Come ho anzi detto, sono state censite solo le icone che risiedono nell’area di Adami e dintorni, e che sono dedicate alla Madonna del Carmine o che contengono quadri o statue della Vergine del Carmelo, nonostante non siano a Lei dedicate. Nell’area infatti, sono presenti molte altre icone dedicate soprattutto alla Madonna Addolorata, all’Assunta, alla Madonna del Rosario, ma anche a San Francesco di Paola, o a Santa Lucia, nonché San Michele, e molti altri.
Fuori dalla zona considerata sono presenti altre icone dedicate alla Vergine del Carmelo, soprattutto intorno ai paesi, nelle quali chiese si esercita questo culto, come San Pietro Apostolo, Carlopoli, Bianchi.
Nonostante l’area limitata considerata, le icone riscontrate sono veramente tante. E sicuramente qualcuna sarà sfuggita. Le icone sorgono soprattutto agli incroci tra le antiche mulattiere, stradine di terra che gli antenati percorrevano per andare a lavorare nei campi. Esse venivano edificate nelle zone di passaggio affinché il pellegrino potesse fermarsi per una preghiera: si avvicinava così al mondo spirituale anche nei giorni feriali, quando il lavoro e il mondo materiale, con i loro problemi rischiavano di distrarlo. Si racconta che spesso e volentieri, in corrispondenza di queste icone, i fedeli partecipassero alle Sante Messe che i vari preti organizzavano.


Ora molte antiche mulattiere sono andate perdute, e altre hanno cambiato il loro percorso, lasciando le varie icone in mezzo alla sterpaglia del bosco. Alcune icone si trovano in proprietà private, e sembra che rappresentino degli ex voto per grazia ricevuta. Generalmente, tutte le piccole icone presentano un buon aspetto, essendo state ristrutturate, tanto che solo una parte di esse mantiene i materiali di costruzione originari.
È il caso dell’icona A, che si trova tra località “Scavo” e “Iunci, (Mappa A – Zona Nord), dove si nota la struttura in pietra; attorno ad essa, un cerchio di pietre probabilmente segna il posto dove veniva celebrata la Santa Messa. Nell’icona il Quadro della Madonna del Carmine, è affiancato a quello di San Raffaele Arcangelo, sicuramente precedente al primo. L’icona non sembra trovarsi nei pressi di un crocicchio, probabilmente, perduto con il tempo.

Nella stessa Mappa, l’icona R riesce a dare notizie più precise in merito alla sua storia, in quanto risiede su terreno di proprietà: essa è stata costruita nel 1919 e ristrutturata nel 2021, per grazia ricevuta dalla Madonna del Carmine a terzi. La caratteristica dell’icona, è quella di essere segnata sulle carte, probabilmente a causa della sua età. Anche l’icona presente in località “Scuotolo” (Icona E – Mappa 3- Zona Centro), sopra Adami, risulta sulle carte: la zona in cui risiede sulle carte prende il nome di Madonna del Carmine.
In funzione di questi fattori è molto probabile che queste siano le icone più antiche che mostrano ancora la presenza del culto a San Raffaele Arcangelo, precedente patrono di Adami.
La cartografia delle icone ha richiesto la stesura di 5 mappe, che comprendono la frazione di Adami e i suoi dintorni. In tutte le icone, si può notare come da zona a zona esiste una variazione dei quadri o delle statue della Vergine, sia come raffigurazioni che come colori. In esse le raffigurazioni dell’Arcangelo San Raffaele sono molto interessanti, ed alcune richiamano il quadro presente in Chiesa ad Adami, nella navata orientale, o anche il piccolo stemma inserito sotto l’altare della navata occidentale. Nella zona di “Pagliaia”, sempre ad Adami, la presenza di un’ icona nel muro di una casa ( Icona O – Mappa 3- Zona Centro) dimostra come il culto della Vergine sia molto più antico di quello che si pensa.

Icona O
Nelle cinque mappe, sono state censite 18 icone (delle quali alcune foto), segno del sostenuto culto dei nostri antenati verso la Madonna; infatti, di recente, la costruzione di nuove icone è diminuita di molto, perché quasi tutte le icone in buone condizioni sembrano essere state ristrutturate, un segno di rispetto delle nuove generazioni verso i loro antenati.
Sembra dunque che mentre i nostri antenati nutrivano la loro venerazione alla Madonna, attraverso queste procedure, soprattutto per i motivi indicati in precedenza, le nuove generazioni (in una società ormai molto lontana dalla loro) non hanno più questa necessità.

Forse non avvengono più miracoli? I nostri antenati sono pronti a giurare che ai loro tempi avvenivano…
Negli ultimi tempi, nella piazzetta di Adami, sempre a “Pagliaia”, è stata eretta una piccola Statua della Madonna del Carmine, voluta fortemente da Padre Benedetto, il sacerdote che per 17 anni, tra il 2005 e il 2022, ha amministrato la chiesa di Adami, per sugellare la Recita del Rosario che avviene in quel luogo, ogni sera del mese di maggio, grazie ad un gruppo di Signore che hanno preso questa importante iniziativa, e che si conclude ogni anno con una Messa che conclude il Mese Mariano. Anch’essa quindi può essere considerata come un’icona perché come le altre testimonia i processi di una fede comunitaria.
Gli uomini hanno sempre avuto la necessità di dare un volto o un’immagine da venerare, perché questo li aiuta a comunicare con Dio. Però questo aspetto potrebbe sviare il concetto di Adorazione, che solo e solamente a Dio è dovuta. D’altronde la Vergine Maria, dalla spiritualità complessa e molteplice, che Le ha fatto assumere molti nomi, resta colei, che pura fin dall’inizio, ci mostra la strada della Santa Montagna, cioè di suo Figlio Gesù Cristo.
Che dire? Figlia di suo Figlio, passeggia nel tempo con un’armonia universale che solo Lei può avere.



























