

Qualche settimana fa nella zona del Reventino si parlava di penuria di acqua: il livello delle falde era sceso al di sotto del livello critico, penalizzando le portate delle sorgenti e dei rivoli. Cosa strana, visto che generalmente nel mese di gennaio i terreni dovrebbero essere pregni d’acqua e i flussi delle sorgenti dovrebbero risultare elevati: in questo periodo generalmente le falde si ricaricano dopo il naturale periodo di magra che hanno attraversato a settembre – ottobre, in funzione dell’estate secca appena passata.
La cosa poi diventa ancora più strana quando si pensa che a maggio le portate dei fiumi risultano elevate, così come quelli delle sorgenti, e sono presenti accentuati fenomeni di ristagno, come se fosse presente ancora il periodo di piena, che generalmente si ha nei mesi di marzo – aprile, quando le falde si sono ricaricate dopo l’inverno piovoso appena passato.
Quindi le stagioni meteorologiche non seguono più l’andamento delle stagioni astronomiche? Beh! la risposta è un po’ più complicata di un semplice sfasamento dell’ordine naturale di questi eventi.
Occorre innanzitutto considerare che nel corso delle stagioni gli eventi meteorologici non seguono più un andamento regolare: per esempio, la neve, che negli ultimi anni è diventata uccel di bosco, non caratterizza più i mesi di dicembre e gennaio così come dovrebbe essere, ma si presenta molto timidamente a febbraio marzo, squagliandosi subito e facendo sì che i fenomeni di infiltrazione, molto cari alla ricarica delle falde, non possano avvenire. Nell’area del Reventino è stato notato che la neve che cade a Passo Condrò nel comune di Serrastretta rimane più a lungo ed è sicuramente in quantità maggiore di quella che cade nella zona soveritana – decollaturese, dove viene subito dilavata. In questo modo vengono favoriti i fenomeni di ruscellamento, che drenano superficialmente le acque, senza che esse possano percolare.
La diminuzione di precipitazioni nevose coincide con l’aumento della piovosità per cui, soprattutto dove la morfologia è acclive, le acque tendono a ruscellare a discapito delle falde. Occorre poi specificare che le piogge sono sempre accompagnate da vento e queste raggiungono il terreno in modo caotico e disastroso, per cui non possono essere imbibite. Questa forma di piovosità eccezionale, che sta diventando la regola, alla fine diventa una forma erosiva per i terreni e anche causa dei fenomeni alluvionali di cui si parla molto.


Ultimamente è venuto fuori un termine nuovo per spiegare questo fenomeno: la bomba d’ acqua. Questa espressione fa pensare che la natura, quasi si fosse trasformata in un agguerritissimo Marte, per i suoi arcani motivi, abbia deciso appunto di armarsi e colpire. Ragionevolmente invece dovremmo pensare ad uno scompenso dell’ordine naturale delle cose, che ha interferito profondamente sul ciclo dell’acqua, facendo sballare tutta l’armonia universale; questo scompenso però non può essere arrivato dal nulla, ma deve avere delle cause ben precise. Esse, ovviamente, possono essere tante, ma dobbiamo ammettere, non ce ne vogliano i negazionisti, che sono tutte umane.
Nella zona del Reventino la causa primaria è, molto probabilmente, il feroce disboscamento, che ha interferito sull’equilibrio dell’ecosistema, e, di conseguenza, sul clima. Sul versante esterno del nostro massiccio montuoso, e che si affaccia sulla costa tirrenica, paesi come Platania, Fronti, Accaria, negli ultimi anni devono fare i conti con un altro fenomeno atmosferico assai increscioso: estreme manifestazioni di nebbia anche in periodi atipici. Questo aumento di umidità potrebbe essere dovuto, oltre al sopracitato taglio boschivo selvaggio, anche alla realizzazione della diga dell’Angitola, piccolo sbarramento dagli effetti significanti. Anche nelle zone di Marignano, Madonna degli Abbandonati, Coraci ci sono imponenti fenomeni nebbiosi: questi dimostrano che le condizioni di umidità sono molto aumentate negli ultimi tempi. Insomma, il freddo secco di cui godevamo anni fa, quando faceva metri e metri di neve non lo abbiamo più.
E ora possiamo affermare, con una buona dose di certezze e validi motivi, che non ci sono più le mezze stagioni!!!
(Foto in evidenza tratta dal sito di Laboratori DAC)





























