9,4 km da Lamezia Terme Nicastro, 39,6 km da Catanzaro e 16,9 km da Serrastretta.</p>
<p>Prima di narrare brevemente la sua storia millenaria cerchiamo di capire il significato etimologico del nome Feroleto, il quale è stato interpretato con due ipotesi quali <em>&#8220;1) Il nome Feroleto deriva dalla parola &#8220;ferula&#8221;, sostantivo latino che significa &#8220;canna&#8221;. La zona proliferava di canne, specialmente le sponde dei torrenti che delimitano il paese; 2) Il nome Feroleto deriva dalla parola &#8221; Feroletum &#8221; che significa &#8220;portatore di morte&#8221;; 3) &#8220;perciò venne chiamato Feroleto da Fero, et Lethum, che esprime &#8220;[portare] coraggio&#8221; (1)&#8221;. </em></p>
<p>Per la toponomastica delle frazioni e contrade le spiegazioni sono: prendono il nome (o soprannome) del primo abitante (ex <em>Giacinti</em>,<em> Marcantoni, Luciani, Galli, Vaiola)</em> oppure da spiegazioni etimologiche quali Jevoli dal latino <em>Ebulum</em> (italiano Ebbro) pianta medicinale simile al Sambuco; Polverini dal dialetto <em>pruverinu</em> cioè &#8220;nevischio&#8221;, Dipodi dal greco bizantino <em>&#8220;dua podia&#8221;</em> cioè &#8220;due colli&#8221;, Pedia dal greco bizantino <em>&#8220;monte&#8221; </em>e Cardolo del omonimo fiumiciattolo che ivi vi scorre per sfociare nel fiume Amato.</p>
<p>Per ciò che riguarda la sua storia pare che <em>&#8220;La sua fondazione sembra sia avvenuta, nel IX secolo, a opera degli abitanti di un’antica località di origine enotra o ausona, i quali, per porsi al riparo dalle incursioni saracene, si sarebbero trasferiti in una zona più facilmente difendibile, cingendola di mura e munendola di un Castello, più volte distrutto e ricostruito.[&#8230;] Assegnata, verso la fine del Cinquecento, al duca Ferrante Caracciolo, dalla prima metà del XVII secolo passò sotto la signoria dei D’Aquino di Castiglione Marittimo, che vennero insigniti del titolo di principi (2)&#8221;; &#8220;Il Castello si ergeva nella parte alta, accanto all’antico convento dei padri Agostiniani, distrutto e mai più ricostruito; mentre nella parte bassa era stanziata la popolazione (adagiato il borgo); [&#8230;] Il Castello dei d’Aquino, probabilmente risalente alla fine del secolo Mille, e forse ricostruito sui ruderi di una struttura antecedente, portava con se una piccola chiesetta, detta dell’Annunziata, adibita sia a luogo di culto che a piccola fortezza. Il Castello, che sorge nella parte più alta del borgo e domina l’intera valle, fu gravemente danneggiato dai terremoti del 1609 e soprattutto del 1638,  quando crollarono i torrioni, i condotti di freno e la merlatura del castello, come riportato da alcune testimonianze dell’epoca. La struttura, che venne riedificata dai d’Aquino, fu in seguito trasformata in abitazione civile e quindi fortemente rimaneggiata da privati, i quali sono tutt’oggi proprietari (3)&#8221;.</em></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-95071 aligncenter" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230814_143512-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230814_143512-300x211.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230814_143512-750x527.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_20230814_143512.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nonostante la scarsità di documenti, l&#8217;origine di Feroleto può essere spiegata anche come fondazione si in epoca molto antica dalle popolazioni che sfuggivano dalla costa lametina dagli assalti arabi ma anche da gente che volontariamente cercavano rifugio e protezione presso la <strong>Badia Ortodossa dei SS. Filippo e Giacomo</strong> (del cui complesso monastico oggi resta purtroppo solo il portale), che fu munita, almeno fino al XV secolo, di notevoli proprietà fondiarie bisognevoli quindi di coloni che le lavorassero per produrre reddito (Serrastretta sorse nel 1383 appunto nel <strong>fondo boschivo</strong> che era probabilmente di proprietà o della<em> Universitas</em> o della Badia dei Santi Fillippo e Giacomo di Feroleto).</p>
<p>Gli storici locali (<strong>Franco Falvo</strong> e il compianto <strong>Rodolfo Donato</strong>) fanno intendere chiaramente che Feroleto fosse un borgo ricco e prosperoso in età Medievale e Moderna, sia perché fu sede di titolo feudale (prima ducato nel 1589, poi principato nel 1647) oltre che del <strong>Baglivo</strong> per la riscossione delle tasse nel suo territorio prevalentemente agricolo-pastorale (frequenti erano infatti gli sconfinamenti e quindi gli scontri con i coloni della <em>Mensa Vescovile di Nicastro</em> per usurpazioni di terreni e ruberie di pascoli come si può leggere nelle relazioni vescovili del XVI -XVIII sec.) e nonostante la vicinanza con i grossi centri politici e commerciali quali <strong>Nicastro</strong> e <strong>Maida</strong>. Feroleto era quindi un centro vivace anche a livello di impegno civile poiché in Età Moderna vi erano attive 6 congreghe laicali oltre che una <em>&#8220;Accademia Aquinate&#8221;</em> formata da intellettuali. Ecco com&#8217;era Feroleto in età Moderna: <em>&#8220;[&#8230;] occorre un altro castello, chiamato Feroleto habitatione molto buona, [&#8230;] Incontra doppo un casalotto detto Lamato per cagione al fiume Lameto à se vicino; &amp; appresso occorre ‘l fiume Pesipo, &amp; un altro per nome S. Hippolito, per cagione ch’incanto al detto fiume era anticamente una Chiesa chiamata S. Hippolito, della quale si veggono insino ad hoggi alcuni vestiggij dell’antiche mura”(4); &#8220;Terra nella Provincia di Catanzaro, ed in Diocesi di Nicastro, situata in una pianura, d’aria temperata, e nella distanza di quindici miglia in circa dalla Città di Catanzaro, che si appartiene alla Famiglia d’Aquino Pico, col titolo di Principato. Ella col terremoto del mille settecentottantatrè fu molto danneggiata sì nella parte superiore, come inferiore(5); &#8220;“Feroleto è diviso in due Terre, cioè superiore e inferiore, poco meno di un miglio l&#8217;una dall&#8217; altra distante. [&#8230;] La situazione di Feroleto antico, essendo sovra di una scoscesa collina, esposta al Mezzogiorno, e per esser difeso a Ponente da un picciol fiume, a Levante da un profondo Vallone, e da un&#8217;aspra Montagna nel Settentrione, ci fa credere di essere stata edificata nell&#8217; VIII Secolo da i Saraceni, perché stando in questo sito il Popolo radunato potea far fronte a’ molesti aggressori; (6)&#8221;.</em></p>
<p>Dunque abbiamo capito che Feroleto Antico fu borgo ricco e importante del Contado nicastrese e la sua decadenza avvenne a causa dei terremoti del 1638 e del 1783 che ne decimarono la popolazione, ne distrusse i monumenti più importanti ma che soprattutto favorì la dispersione della popolazione superstite fuori dal Borgo antico per fondare le frazioni e l&#8217;attuale Pianopoli.</p>
<p>Le frazioni, tutte fondate da genti di Serrastretta, si svilupparono a fine XVIII secolo quando i proprietari e/o coloni dei terreni decisero di abitarvi stabilmente. Solo <strong>Vaiola</strong> è citata già nel primo <strong>Catasto Onciario di Feroleto (1746)</strong> come sito abitato da 4 famiglie mentre <strong>Cardolo</strong> (citata nel Catasto del 1746 ma sicuramente come fondo agricolo non abitato) si è sviluppata come centro urbano dapprima con poche case in muratura dalla fine del XIX secolo poi si ebbe il boom soltanto dagli anni 60&#8242; del XX secolo quando vi si trasferirono  persone provenienti da Vaiola, Accaria di Serrastretta e da Nicastro (oggi Lamezia Terme). <strong>Curiosità</strong>: Fino al 1863 le frazioni oggi di Serrastretta Angoli, Migliuso e San Michele erano sotto Feroleto Antico.</p>
<p>Con la fine della feudalità (1806) Feroleto Antico <em>&#8220;in conseguenza della nuova organizzazione amministrativa predisposta dal Generale Championnet viene contemplato come Comune nel Cantone di Nicastro. La legislazione francese, per effetto della legge 19 gennaio 1807, lo riconobbe Luogo, ossia Università, nel Governo di Nicastro. Successivamente, in seguito all’istituzione dei Comuni e dei Circondari, prevista dal decreto 4 maggio 1811, Feroleto veniva spostato nel Circondario di Serrastretta, nel quale rimaneva anche nel successivo assetto attribuito dal Borbone alla regione per via della legge 1 maggio 1816. Ed è in quel medesimo anno che Feroleto assumeva la corrente denominazione. [&#8230;] Nel 1833 Feroleto vecchio venne elevato a Comune del Circondario e fino al 1845 fece parte del Distretto di Nicastro la cui distanza era di circa 8 Km (7)&#8221;. </em>Soltanto nel 1930 finirà la secolare causa giudiziaria con Serrastretta per il possesso del fondo boschivo detto <strong>Montagnola</strong>, con la divisione bonaria al 50% dello stesso, usato fin dal XV secolo degli abitanti dei due comuni per gli <strong>Usi Civici</strong>. Ricordo che nel 1872 a Feroleto sorse una attiva <strong>Società operaia e Agricola</strong> per la difesa degli interessi della classe artigiana e contadina, modello per le altre località vicine e in generale fu sede nel tempo di un piccolo <strong>Ospedale</strong> (1930), di un Carcere, di Pretura, dell&#8217;Ufficio del Registro e di sezione dei principali partiti della Prima Repubblica (DC, PSI, PCI).</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.facebook.com/ilReventino">Segui la pagina fb de ilReventino.it</a></p>
<p>Oggi l&#8217;economia di Feroleto <em>&#8220;si basa sulla produzione di cereali, frumento, ortaggi, olivo, uva, agrumi e altra frutta; è praticato anche l’allevamento di ovini, caprini, suini e avicoli. L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti: alimentare, tessile, dell’abbigliamento, dei materiali da costruzione, della lavorazione del legno, della produzione e distribuzione di energia elettrica (8)&#8221;;&#8221;In passato Feroleto era un paese ricco di botteghe artigiane, nelle strette vie se ne contavano a decine; calzolai, fabbri, barbieri, sarti….Oggi purtroppo rimangono solo alcune di queste botteghe che hanno fatto la storia di questo paese. Feroleto era anche fiorente nelle maestranze locali, come testimoniano i palazzi gentilizi e i portali in pietra presenti lungo le vie del borgo (9)&#8221;. </em></p>
<p>Il patrimonio ecclesiastico di Feroleto Antico oggi è il seguente: chiesa parrocchiale (già arcipretale) di <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28267/Chiesa+di+Santa+Maria+Maggiore#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=feroleto+antico&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Feroleto&amp;highlight=Antico">Santa Maria Maggiore (1531) </a>e il <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32399/Santuario+di+Maria+Santissima#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=feroleto+antico&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=FEROLETO&amp;highlight=ANTICO">Santuario della Madonna di Dipodi (1020 circa)</a>. Mentre le chiese delle frazioni sono le seguenti: a Cardolo vi è il <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/89448/Santuario+di+San+Giovanni+Paolo+II#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=feroleto+antico&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Feroleto&amp;highlight=Antico">Santuario di San Giovanni Paolo II (2003)</a>, a Vaiola di <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32397/Chiesa+di+Santa+Maria+Immacolata#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=feroleto+antico&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Feroleto&amp;highlight=Antico">Santa Maria Immacolata (1830)</a> che però fanno parte della parrocchia di <strong>Accaria</strong> (frazione di Serrastretta); Infine vi sono le chiese di <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28237/Chiesa+di+Santa+Maria+Addolorata#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=feroleto+antico&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Feroleto&amp;highlight=Antico">Santa Maria Immacolata (1803)</a> a Jevoli e di <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32425/Chiesa+di+Santa+Maria+Assunta#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=feroleto+antico&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Feroleto&amp;highlight=Antico">Santa Maria Assunta (1809)</a> a Polverini che però sono parte di un&#8217;unica parrocchia (dal 1989) con la <strong>chiesa di San Michele</strong> della omonima frazione soggetta a Serrastretta. A Galli non c&#8217;è mai stata una chiesa propria poiché vicinissima alla borgata <strong>Accaria Rosario</strong> per cui si è sempre frequentato la chiesa ivi presente dedicata a Maria Santissima del Rosario.</p>
<p>Ricordo la presenza del <a href="https://www.cittadiferoletoantico.eu/museo/info/"><strong>Museo Storico Comunale</strong></a> presso <em>Palazzo</em> <em>Cosentini</em>, inaugurato nel 2014 su interessamento di<a href="https://www.cittadiferoletoantico.eu/chi-sono/"> <strong>Franco Falvo</strong></a>.</p>
<p>Oggi Feroleto Antico soffre la piaga dello spopolamento dovuta alla bassa natalità, l&#8217;emigrazione per mancanza di lavoro o trasferimento della residenza verso Pianopoli o Lamezia Terme.</p>
<p><strong>Pianopoli </strong>sorge più in basso di Feroleto, a neanche 1,4 km di distanza, a circa 250 mt s.l.m. e oggi conta 2.613 abitanti. Non ha frazioni ma le località <em>Vianova, Rizzuto, Palazzo, Martinico, Spranico</em> e fa parte anch&#8217; essa della provincia di Catanzaro e della diocesi di Lamezia Terme. Dista qualche kilometro in più delle località citate nella parte relativa a Feroleto Antico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-94632" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/5181-223x300.webp" alt="" width="223" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/5181-223x300.webp 223w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/5181.webp 372w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /></p>
<p>La sua storia inizia dopo il terremoto del 1638 che rase al suolo Feroleto Antico, sicché molti sopravvissuti non vollero riparare le loro case ma decisero di edificarne di nuove nella parte pianeggiante, detta fino ad allora <em>&#8220;Coltura</em>&#8221; dove vi erano proprietà terriere dei signori feudali d&#8217;Aquino che concessero l&#8217;uso delle loro terre per edificare case ad un canone annuo vantaggioso, sia nei pressi della antica <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32415/Chiesa+della+Santa+Croce#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=pianopoli&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Pianopoli"><strong>chiesa di Santa Croce</strong></a> (oggi sconsacrata) e sia presso dove forse esisteva il <strong>Casino</strong> <strong>rustico</strong> voluto dall&#8217;Imperatore<strong> Federico II</strong> per la caccia ai falconi (l&#8217;attuale <em>c/da Palazzo</em>) e poi del convento dei <strong>Padri Agostiniani</strong> (fino al 1638) con lo scopo principale non tanto (e soltanto) di aiutare i loro vassalli ma principalmente di poter così incrementare il valore delle loro proprietà grazie alla presenza fissa di coloni non più stagionali ma stabili in <em>situ.</em></p>
<p>Infatti dal 1638 il territorio di Feroleto Piano <em>&#8220;[&#8230;] fu molto danneggiata sì nella parte superiore, come inferiore [&#8230;]. In essa sono da marcarsi due Chiese Parrocchiali di mediocre disegno; e due Confraternite Laicali sotto l’invocazione di San Nicola di Bari, e della Vergine Addolorata. Le produzioni poi del suo territorio sono grani, grani dindia, legumi, frutti, vini, olj, castagne, ghiande, lini, gelsi per seta, cacciagione, e pascoli per greggi. La popolazione finalmente sì di Feroleto Superiore, come di Feroleto Inferiore ascende a duemila seicento cinquantasei sotto la cura spirituale, d’un Arciprete e d’un Parroco” (10); “Feroleto è diviso in due Terre, cioè superiore e inferiore, poco meno di un miglio l&#8217;una dall&#8217; altra distante. Fu distrutto dal terremoto del 1783, […] una per un violento terremoto del 1638, caduti essendo molti edifici, e dentro a quelle rovine rimaste sepolte più di 70 persone, alcuni abitatori dopo quel flagello vollero fabbricare sulle antiche muraglie rovinate, ed altri o perché abborrirono l&#8217;antico suolo, o perché altrove credevano di stare più agiati, scesero in un’ampia pianura, dove col consenso del Padrone feudatario formarono la nuova loro abitazione, e la chiamarono Coltura (11)&#8221;. </em></p>
<p>Dopo la fondazione dell&#8217;allora <strong>Feroleto Piano</strong>, pochi furono gli eventi storici degni di nota. Infatti <em> &#8220;[&#8230;] Alle baracche si sostituirono ben presto edifici in muratura e si dette così vita a un nuovo agglomerato urbano, cui fu dato il nome Feroleto Piano, perché sorto in una zona pianeggiante. Il toponimo attuale, assunto con un <strong>regio decreto del 1872</strong>, è composto di “piano” e “poli”, derivante dal greco “polis”, ‘città’. Infeudata alla nobile casata dei D’Aquino, principi di Castiglione Marittimo, dalla prima metà del Seicento alla fine del Settecento, passò poi al regio demanio. Inclusa nel cantone di Catanzaro, ai tempi della Repubblica partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu inserita tra i comuni del circondario di Serrastretta. Alla restaurazione borbonica seguì una larga partecipazione ai moti risorgimentali (12)&#8221;. </em>La strada provinciale che la collega a Feroleto Antico risale soltanto al 1920.</p>
<p style="text-align: center"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-94633" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/08/download-2.jpg" alt="" width="299" height="168" /></p>
<p>L&#8217;economia di Pianopoli oggi si regge <em>&#8220;sulla produzione di cereali, foraggi, ortaggi, olivo, uva, agrumi e altra frutta, è integrata dall’allevamento di ovini, caprini, suini e avicoli. L’industria è costituita da aziende che operano nei comparti: alimentare (tra cui quello della conservazione di frutta e ortaggi), edile, dei materiali da costruzione (compreso il vetro), della lavorazione del legno e della fabbricazione di mobili e articoli in gomma (13)&#8221;.</em></p>
<p>Le chiese presenti nel comune di Pianopoli sono: la parrocchiale dedicata a <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28289/Chiesa+di+San+Tommaso+D%27Aquino#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=pianopoli&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Pianopoli">San Tommaso d&#8217;Aquino (1646)</a>, la <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32412/Chiesa+della+Madonna+Addolorata#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=pianopoli&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Pianopoli">Madonna Addolorata (XVIII sec.)</a>, <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32414/Chiesa+di+Sant%27Agostino#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=pianopoli&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Pianopoli">Sant&#8217;Agostino (2000)</a> in località Palazzo e <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32411/Chiesa+di+San+Giuseppe#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=pianopoli&amp;liberaluogo=&amp;dominio=2&amp;highlight=Pianopoli">San Giuseppe (1994)</a> in località Rizzuto.</p>
<p>Pianopoli è una piccola cittadina ma dotata di quei servizi essenziali (posta, farmacia, medico di famiglia, supermercati, negozi vari,strutture sportive e ricreative, biblioteca comunale) che ne fanno un luogo ideale ove risiedere se si è amanti della tranquillità (negli ultimi anni molto lametini hanno scelto di vivere qui).</p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) <a href="http://www.comune.feroletoantico.cz.it/index.php?action=index&amp;p=76">http://www.comune.feroletoantico.cz.it/index.php?action=index&amp;p=76</a> (URL consultato il 30/07/2023) e Giuseppe Maria ALFANO, Istorica descrizione del regno di Napoli, Dai Torchi di Raffaele Miranda, Napoli 1823, p. 192</p>
<p>(2)<a href="http://www.italiapedia.it/comune-di-feroleto-antico_Descrizione-079-048"> http://www.italiapedia.it/comune-di-feroleto-antico_Descrizione-079-048</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p>(3) <a href="http://www.calabriaorizzonti.com/index.php/borghi/catanzaro/124-feroleto-antico">http://www.calabriaorizzonti.com/index.php/borghi/catanzaro/124-feroleto-antico</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p>(4) Cfr G. MARAFIOTI, Croniche et antichità di Calabria, Ad Adunanza deli Uniti, Padova MDCI, p. 219b</p>
<p>(5) Cfr Abate Francesco SACCO, Dizionario Geografico-Istorico-Fisico del Regno di Napoli…, Tomo II, Presso Vincenzo Flauto, Napoli MDCCXCVI, p. 27</p>
<p>(6) Giuseppe Maria ALFANO, Istorica descrizione del regno di Napoli, Dai Torchi di Raffaele Miranda, Napoli 1823, p. 192</p>
<p>(7) <a href="https://uhocularu.wixsite.com/uhocularu/post/feroleto-antico-da-ducato-dei-caracciolo-a-principato-dei-d-aquino-pico">https://uhocularu.wixsite.com/uhocularu/post/feroleto-antico-da-ducato-dei-caracciolo-a-principato-dei-d-aquino-pico</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p>(8)<a href="http://www.italiapedia.it/comune-di-feroleto-antico_Descrizione-079-048"> http://www.italiapedia.it/comune-di-feroleto-antico_Descrizione-079-048</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p>(9) <a href="http://www.calabriaorizzonti.com/index.php/borghi/catanzaro/124-feroleto-antico">http://www.calabriaorizzonti.com/index.php/borghi/catanzaro/124-feroleto-antico</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p>(10) Abate Francesco SACCO, Dizionario Geografico-Istorico-Fisico del Regno di Napoli…, Tomo II, Presso Vincenzo Flauto, Napoli MDCCXCVI, p. 27.</p>
<p>(11) Giuseppe Maria ALFANO, Istorica descrizione del regno di Napoli, Dai Torchi di Raffaele Miranda, Napoli 1823, p. 192</p>
<p>(12) <a href="http://www.italiapedia.it/bacheca.php?vd=geoloc&amp;istat=079096&amp;comune=Pianopoli&amp;prov=&amp;sigla=CZ&amp;NomeReg=Calabria&amp;NReg=18#g_argt_2">http://www.italiapedia.it/bacheca.php?vd=geoloc&amp;istat=079096&amp;comune=Pianopoli&amp;prov=&amp;sigla=CZ&amp;NomeReg=Calabria&amp;NReg=18#g_argt_2</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p>(13) <a href="http://www.italiapedia.it/bacheca.php?vd=geoloc&amp;istat=079096&amp;comune=Pianopoli&amp;prov=&amp;sigla=CZ&amp;NomeReg=Calabria&amp;NReg=18#g_argt_3">http://www.italiapedia.it/bacheca.php?vd=geoloc&amp;istat=079096&amp;comune=Pianopoli&amp;prov=&amp;sigla=CZ&amp;NomeReg=Calabria&amp;NReg=18#g_argt_3</a> (URL consultato il 30/07/2023)</p>
<p><strong>Per saperne di più?</strong></p>
<p>Sito web di Franco Falvo esaustivo per ciò che riguarda la storia, il patrimonio storico e religioso, tradizioni e curiosità su Feroleto Antico <a href="https://www.cittadiferoletoantico.eu/">https://www.cittadiferoletoantico.eu/</a></p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong> su storia Feroleto Antico e Pianopoli</p>
<p><strong>Franco Falvo</strong> <em>Feroleto Antico, Il Passato, il Presente</em>, Silipo &amp; Lucia, Catanzaro, 1990; <em>Feroleto Antico, come eravamo</em>, supplemento a <strong>Storicittà</strong> n.51/1996<em>, Pianopoli Storia e attualità</em>, LaRondine, Catanzaro, 2009</p>
<p><strong>Rodolfo Donato</strong> (a cura di), <em>Feroleto Antico, Storie di Rioni e Contrade</em> in Quaderni Feroletani 6, Edizioni Monograf, Vibo Valentia; <em>Feroleto Antico, Spigolature Feroletane</em> in Quaderni feroletani 9, Edizioni Monograf, Vibo Valentia e <em>Il Catasto Onciario di Feroleto Antico del 1746</em> in Quaderni feroletani 3, Edizioni Monograf, Vibo Valentia; con <strong>Giuseppina Russo (a cura di</strong>), <em>Pianopoli dalle origini ai giorni nostri Quaderni feroletani 4</em>, Monograf, Vibo Valentia, 1996.</p>
<p><strong>Filippo Bruni</strong>, Storia di Serrastretta dalle origini al 1938, Rubbettino, Soveria Mannelli, 1980</p>
<p><strong>Fulvio Mazza (a cura di)</strong>, Lamezia Terme storia, cultura, economia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001</p>
<p>Sulla <em>Badia dei Santi Filippo e Giacomo</em> e <em>Santuario Dipodi</em> vedi <strong>Antonio Parisi</strong><em>, I Monasteri basiliani del Carrà</em>, QualeCultura, Vibo Valentia, 2006 e <strong>Francesco  Russo</strong>, <em>La diocesi di Nicastro</em>, C.A.M, Napoli, 1958</p>
<p>Sul <em>Santuario di Dipodi</em> on line è possibile consultare il link <a href="https://www.santuariodidipodi.it/">https://www.santuariodidipodi.it/</a></p>
<p>Ricordo che riferimenti storici sulla storia di Feroleto Antico e Pianopoli sono presenti consultando la pagina <em>indice dei luoghi</em> di molti libri che trattano della storia di altre località del Lametino o dell&#8217;ex comune di <strong>Nicastro</strong>.</p>
<p>Leggi tutti gli articoli di <strong>Matteo Scalise</strong> qui: <strong><a href="https://www.ilreventino.it/?s=matteo+scalise">https://www.ilreventino.it/?s=matteo+scalise</a><br />
</strong>Leggi tutti gli articoli de <strong>IlReventino.it </strong>su Feroleto Antico e Pianopoli: <a href="https://www.ilreventino.it/?s=feroleto+antico">https://www.ilreventino.it/?s=feroleto+antico</a></p>
<p>Se volete comunicare con me per suggerimenti, correzioni, approfondimenti potete scrivere alla seguente mail del giornale <strong>ilreventino@email.it</strong> avente per OGGETTO <em><strong>Blabla…Storia</strong></em>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-feroleto-antico-e-pianopoli/">Blabla&#8230;Storia! Pillole di storia su Feroleto Antico e Pianopoli</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-feroleto-antico-e-pianopoli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Blabla&#8230;Storia! Pillole di storia su Nocera Terinese</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-nocera-terinese/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-nocera-terinese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Scalise]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Aug 2023 10:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA&SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Nocera Terinese]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[TURISMO E AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[antonio macchione]]></category>
		<category><![CDATA[comune Nocera Terinese]]></category>
		<category><![CDATA[comune provincia Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi lamezia terme]]></category>
		<category><![CDATA[ernesto pontieri]]></category>
		<category><![CDATA[Marina di Nocera Terinese]]></category>
		<category><![CDATA[storico Matteo Scalise]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=91775</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo Serrastretta, Panettieri, Scigliano, Cicala, San Pietro Apostolo, Altilia, Settingiano, Petronà, Grimaldi,  Miglierina, Pedivigliano, Sersale, Colosimi, Martirano Antico e Martirano Lombardo, Platania, Bianchi, Conflenti, Taverna, Gimigliano, San Mango d’Aquino, Motta Santa Lucia, Marcellinara, Tiriolo, Castagna e Carlopoli, Soveria Mannelli, Decollatura, Gizzeria e Castiglione Marittimo e Falerna, continua il nostro viaggio di conoscenza sulla storia dei comuni gravitanti nell’area storico – geografica del monte Reventino, le cui vicende sociali, politiche e anche storiche sono oggetto di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-nocera-terinese/">Blabla&#8230;Storia! Pillole di storia su Nocera Terinese</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo<strong> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-serrastretta-e-comprensorio/" target="_blank" rel="noopener">Serrastretta</a>,</strong> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-panettieri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Panettieri</strong>,</a> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blablastoria-pillole-di-storia-su-scigliano/" target="_blank" rel="noopener">Scigliano,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-cicala/" target="_blank" rel="noopener">Cicala,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-san-pietro-apostolo/" target="_blank" rel="noopener">San Pietro Apostolo,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-altilia/" target="_blank" rel="noopener">Altilia,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-settingiano/" target="_blank" rel="noopener">Settingiano,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-petrona/" target="_blank" rel="noopener">Petronà,</a></strong> <strong><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-grimaldi/">Grimaldi, </a></strong> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-miglierina/">Miglierina,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-pedivigliano/">Pedivigliano</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/86400-2/">Sersale</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-colosimi/">Colosimi, </a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-martirano-antico-e-martirano-lombardo/">Martirano Antico e Martirano Lombardo,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-platania/">Platania,</a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-bianchi/"> Bianchi</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-conflenti/">Conflenti, </a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-taverna/">Taverna,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-gimigliano/">Gimigliano,</a> <a href="https://www.ilreventino.it/?s=matteo+scalise">San Mango d’Aquino, </a><a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-motta-santa-lucia/">Motta Santa Lucia</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-marcellinara/">Marcellinara</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-tiriolo/">Tiriolo</a>,<a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-castagna-e-carlopoli/"> Castagna e Carlopoli</a>,<a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-soveria-mannelli/"> Soveria Mannelli</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-decollatura/">Decollatura</a>, <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-gizzeria/">Gizzeria</a> e <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-castiglione-m-ttimo-e-falerna/">Castiglione Marittimo e Falerna</a>, continua il nostro viaggio di conoscenza sulla storia dei comuni gravitanti nell’area storico – geografica del <strong>monte Reventino</strong>, le cui vicende sociali, politiche e anche storiche sono oggetto di particolare interesse di questo giornale web <strong><a href="https://www.ilreventino.it/" target="_blank" rel="noopener">ilReventino.it.</a></strong></p>
<p><strong>Nocera Terinese </strong>sorge a 240 mt s.l.m. sulle pendici di un colle rivolto verso la bassa <strong>valle del Savuto</strong> e verso il mar Tirreno e conta 4 733 abitanti dispersi fra Capoluogo e le frazioni <em>Acquafredda, Gollieri, Nocera Scalo, Piano Pere, Salice, San Cataldo, Villaggio del Golfo.</em> Fa parte della provincia di Catanzaro ed è soggetta spiritualmente alla diocesi di Lamezia Terme (già Nicastro) dal 1963, mentre prima faceva parte della diocesi &#8220;inferiore&#8221; di Tropea (oggi diocesi di Mileto- Nicotera- Tropea).</p>
<p>Prima dei cenni storici vediamo le possibili <strong>spiegazioni etimologiche</strong> del nome. Pare infatti che derivi da <em>&#8220;NUCERIA, riportato alla base “noukria”, variante di “nouko”, ‘nuovo’ (dall’indoeuropeo “newo-newyo”) e inteso nel senso di ‘la città nuova’; non manca però chi si richiama a LUCERIA e a LUCERES, nome di una delle tribù in cui era diviso il popolo romano, o al gentilizio etrusco “luxre”. La specificazione Terinese, aggiunta con un regio decreto del 1863, viene riferita da alcuni all’antica Terina, altra località del Bruzzio, e da altri al vicino piano della Tirena (dal latino LATERINA, ‘mattonaia’) (1)</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center"><a href="https://www.facebook.com/ilReventino">Segui la pagina fb de ilReventino.it</a></p>
<p>Per ciò che riguarda la sua <strong>storia</strong>, ancora oggi piuttosto dibattuta, allo stato attuale possiamo affermare che <em>&#8220;Le origini di Nocera Terinese risalgono, al paleolitico superiore. Infatti, in <strong>contrada Sciabbica</strong> alcuni ritrovamenti “musteriani” effettuati da Roberto Spadea, [&#8230;] confermano ancora una volta l’ipotesi che la zona, posta lungo il fiume Grande e il basso Savuto, merita una ricerca più approfondita. [&#8230;] La <strong>località chiamata tuttora “Grotticelle”</strong>, era adatta alla vita dell’uomo primitivo per il clima temperato, la presenza di numerosi corsi d’acqua, la vicinanza al mare, l’abbondanza di boschi e della selvaggina.Le epoche successive sono dapprima indagate da Paolo Orsi [&#8230;]  <strong>hanno individuato un antico abitato indigeno, su cui successivamente si è stratificato l’elemento greco</strong>, poi brezio ed infine romano. <strong>Si fa consistente l’ipotesi della Temesa omerica citata nell’Odissea</strong>, ma non si ha ancora certezza storica almeno fino a quando non saranno effettuati gli scavi necessari per raccogliere ulteriori notizie sull’abitato posto sul pianoro. Tuttora non si riesce a sapere quale sia stata la città che sorse nel nostro territorio e, specificamente, sul “Piano di Tirena”: Noucrinon, Temesa o Terina. [&#8230;] Se per le prime due città, si hanno scarse notizie, per <strong>Noucrinon non si ha alcun riferimento letterario</strong>: l’esistenza di questa città è ricordata dalle sue monete rinvenute nel nostro territorio e coniate tra il 350 e il 270 a.C. secondo quanto ha scritto I. Ventura nel suo volume “Nocera Terinese, storia di una terra di Calabria”. Alcune monete rinvenute recano la scritta “Noucrinon”, per la verità poche, mentre le altre recano le iscrizioni di “Teràinon”, “Terainòi” e “Terina”. <strong>L’identità del conio di Terina e di Nucria rivelerebbe la coesistenza di due centri abitati nella stessa zona.</strong> Tutto ciò ha fatto supporre ad alcuni storici che Nocera sia stata colonia di Terina o almeno luogo di caccia degli stessi Terinesi. Secondo altri studi Nucria sarebbe una città fondata dai sanniti, quindi potrebbe essere una delle prime città, cosiddette, italiche abitate da autoctoni che parlavano losco e che cominciarono il loro cammino storico nel V secolo a.C. periodo in cui l’Italia del Sud venne colonizzata dai greci. Comunque siano stati gli italici, i pelasgi, i brezi o i greci il piano divenne un centro abitato sicuramente di grande importanza visti i risultati ottenuti dagli scavi effettuati negli ultimi anni nel territorio nocerese. <strong>Infatti, sul “Piano della Tirena”</strong> gli scavi indicano la presenza di un abitato urbanisticamente orientato a N-NE con l’ubicazione del quartiere artigiano verso la parte bassa del pianoro, come alcuni indizi lasciano presagire. L’insediamento in base ai frammenti ritrovati, <strong>fa dedurre un lungo periodo di frequentazione che va dall&#8217;età magno – greca, VI sec. a.C. fino al tardo periodo Bizantino.</strong> Le possenti opere murarie superstiti ne fanno arguire l’importanza, considerando la posizione geografica del pianoro posto lungo la direttrice del Savuto, verso lo Jonio e quindi verso Crotone così come ampiamente e tecnicamente descritto nel volume della prof.ssa Nazarena Valenza Mele “ Ricerche nella Brettia Nocera Terinese”(2). </em></p>
<p><em>&#8220;Dopo la Battaglia di Canne (216 a. C.) [Temesa] fu distrutta da Annibale; passò poi sotto il dominio romano e, nel 960, distrutta completamente dai Saraceni. I superstiti ripararono in luoghi nascosto, non lontano dal mare, tra il monte Eliceto e il Destro, alla confluenza dei due fiumi Grande e Rivale. Sorse come “Castrum” e, aumentando di popolazione, divenne “Oppidum”; il nucleo primitivo si insediò in località “Timpone Motta”. Donata dal conte Ruggero all’abbazia di Sant’Eufemia per passare poi ai Cavalieri di Malta. I terremoti del 1638 e del 1783 vi causarono molti danni. Comune del cantone di Nicastro, ai tempi della Repubblica Partenope, dai francesi fu inserita nella giurisdizione di Martirano. Nocera subì dominazioni Normanna, Spagnola e Francese; la restaurazione Borbonica contribuì alla nascita, intorno al 1846, di una associazione della Giovine Italia. Elevata a capoluogo di circondario dai Borboni, fu colpita anche dal sisma dell’inizio del 1900 (3)&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: center"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-91778" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/Nocera_Terinese_Pan-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/Nocera_Terinese_Pan-300x186.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/Nocera_Terinese_Pan-750x465.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/Nocera_Terinese_Pan.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Importante risulta anche aggiungere altre notizie storiche quali <em>&#8220;Il Castello di Nocera fu quasi sicuramente costruito in epoca Normanno-Sveva, nel punto più alto della collina, la cui parte sottostante è conosciuta ancora oggi con il nome di Castello, dove sono visibili i resti, prima che fosse trasformato a convento nel XVI sec. Nel 1240 Nocera ricade sotto il feudo dell’ <a href="http://www.lameziastorica.it/abbazia-seufemia.html">Abbazia di S. Eufemia</a> che fino al 1506 fu di pertinenza dei Benedettini per passare poi ai Cavalieri di Malta. Nel 1276 Nocera era parte del <strong>giustizierato di Val di Crati e Terra Giordana.</strong> Ai tempi della dominazione Aragonese, vi fu un incremento delle attività edilizie, furono costruite più abitazioni, oltre alla Chiesa di S. Martino, il Convento degli Agostiniani, di contrada Campo di Arata e si diede inizio a quello di S. Francesco. La popolazione aumentava e si incrementavano le produzioni agricole. Nel 1534-1552, per arginare il fenomeno disastroso delle incursioni piratesche, furono costruite alcune torri costiere chiamate “Torrazzi”, per ordine del viceré D. Pietro di Toledo. A Nocera quella di S. Giuseppe,al casale quella di Saporito e l’altra nel Piano di Terina, c’era infine quella di Gullieri, ad un’altitudine di 600 mt, andata distrutta. Nel 1400 anche a Nocera si era insediata una comunità di Ebrei, abili commercianti ed esperti di economia. Durante la dominazione Francese, Nocera subì incendi e saccheggi. Nel XIX sec. vi fu una prima leggera emigrazione da parte degli abitanti di Nocera, in Sicilia e in Tunisia, alla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro. Al nome di Nocera fu aggiunto Terinese, dall’antica Terina, con decreto reale del 1863. Nel 1887 inizia l’emigrazione per gli Stati Uniti d’America, con un aumento consistente dal 1900 al 1914, così pure per l’Argentina. Negli anni Cinquanta il totale degli emigranti in America era di circa 4.000 unità (4)&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: center"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-91777" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/public-img-quartieri-20170815103840140400-jpg-31232.660x368-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/public-img-quartieri-20170815103840140400-jpg-31232.660x368-300x167.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/public-img-quartieri-20170815103840140400-jpg-31232.660x368.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>L&#8217;economia di Nocera</strong> attualmente si regge sulla produzione agricola di <em>&#8220;cereali, frumento, foraggi, ortaggi, olivo, uva e altra frutta; è praticato anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli. L’industria è costituita da aziende che operano nei comparti: alimentare, edile, metallurgico, dei materiali da costruzione, della produzione e distribuzione di energia elettrica (5)&#8221; </em>e sul turismo balneare a <strong>Nocera Terinese Marina</strong>.</p>
<p>le chiese di Nocera sono la <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28287/Chiesa+di+San+Giovanni+Battista#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=&amp;liberaluogo=nocera+terinese">Matrice di San Giovanni Battista</a> (XIII sec.), <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28288/Chiesa+della+Santissima+Annunziata#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=&amp;liberaluogo=nocera+terinese">Santissima Annunziata</a> (1628) e le non più in uso frequente quali <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32622/Chiesa+di+San+Martino#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=&amp;liberaluogo=nocera+terinese">San Martino</a> (XV sec.), <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32621/Chiesa+di+Santa+Maria+della+Piet%C3%A0#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=&amp;liberaluogo=nocera+terinese">Santa Maria della Pietà</a> (XV sec.), <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/32623/Chiesa+di+San+Francesco#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=&amp;liberaluogo=nocera+terinese">San Francesco d&#8217;Assisi</a> (XV sec.) mentre a Nocera Marina è presente la chiesa <a href="https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/28248/Chiesa+di+Maria+Regina+della+Famiglia#action=ricerca%2Frisultati&amp;view=griglia&amp;locale=it&amp;ordine=&amp;ambito=CEIA&amp;liberadescr=&amp;liberaluogo=nocera+terinese">Maria Regina della Famiglia</a> (1997) che è parrocchia a sé stante.</p>
<p>Importantissimo è poi il rito pasquale dei <a href="http://www.idea.mat.beniculturali.it/feste-e-tradizioni/calabria/item/198-settimana-santa-a-nocera-terinese"><strong>Vattienti,</strong></a> che si inscena ogni anno il Venerdì e il Sabato Santo.</p>
<p style="text-align: center"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-91779" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/vattienti-nocera-terinese-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/vattienti-nocera-terinese-300x168.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/vattienti-nocera-terinese.jpg 1024w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/05/vattienti-nocera-terinese-750x421.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nocera è infine soprattutto ricca di <strong>beni archeologici</strong> quali <em>&#8220;un arco medievale di stile Dorico in pietra tufacea, nel rione Motta, adiacente la Chiesa S. Maria della Pietà (1500); il “Portale del Palazzo Procida” appartenente alla omonima famiglia estinta nel 1900 e risalente al 1400; il ponte di collegamento tra il rione Motta ed il resto del centro storico (detto “La Ponta”);  sulla sommità del paese i ruderi del vecchio convento dei Padri Cappuccini, un tempo fortilizio normanno; [&#8230;] Il Convento dei Padri Cappuccini, in cima al paese, è stato punto di passaggio o di soste temporanee, ma anche luogo di ristoro per i poveri per circa 400 anni. Ha comunque sempre mantenuto la sua funzione originaria di luogo di meditazione e di studio. Il Convento, che sorge a circa 320 metri di altitudine sulla collinetta che domina il paese, è stato edificato nel 1581, sopra i resti diroccati di un antico fortilizio e fu realizzato con la struttura tipica dei Conventi dei Cappuccini [&#8230;]. Infine [&#8230;] il sito della città magnogreca di <a href="https://publications-prairial.fr/frontiere-s/index.php?id=1023"><strong>Temesa,</strong></a> <strong>da molti collocata sul Piano della Tirena</strong>, massiccio costiero lambito alla sua base dei corsi dei fiumi Savuto e Grande, che si uniscono poco prima di incontrare il mare (6)&#8221;.</em></p>
<p>A Nocera Terinese nacque il poeta <a href="https://icalabresi.it/cultura/giovanni-amendola-nocera-e-la-tragicomica-poesia-degli-ultimi/">Giovanni Amendola</a> e il docente universitario e storico insigne <a href="https://www.lameziaterme.it/figlio-prediletto-nocera-terinese-ernesto-pontieri/">Ernesto Pontieri</a>.</p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) <a href="http://www.italiapedia.it/comune-di-nocera-terinese_Storia-079-087">http://www.italiapedia.it/comune-di-nocera-terinese_Storia-079-087</a> (URL consultato il 25/07/2023)</p>
<p>(2) Associazione Turistica Pro Loco Ligea I.A.T., &#8220;Nocera Terinese &#8211; Storia, Fede e Tradizioni&#8221;, Testi a cura di: Elvasio Curcio, Antonio Macchione, Szumskyj J. Antonio</p>
<p>(3)<a href="https://penisolabella.blogspot.com/2019/12/calabria-nocera-terinese-il-comune-dei.html"> https://penisolabella.blogspot.com/2019/12/calabria-nocera-terinese-il-comune-dei.html</a> (URL consultato il 25/07/2023)</p>
<p>(4) <a href="http://www.ilbelpaesecalabria.com/COMUNI/NOCERA%20TERINESE/Nocera%20T-La%20storia.pdf">http://www.ilbelpaesecalabria.com/COMUNI/NOCERA%20TERINESE/Nocera%20T-La%20storia.pdf</a> (URL consultato il 25/07/2023)</p>
<p>(5) <a href="http://www.italiapedia.it/comune-di-nocera-terinese_Storia-079-087">http://www.italiapedia.it/comune-di-nocera-terinese_Storia-079-087</a> (URL consultato il 25/07/2023)</p>
<p>(6) <a href="https://penisolabella.blogspot.com/2019/12/calabria-nocera-terinese-il-comune-dei.html">https://penisolabella.blogspot.com/2019/12/calabria-nocera-terinese-il-comune-dei.html</a> (URL consultato il 25/07/2023)</p>
<p><strong>per saperne di più?</strong></p>
<p>Ernesto Pontieri, I flagellati di Nocera Terinese, Rivista critica di cultura calabrese, Napoli, 1921.</p>
<p>Ignazio Ventura, Nocera Terinese: storia d&#8217;una terra di Calabria, Tipografia G. Genovese, Napoli, 1955.</p>
<p>Vincenza Graziano, Il cuore antico del paese, Quaderno n. 1, Nocera Terinese, marzo 1999.</p>
<p>Vincenza Graziano, Il luogo detto Santa Caterina, Quaderno n. 2, Nocera Terinese, dicembre 2000.</p>
<p>Vincenza Graziano, Dal Torrazzo a Portavecchia. Le vie pubbliche della Marina, Quaderno n. 3, Nocera Terinese, aprile 2001.</p>
<p>Vincenza Graziano, Le terre del Conventi di Campo D&#8217;Arato, Quaderno n. 4, Nocera Terinese, febbraio 2002.</p>
<p>Franco Ferlaino, Vattienti: Osservazioni e riplasmazione di una ritualità tradizionale, Qualecultura, Vibo Valentia, 1991.</p>
<p>Antonio Macchione, Nocera sotto la dominazione normanna, Nocera Terinese 2006</p>
<p>Antonio Macchione, La Diocesi di Tempsa, Soveria Mannelli 2007</p>
<p>Michele Manfredi-Gigliotti, TEΡENHΩN, Memorie storiche sull&#8217;antica città di Terina, Editrice Pungitopo, Messina 1984.</p>
<p>Michele Manfredi-Gigliotti, TEMHSA-TEMΨA,memorie storiche sull&#8217;antica città di Temesa, con particolare riguardo alla individuazione del suo sito, Edizioni Brenner Cosenza 1994.</p>
<p>Michele Manfredi-Gigliotti, La mia Calabria, Edizioni Simple, 2010 (Segnalato al Rhegium Julii, 2010).</p>
<p>Michele Manfredi-Gigliotti, Λυκόφρων kὰι ώkιναρώs, Licofrone e il fiume Savuto, Ma.Per. Editrice, Campora San Giovanni, 2010.</p>
<p>Michele Manfredi-Gigliotti, &#8220;Il tempio arcaico di contrada Imbelli- Amantea, frazione Campora San Giovanni, provincia di Cosenza&#8221;- Nuove prospettive per l&#8217;individuazione dei siti di Temesa e Terina, Lussografica Editrice, Caltanissetta 2015.</p>
<p>Leggi tutti gli articoli di <strong>Matteo Scalise</strong> qui: <strong><a href="https://www.ilreventino.it/?s=matteo+scalise">https://www.ilreventino.it/?s=matteo+scalise</a><br />
</strong>Leggi tutti gli articoli de <strong>IlReventino.it </strong>su Nocera Terinese <a href="https://www.ilreventino.it/?s=nocera+terinese">https://www.ilreventino.it/?s=nocera+terinese</a></p>
<p>Se volete comunicare con me per suggerimenti, correzioni, approfondimenti potete scrivere alla seguente mail del giornale <strong>ilreventino@email.it</strong> avente per OGGETTO <em><strong>Blabla…Storia</strong></em>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-nocera-terinese/">Blabla&#8230;Storia! Pillole di storia su Nocera Terinese</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/blabla-storia-pillole-di-storia-su-nocera-terinese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da domenica 30 luglio al via Epicentri 2023. Un viaggio a piedi in Calabria, il calendario di attività presentato dall&#8217;Associazione Edrevia</title>
		<link>https://www.ilreventino.it/da-domenica-30-luglio-al-via-epicentri-2023-un-viaggio-a-piedi-in-calabria-il-calendario-di-attivita-presentato-dallassociazione-edrevia/</link>
					<comments>https://www.ilreventino.it/da-domenica-30-luglio-al-via-epicentri-2023-un-viaggio-a-piedi-in-calabria-il-calendario-di-attivita-presentato-dallassociazione-edrevia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Paletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 09:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDREVIA sentimenti persone natura]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[PAESI E BORGHI DEL REVENTINO-SAVUTO]]></category>
		<category><![CDATA[Serrastretta]]></category>
		<category><![CDATA[TERRE NOSTRE]]></category>
		<category><![CDATA[TURISMO E AGRICOLTURA]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze in natura]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilreventino.it/?p=94526</guid>

					<description><![CDATA[<p>Partirà domenica 30 luglio con la visita a Borgo Croce, frazione di Fiumara (RC) ed escursione al tramonto alle Tre Croci di Palmi, il calendario delle attività escursionistiche ideato dai volontari dell&#8217;Associazione Edrevia &#124; Sentimenti &#8211; Persone &#8211; Natura. Un viaggio a piedi in Calabria attraversando piccoli borghi, foreste, sentieri con il desiderio di scoprire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/da-domenica-30-luglio-al-via-epicentri-2023-un-viaggio-a-piedi-in-calabria-il-calendario-di-attivita-presentato-dallassociazione-edrevia/">Da domenica 30 luglio al via Epicentri 2023. Un viaggio a piedi in Calabria, il calendario di attività presentato dall&#8217;Associazione Edrevia</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-94531 alignleft" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1-300x300.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1-350x350.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1-750x750.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Partirà domenica 30 luglio con la visita a Borgo Croce, frazione di Fiumara (RC) ed escursione al tramonto alle Tre Croci di Palmi, il calendario delle attività escursionistiche ideato dai volontari dell&#8217;Associazione <em>Edrevia | Sentimenti &#8211; Persone &#8211; Natura.</em></p>
<p>Un viaggio a piedi in Calabria attraversando piccoli borghi, foreste, sentieri con il desiderio di scoprire e raccontare i piccoli mondi naturali e umani che si incontrano da millenni in Calabria, offrendo esperienze di scoperta e conoscenza.</p>
<p>Epicentri è un incubatore culturale e creativo ideato e progettato dall’Associazione di promo<img decoding="async" class="size-medium wp-image-94536 alignright" src="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min-300x300.jpg 300w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min-150x150.jpg 150w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min-75x75.jpg 75w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min-350x350.jpg 350w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min-750x750.jpg 750w, https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-Epicentri-30-luglio-3-min.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />zione sociale e territoriale Edrevia APS e rappresenta la voglia di scoprire nuovi territori e accogliere sguardi nuovi sui nostri lughi di origine, coinvolgendo esperti, artisti, scienziati e studiosi per offrire punti di vista diversi e occasioni di confronto tra il nostro e altri contesti.<br />
Epicentri è anche la volontà di coinvolgere le comunità locali e renderle protagoniste del racconto dei paesi che vivono e custodiscono da generazioni per<br />
migliorare le possibilità di fruizione, in equilibrio con la difesa del paesaggio e dei suoi abitanti.<br />
Epicentri è un invito, una possibilità per alimentare nuovi processi formativi di relazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.</p>
<p>Non ti resta che consultare il calendario e unirti a noi!</p>
<p>Buon passo a tutti e vi aspettiamo.</p>
<p>Consulta qui il nostro programma <a href="https://www.ilreventino.it/wp-content/uploads/2023/07/Edrevia-programma-2023.pdf">Edrevia-programma 2023</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilreventino.it/da-domenica-30-luglio-al-via-epicentri-2023-un-viaggio-a-piedi-in-calabria-il-calendario-di-attivita-presentato-dallassociazione-edrevia/">Da domenica 30 luglio al via Epicentri 2023. Un viaggio a piedi in Calabria, il calendario di attività presentato dall&#8217;Associazione Edrevia</a> proviene da <a href="https://www.ilreventino.it">ilReventino.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ilreventino.it/da-domenica-30-luglio-al-via-epicentri-2023-un-viaggio-a-piedi-in-calabria-il-calendario-di-attivita-presentato-dallassociazione-edrevia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
