Un paese allo specchio.
Ha la vocazione di contrastare la rassegnazione e di raccontare la possibile rinascita dei paesi dell’entroterra, il nuovo libro dell’insegnante di lettere Teresa Riccio.
È fresco di stampa il saggio Tra sogni e silenzi.


Il sogno è quello di contrastare l’isolamento e l’abbandono, tra giovani in fuga e genitori costretti a invecchiare in solitudine, con una nuova visione delle aree interne. Il silenzio è quello delle istituzioni che sovente assistono inermi a borghi che si svuotano perché manca una prospettiva e il riconoscimento di un valore. Nella nuova pubblicazione di Teresa Riccio si argomenta sul senso di comunità, sul valore dell’identità e su un mondo contadino ricco di valori dove la solidarietà è l’elemento antropologico predominante.
Si legge nella sinossi: “Un tempo il paese non era solo il luogo: era una comunità, un intreccio di volti, mani, stagioni e tradizioni che davano senso al tempo e alle relazioni. Oggi, mentre la modernità sembra svuotare le piazze e assottigliare i legami, resta viva una domanda silenziosa: cosa significa davvero appartenere a un luogo? Questo libro nasce da quella domanda. È un viaggio tra memoria e presente, tra nostalgia e possibilità.”
Teresa Riccio, docente presso la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Bianco Alvaro di Sersale-Petronà, ha pubblicato anche l’opera Il castagno nella tradizione di una comunità presilana e anima seguiti podcast sulle tradizioni popolari e sul valore della storia come maestra di vita.





























