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Mandatoriccio, il borgo medievale del Basso Jonio Cosentino dalla lingua e dalle origini sciglianesi – PRIMA PARTE

Franco Emilio Carlino di Franco Emilio Carlino
26 Febbraio 2023
in Senza categoria
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Mandatoriccio, il borgo medievale del Basso Jonio Cosentino dalla lingua e dalle origini sciglianesi – PRIMA PARTE

Castello e Duomo in Piazza Duomo (foto di Mario Migliarese)

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Secondo quanto si apprende dallo storico mons. Luigi Renzo, nella sua monografia Calabria di ieri e di oggi – Edizioni Ferrari 2007, il 1634, nella Relazione ad limina di quell’anno l’arcivescovo Spinelli appuntava che nel territorio del duca di Crosia, Teodoro Dionigi Mandatoriccio, nei pressi di Pietrapaola, stava nascendo un nuovo Casale popolato di profughi albanesi giunti sul luogo provvisti solo di bisaccia e bastone. Successivamente, qualche anno dopo, a seguito dei terremoti del 1636 e 1638 che colpirono i Casali cosentini, tra cui Scigliano, Rogliano, Carpanzano, si verificò una massiccia immigrazione di profughi verso nuove terre ritenute più sicure. Tra queste, provenienti da Scigliano molti esuli trovarono rifugio nel costruendo Casale di Mandatoriccio. Pertanto il Casale, subì un forte incremento demografico al punto che si rese necessario l’ampliamento dell’unica chiesa dedicata a san Nilo, sorta di fianco al castello, posto nella parte antica del Borgo, che il duca di Crosia, Teodoro Mandatoriccio, aveva iniziato a realizzare e che dopo la sua morte fu completata dal figlio Francesco. Chiesa, che a seguito della presenza dei tanti Sciglianesi, che portarono con loro anche le tradizioni, cambiò nome in Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo.

Arco in via Roma antica porta dotata di ponte levatoio (foto di Mario Migliarese)

Mandatoriccio, grazioso e incantevole borgo, ricco di paesaggi e bellezze naturali, accarezzato dai fiumi Arso e Acquaniti, posto alle propaggini montuose della Sila, incastonato tra il mare Jonio e i monti della Presila Gre­ca. Adagiato su di una ridente collina posta sulla costa del basso Jonio cosen­tino, a 565 m. sul livello del mare, ma con variazioni altimetriche abbastanza spiccate tanto da raggiungere quasi i 900 m. di quota nelle parti montane del territorio, entra sulla scena geografica del comprensorio della Calabria Ci­tra, nel centro dell’antico Bruzio, collocandosi nell’ambiente territoriale della pianura di Sibari, tra Rossano e Cariati, tra il 1619-1634, ma al centro di un territorio più vasto, a metà strada tra la stessa Sibari e Crotone, due delle città emblema di quella che è stata, sul territorio, la civiltà Magno-Greca.

L’abitato visto dall’altopiano di Cessìa, evidenzia la sua caratteristica conformazione urbanistico-topografica a forma di ipsilon “Y” e il territorio comunale confi­na con i Comuni di Scala-Coeli, Pietrapaola e Campana.

Per quanti non conoscono Mandatoriccio, si precisa che Cissìa è una sua località. Luogo ameno, ambiente incontaminato, dove forte è la presenza di acqua ferrosa, nelle sue sorgenti, che scendendo a valle forma piccoli la­ghetti detti “vulli” che poi si riversano nel vicino Vallone Torno. Ricca di macchia mediterranea incastonata nel verde delle acacie è stato da sempre luogo privilegiato dei Mandatoriccesi.

Il vecchio Borgo medioevale, con il suo incantevole Centro Storico, e la moderna zona della Marina si integrano perfettamente accogliendo una popolazione complessiva di 2817 abitanti di cui 1394 M e 1423 F occupanti una superficie di 36,77 kmq per una densità di 79,2 abitanti per kmq. La moderna cittadina, in provincia di Cosenza, fa parte della Comunità Montana “Sila Greca”, inserita nella Regione Agraria n. 17 – Colline Litoranee di Cariati. Agli occhi del visitatore si presenta come un mondo di colori diversi, belli e vivaci mostrandosi con le sue diverse peculiarità tutte da godere: la montagna, il mare, le case, le viuzze, gli slarghi, il Castello feudale, la Torre dell’Arso, le Chiese, le piazze, i personaggi, le tradizioni, le sue diverse sorgenti, i ruscelli, i torrenti, l’aria fresca e salutare e uno splendore immenso. Per la sua posizione privilegiata, il paese ha un gradevole clima in tutte le stagioni.

Castello e Duomo in Piazza Duomo (foto di Mario Migliarese)

I suoi abitanti, dediti prevalentemente alle tipiche attività agricole, dell’artigianato, soprattutto quello della lavorazione dell’erica per la produzione delle pipe, dell’industria e negli ultimi decenni anche nel settore turistico alberghiero che ha trascinato con se anche un forte sviluppo edilizio, sono chiamati Mandatoriccesi.

Mandatoriccio, per quanti provengono dal mare è facilmente raggiun­gibile percorrendo la S.S. 106 Ionica, quasi fino ai confini meridionali della Provincia di Cosenza. Una volta giunti allo Scalo di Mandatoriccio, il Paese si raggiunge lasciando la Statale 106 e deviando al Bivio imboccando il tratto di Strada S.S. 383, oggi Strada Provinciale 205. Salendo, ci si insinua tra costoni argillosi e in maniera cangiante tra le diverse tonalità di verde: quello lucido degli agrumi, il verde marcio degli eucalipti, il verde intenso delle piante di mirto e quello argenteo degli ulivi.

Antica è la storia del borgo e secondo la scuola di pensiero di alcuni sto­rici diverse e discordanti risultano essere alcune ipotesi e tesi storiografiche sulle sue origini, che a partire dall’epoca normanna registra un progressivo inurbamento. Le ricerche finora svolte allo scopo di comprendere le dinami­che che hanno portato alla formazione e configurazione dell’attuale nucleo storico di Mandatoriccio, se pure provenienti da documenti cartografici risa­lenti ad epoche diverse, non sono sufficienti a coglierne la sua evoluzione con certezza. Tuttavia, da notizie storiche documentate e presenti nell’Archivio di Stato di Napoli, secondo il Catasto del 1608-1741, Mandatoriccio origina­riamente faceva parte della Calabria Citeriore come Casale di Pietrapaola con dipendenza dal Distretto Ecclesiastico di Rossano. Circa la sua fondazione credo siano stati superati molti dubbi, per cui questa ormai è fatta risalire intorno ai primi anni del XVII secolo, in pieno periodo feudale, per meri­to di Teodoro Dionigi Mandatoriccio, da cui ne prende il nome. Questi era un facoltoso e benestante commerciante appartenente al ceto borghese del­la nobile famiglia dei Mandatoriccio da Rossano. Anche sul toponimo non mancano le diverse ipotesi come quelle che sostengono che Mandatoriccio derivi dal termine greco Mandràtoras (μανδράτορας) (padrone di mandrie) essendo stato il luogo da sempre via privilegiata della transumanza per greggi e mandrie di armenti che dalla costa si dirigevano verso i verdi pascoli della Sila ed importante stazione di sosta per ristorare uomini e animali, mentre altre ritengono che il termine sia riferito al cognome del fondatore Teodoro Mandatoriccio o potrebbe derivare dal latino mandatoricius, da mandator (subordinatore) o mundator (ripuli­tore).

Tratto di Corso Umberto I (foto di Mario Migliarese)

Le sue origini, con i suoi quattro­cento anni, affondano nella storia del periodo feudale e della difficile epoca del Viceregno spagnolo. Un periodo molto controverso nel quale punto di riferimento è la costruzione del Ca­stello feudale, trasformata in fortifi­cazione intorno al quale si sviluppò il borgo. Alla morte di Teodoro Dioni­gi Mandatoriccio, titolare del Feudo diviene il figlio Francesco, come 2° Duca di Crosia, che morto senza pro­le, dopo alcune vicende anche legali, gli subentrò la sorella, Vittoria Mandatoriccio 3ª duchessa di Crosia. Estinta con Francesco la famiglia dei Mandatoriccio ed essendo Vittoria maritata con Giuseppe Ruggero Sambiase, principe di Campana, per successione femmi­nile, i possedimenti feudali dei Mandatoriccio passarono alla nobile famiglia cosentina dei Sambiase, ramo di Campana che ne detennero il possesso sino all’abolizione della feudalità, imposta dalle leggi francesi. Durante il governo di Felice Nicola Sambiase, figlio di Vittoria Mandatoriccio e Giuseppe Sambiase, nel 1708 Mandatoriccio diviene parrocchia grazie alla Bolla Ecclesiale emana­ta dall’allora Arcivescovo di Rossano, Andrea Adeodati. Inoltre, l’ordinamen­to amministrativo disposto dai Francesi per legge il gennaio 1807, considerò Mandatoriccio «Luogo», ossia «Università» nel cosiddetto Governo di Cariati”.

Acquisita la sua autonomia amministrativa, Mandatoriccio, per un certo pe­riodo, ebbe come frazione anche Pietrapaola, che successivamente riacquistò la sua indipendenza amministrativa, per essere poi nuovamente incorporata nella giurisdizione di Mandatoriccio agli inizi del secolo scorso sino a diventare de­finitivamente autonoma nel 1934. Con gl’inizi dell’Ottocento, Mandatoriccio si fece apprezzare per il suo contributo alla causa della libertà con il garibaldino Leonardo Chiarello. Mandatoriccio, come i diversi paesi del circondario, non fu immune al fenomeno del brigantaggio, anzi rappresentò per alcune bande tra le quali quelle di Salvatore Grande e di Leonardo Sanfelice, punto strate­gico per il loro riparo. A parte la caratteristica del suo centro storico medioe­vale, interessanti sono le testimonianze storico-archeologiche-architettoniche presenti sul proprio territorio come alcuni siti cavernicoli, i siti archeologici di Gabella e di Manche di Procello, il Castello, oggi residenza municipale, la Torre dell’Arso, emergenza architet­tonica del territorio risalente al pe­riodo normanno ed esempio unico di masseria fortificata, la Chiesa Madre dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ori­ginariamente dedicata a San Nilo, in cui si può apprezzare la bellezza del suo soffitto ligneo; le Chiese di San­ta Maria delle Grazie, alla Cona, della Madonna Addolorata, in Piazza Ga­ribaldi, di San Giuseppe Operaio alla Marina, l’arco di via Roma, una volta dotato di ponte levatoio e utilizzato come ingresso al borgo, parti delle mura a protezione della città.

di Franco Emilio Carlino, Socio corrispondente Accademia Cosentina

BIBLIOGRAFIA

F.E. CARLINO, Mandatoriccio storia, costumi e tradizioni – Ferrari Editore, Rossano 2010;

F.E. CARLINO, Proverbi popolari e modi di dire nel dialetto di Mandatoriccio – Ferrari Editore, Rossano 2011;

F.E. CARLINO, Espressioni tipiche nel dialetto di Mandatoriccio – Ferrari Editore, Rossano 2012;

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F.E. CARLINO, Sulle orme delle proprie radici – Rassegna stampa e documentazione fotografica degli eventi relativi ai tre volumi dedicati a Mandatoriccio, Copycenter, Rossano 2012;

F.E. CARLINO, Trame di continuità Volume I: La Calabria e lo Ionio cosentino sino alla nascita del Casale di Mandatoriccio – Ferrari Editore, Rossano 2013;

F.E. CARLINO, Mandatoriccio – Storia di un Feudo. Dal nobile Casato dei Mandatoriccio di Rossano alla blasonata famiglia dei Sambiase di Cosenza. Dai Toscano –Mandatoriccio fino all’Unità d’Italia (1619-1860), Imago Artis, Rossano 2016;

F.E. CARLINO, Annotazioni storico genealogiche e feudali dell’antico e nobile Casato dei Toscano di Rossano, in Rivista Storica Calabrese, pp. 215-232, N.S. – Anno XXXVIII (2017) – Numeri 1- 2, Deputazione di Storia Patria per la Calabria, 2017;

F.E. CARLINO, Itinerari storici, artistici e archeologici di Rossano e Circondario – I borghi della Sila Greca, Rossano, Consenso Iure Loquitur, Rossano 2018;

F.E. CARLINO, Antropologia dell’artigianato, pp. 375-400, in AA.VV. Memorie di una città nascente Corigliano Rossano, a cura di Fausto Cozzetto, Ferrari editore, Rossano 2019;

F.E. CARLINO, Storia di un territorio – Il Reventino – Savuto, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2019;

F.E. CARLINO, I Toscano Patrizi Rossanesi – Storia, genealogia e feudalità, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2020;

F.E. CARLINO, Mandatoriccio, Comunità operosa. La condizione socio-economica dopo l’Unità d’Italia, in Rivista Calabrese di Storia del ’900, pp. 63-78, n. 1-2, 2020.

F.E. CARLINO, Mandatoriccio. Il Feudo dell’Arso e la Torre stellata, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2022;

F.E. CARLINO, Crosia. Storia e vicende di un grande Ducato. I Mandatoriccio e le loro cinque Terre, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2023;

L. RENZO, Calabria di ieri e di oggi, Ferrari Editore, Rossano 2007.

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Franco Emilio Carlino

Franco Emilio Carlino

Nasce nel 1950 a Mandatoriccio. È Socio corrispondente dell’Accademia Cosentina, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano. Già Docente di Ed. Tecnica nella Scuola Media si impegna negli OO. CC. della Scuola ricoprendo la carica di Presidente del Distretto Scolastico n° 26 di Rossano e di componente nella Giunta Esecutiva del Cons. Scol. Provinciale di Cosenza. Iscritto all’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi) svolge la funzione di Presidente della Sez. di Mirto-Rossano e di Presidente Provinciale di Cosenza, fondando le Sezioni di: Cassano allo Ionio, S. Marco Argentano e Lungro. Collabora con numerose testate, locali e nazionali occupandosi di temi legati alla scuola. Oggi in quiescenza coltiva la passione della ricerca storica e genealogica e si dedica allo studio dei territori, delle tradizioni facendo ricorso anche alla terminologia dialettale, ulteriore fonte per la ricerca demologica e linguistica. Numerosi i saggi dedicati a Mandatoriccio, paese natio, a Rossano, città di adozione, al Territorio della Sila Greca e a molti Borghi della Calabria.

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