Paterno Calabro – Nella suggestiva cornice di Borgo Serafino, immerso nel verde delle colline e accompagnato dal piacevole scorrere delle acque del vicino fiume Jassa, si è svolto regolarmente l’incontro dedicato al progetto “Borghi intelligenti e Scuole del Futuro”, promosso dall’associazione Jassa AI.
Un appuntamento che ha saputo coniugare il fascino della storia e delle tradizioni locali con le prospettive offerte dall’innovazione tecnologica, ponendo al centro del confronto il tema dell’intelligenza artificiale, delle sue potenzialità, delle applicazioni pratiche nei diversi settori della vita sociale e delle necessarie riflessioni sulle implicazioni etiche e culturali che accompagnano questa profonda trasformazione. L’antico Borgo Serafino, luogo che custodisce memoria, identità e tradizioni del territorio, si è trasformato, per l’occasione, in un vero e proprio laboratorio di idee e conoscenze condivise. Docenti, dirigenti scolastici, sindaci, amministratori locali, tecnici, professionisti, rappresentanti del mondo associativo e cittadini hanno partecipato all’iniziativa muniti di computer, tablet e smartphone, dando vita a un’esperienza di confronto originale e coinvolgente, capace di mettere in dialogo il patrimonio culturale del passato con gli strumenti più avanzati del presente.
Ad aprire i lavori è stato il responsabile dell’associazione Destinazione Jassa, Carlo Misasi, che ha illustrato gli obiettivi e le finalità del progetto, sottolineando come l’iniziativa, già avviata nelle scuole della zona, intenda costruire una rete stabile tra scuole, istituzioni e comunità locali per favorire la conoscenza delle nuove tecnologie e accompagnare le giovani generazioni verso una cittadinanza digitale consapevole. Misasi ha evidenziato l’importanza di coinvolgere studenti, docenti, amministratori e associazioni in un percorso condiviso che consenta ai piccoli centri di affrontare le sfide dell’innovazione senza rinunciare alla propria identità culturale e sociale. Un progetto che guarda al futuro ma che, nello stesso tempo, intende valorizzare il patrimonio storico, ambientale e umano delle comunità locali.
Uno degli aspetti più originali dell’incontro è stato il metodo adottato durante i lavori. I partecipanti, collegati attraverso diverse piattaforme di intelligenza artificiale, hanno elaborato in tempo reale analisi, proposte, suggerimenti e progetti successivamente discussi e approfonditi nel corso del confronto collettivo.
Dalle applicazioni per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico alla promozione dei percorsi naturalistici, dalle strategie per il turismo sostenibile alle opportunità offerte dalla digitalizzazione dei servizi, numerose sono state le idee emerse nel corso della giornata. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo che l’intelligenza artificiale può svolgere nel recupero e nella diffusione della memoria dei luoghi, delle tradizioni, della cultura e delle identità locali.
Le diverse elaborazioni prodotte dai presenti, utilizzando gli strumenti di intelligenza artificiale hanno veicolato nella piattaforma indicata, idee e proposte, offrendo spunti interessanti per promuovere itinerari culturali, percorsi ambientali, iniziative didattiche e progetti di valorizzazione dei borghi in un’ottica partecipativa e solidale. Un esercizio collettivo che ha dimostrato come la tecnologia possa diventare un alleato delle comunità e non un semplice strumento tecnico.
Prima del dibattito conclusivo hanno preso la parola sindaci, amministratori locali, dirigenti scolastici, docenti ed esperti del settore, offrendo riflessioni e contributi sulle opportunità che le nuove tecnologie possono rappresentare per la scuola, per la pubblica amministrazione e per il rilancio delle aree interne.
Particolarmente apprezzato è stato anche l’intervento di don Franco Staffa, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra progresso tecnologico, etica e dimensione umana. Richiamando alcuni principi della dottrina sociale della Chiesa e i contenuti dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, il sacerdote ha evidenziato come lo sviluppo delle nuove tecnologie debba sempre rimanere al servizio della persona e del bene comune. Nel suo intervento ha inoltre richiamato l’attenzione sul concetto di “paradigma tecnocratico”, già affrontato da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ e successivamente ripreso da Leone XIV. Un modello culturale che rischia di attribuire alla tecnica e all’efficienza un ruolo predominante, relegando in secondo piano i valori umani, sociali e relazionali che costituiscono il fondamento della convivenza civile. Don Staffa ha invitato i presenti a considerare l’intelligenza artificiale come una straordinaria opportunità di crescita e conoscenza, ma anche come una sfida che richiede responsabilità, spirito critico e consapevolezza etica, affinché l’innovazione non perda mai di vista la dignità della persona e la costruzione di comunità più giuste, partecipi e solidali. Nel corso dell’incontro è stata inoltre evidenziata la crescita della rete dei “Borghi intelligenti”, recentemente ampliata con l’adesione dei Comuni di Aiello Calabro e Cleto, segnale della volontà di numerose amministrazioni locali di partecipare attivamente alle trasformazioni in corso e di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione digitale.
L’iniziativa ha confermato come anche i piccoli borghi possano diventare luoghi privilegiati di sperimentazione culturale, sociale e tecnologica. Tra le pietre antiche di Borgo Serafino e le acque del Jassa è emersa una convinzione condivisa: il futuro non appartiene soltanto alle grandi città o ai centri di ricerca, ma può essere costruito anche nelle comunità locali, quando conoscenza, partecipazione, identità e innovazione riescono a camminare insieme. Borgo Serafino ha così lanciato un messaggio chiaro: l’intelligenza artificiale può rappresentare una risorsa preziosa per i territori, purché resti uno strumento al servizio dell’uomo, della cultura e della crescita delle comunità. Una sfida che i piccoli comuni sembrano pronti ad affrontare con entusiasmo, consapevolezza e spirito di collaborazione.





































