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Tra gli articoli non pubblicati il passaporto farmaceutico e il farmacista prescrittore

Dalla rubrica: Lettere a Tito n. 337 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)

Domenico Lanciano di Domenico Lanciano
7 Agosto 2021
in OPINIONI
0
Tra gli articoli non pubblicati il passaporto farmaceutico e il farmacista prescrittore
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Caro Tito, forse i nostri lettori non immaginano come può essere il nostro lavoro di giornalisti territoriali.

Non immaginano che la nostra “bottega” è, più o meno, simile a quelle di tutti gli artigiani di qualsiasi specialità. Perché sì, il nostro è un lavoro di puro e semplice artigianato; con tutti i pregi e i difetti della categoria. E senza altra pretesa se non informare o intrattenere il lettore, il quale è libero di decidere da sé stesso sceglierci e/o riflettere su ciò che gli proponiamo.

1 – ARTICOLI NON PUBBLICATI

E, come in una qualsiasi bottega artigiana o semplice officina, ci sono nel nostro laboratorio articoli completi ma non pubblicati, articoli appena abbozzati, elenco di idee per articoli e quanto altro possa restare utile per futuri lavori. A volte, per seguire idee o argomenti più attuali, tralasciamo un “pezzo” per farne un altro che ha più probabilità di essere letto. Diciamo che almeno il 10% della nostra produzione non viene pubblicato.

Stamattina, ordinando un po’ delle mie tante carte, mi è venuta tra le mani la bozza della ipotizzata “Lettera a Tito n. 229” scritta il 09 novembre 2018, quasi tre anni fa, così intitolata: “Passaporto farmaceutico e farmacista prescrittore”. Devo dirti che tenevo tanto a questo articolo, per il quale ho consultato medici e farmacisti, in particolare il titolare di una grande farmacia di Vasto città con il quale ho avuto un lungo dialogo. Ma poi, per un motivo o per l’altro, passato pure troppo tempo, la bozza si è nascosta tra i fascicoli che si accumulavano sul tavolo di lavoro. Mi è dispiaciuto non averla pubblicata in quel novembre 2018 (in tempi “non sospetti” pure perché il Covid-19 era ancora lontano).

2 – PASSAPORTO VACCINALE O “GREEN PASS”.

Da quel 09 novembre 2018 è passata tanta acqua sotto i ponti (come si suole dire). E, tra tanto altro, siamo stati appunto sconvolti nel febbraio 2020 pure noi italiani dalla pandemia del Covid-19 alle cui prese è ancora impegnato duramente tutto il mondo. Oggi si parla in continuazione del cosiddetto “Passaporto vaccinale” o “Green pass” per poter avere un minimo di sicurezza, specialmente per essere accettati nei nostri spostamenti sociali.

Tre anni fa, pensavo a un passaporto farmaceutico e ai farmacisti prescrittori, come descrivo nell’articolo che ti ripropongo da quel ormai lontano novembre 2018. Spero che le argomentazioni qui di seguito riproposte possano avere una qualche validità (come penso). Vàluta tu se e quanto resti utile questo mio articolo che ti trascrivo, qui di sèguito. Specialmente alla luce dell’attuale utilizzo dei farmacisti come vaccinatori anti-covid e le loro farmacie pure come sede di rilascio del “green pass”. Ecco qui di sèguito il testo di quella “Lettera” che non ti ho inviata e che, quindi, non è stata pubblicata!….

PASSAPORTO FARMACEUTICO E FARMACISTA PRESCRITTORE (2018)

Caro Tito, ti sarai trovato pure tu nell’esigenza di avere una prescrizione medica urgente, magari per farmaci “salvavita” o che usi quotidianamente da tempo, però sei stato in una posizione o in una località troppo lontana per poterla ottenere dal tuo medico di fiducia. E non sempre la farmacia del posto dove ci troviamo (per vacanza o per impegni) è disponibile ad accettare il fax o la email del nostro medico … cosa che comunque non sempre è agevole o immediata. Allora, cosa fare?

Attualmente c’è poco da fare, nel senso che bisognerebbe rivolgersi (a pagamento) ad un medico di base del luogo dove ci troviamo oppure (nei giorni prefestivi, festivi e di notte) alla guardia medica territoriale (o medici di continuità assistenziale) … cosa, anche questa, non sempre agevole ed immediata, Purtroppo, il Sistema Sanitario Nazionale pare che non preveda altro (a parte la guardia medica turistica non sempre facile da conoscere e da accedere meglio di una farmacia presente nella quasi totalità dei comuni e delle frazioni più popolose). Ho apprezzato, ad esempio, la ASREM di Termoli (CB) che, nella scorsa estate 2018, ha messo un posto di guardia medica turistica dentro un grande centro commerciale: ecco, il medico va dove c’è la gente!

IL FARMACISTA PRESCRITTORE

Eppure, da tempo si discute di agevolare ancora meglio l’utenza sanitaria … magari con la figura del “farmacista prescrittore”. Ma, caro Tito, come puoi ben capire, l’Ordine dei Medici (giusto o sbagliato che sia) non è assolutamente favorevole ad una cosa del genere. Tale atteggiamento ad alcuni appare negativo come un arroccamento, per non perdere una pur piccola parte di potere … anche se forse non si tratta affatto di ciò, ma piuttosto di una questione di “professionalità specifica” che differenzia le due figure, medico e farmacista. Tuttavia, ci sarebbero margini di intesa e di collaborazione per agevolare l’utenza.

Si parla, infatti, di dare al farmacista (titolare di una farmacia territoriale) la possibilità di prescrivere almeno e dare medicinali (che possiamo dire) di “routine” o quotidiani per malati cronici e per situazioni palesemente riscontrabili o oggettivamente addirittura “banali”. Quella della farmacia è ritenuta, comunque e sempre, una presenza di garanzia pure perché rappresenta una postazione stabile ed onnipresente anche topograficamente nel territorio e, come tale, potrebbe essere un presidio maggiormente valorizzato.

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FARMACIE ESTIVE

La necessità di avere una ricetta si presenta soprattutto nei mesi estivi, quando buona parte della popolazione si sposta in altre località italiane (o anche estere). Allora il Sistema Sanitario Nazionale e quello almeno dei Paesi europei (principalmente dell’Unione) dovrebbero garantire a turisti di passaggio o ai villeggianti la possibilità di un’assistenza ed una prescrizione gratuita o semi-gratuita ai “fuori-sede”.

MEDICO IN FARMACIA

Specialmente nelle più affollate località di villeggiatura, le farmacie hanno un notevole via vai di persone (spesso migliaia al giorno), in gran parte residenti per poco tempo (in media una settimana). Ebbene, penso che ad un giovane medico potrebbe essere riservata una camera dentro o a lato della farmacia per ascoltare e visitare la gente e prescrivere farmaci, magari al prezzo di un euro o due a ricetta. Ritengo che, alla fine della giornata, tale giovane medico avrebbe la possibilità di un dignitoso guadagno personale e di pagare l’affitto della stanza nella farmacia o a latere. E se la farmacia non ha una stanza disponibile, il medico potrebbe attrezzarsi con una “roulotte” o un camper parcheggiato davanti o nei pressi!

A volte, specialmente nei mesi estivi, i “Ponto soccorso” degli ospedali sono affollati da casi che potrebbero risolvere facilmente le farmacie oppure un medico ambulatoriale più accessibile. Si comprende così che è necessario liberare dai “casi lievi” i “Pronto Soccorso” (e persino il sistema della “Urgenza – Emergenza” del numero telefonico di soccorso 118 o 112) realizzando un alleggerimento verso la farmacia e il medico ad essa associato (oltre ad educare i cittadini-utenti a non intasare inopportunamente i “Pronto Soccorso” degli ospedali grandi e piccoli che servono per ben altre emergenze).

A FAVORE DEI CITTADINI

Che sia questa o altra, certamente è necessario trovare una soluzione a favore dei cittadini, tenendo presente il rispetto professionale ed economico di medici e di farmacisti. Ritengo, caro Tito, che con il dialogo sincero e la buona volontà si possa trovare la risposta che accontenti tutti, nel reciproco ruolo, rispetto e dignità.

Sappiamo tutti quanto la burocrazia intralci la crescita di un Paese come l’Italia, tanto che a volte “uccide” nel vero senso della parola. Favorire i cittadini è la base del “bene comune” senza il quale una nazione è destinata ad arrancare, esponendosi ad una miriade di pericoli interni ed esterni, come dimostra l’esperienza quotidiana e storica.

FILOSOFIA DI FONDO

Bisogna portare le industrie dove sono le popolazioni o le popolazioni dove sono le industrie?… Ricordi questo importante interrogativo che ha travagliato a lungo le nazioni industrializzate e, in particolare, l’Italia?… Le nazioni industriali (e in particolare l’Italia) hanno poi deciso di “de-portare” i cittadini dove erano le industrie, creando lo sradicamento definitivo ed epocale delle genti dai loro territori e le conseguenti lacerazioni (un tragico errore che si sta ripetendo, attualmente, con le ingiuste politiche immigratorie). Il dio denaro è, tra gli dei, quello più spietato!

Pure per il fabbisogno sanitario delle grandi masse (come nei mesi di più intenso turismo, ma anche per i momentanei fuori-sede o persone di passaggio) è più utile seguire l’utenza o sacrificarla?… In fondo, oltre i generi alimentari, altre merci e figure professionali, persino i giornali cartacei (quotidiani, riviste, ecc.) seguono i flussi migratori estivi. Quindi, facilitare la salute dovrebbe essere un fattore prioritario.

IL PASSAPORTO FARMACEUTICO SANITARIO

Viviamo tempi in cui, grazie alla tecnologia sempre più avanzata ed utile (specialmente quella informatica), è possibile una interconnessione web, in tempo reale, anche tra paziente-medico-farmacista-ospedale. Pure per questo aspetto, potrebbe essere facile per il paziente-utente del Servizio Sanitario Nazionale (europeo o addirittura mondiale) ottenere, nel modo più ottimale ed efficace possibile, tutte le prestazioni a lui necessarie, comprese quelle farmaceutiche. Ovviamente con le dovute cautele e nel rispetto massimo della “privacy”.

Ritengo che sia necessario, anzi urgente, dotare ogni persona di un vero e proprio PASSAPORTO SANITARIO E FARMACEUTICO (cartaceo e web) di modo che, anche in viaggio o in altra residenza, tale persona possa avere garantite tutte le prestazioni di cui ha bisogno, eliminando così ogni altro aspetto burocratico!

RICERCA UNIVERSITA’ BOCCONI 1979

Come si sa, nel 1978 è entrata in vigore la legge costitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (da qualche tempo smantellato e parcellizzato nei vari Sistemi Sanitari Regionali). Per appurare se e come fosse stata recepita e realizzata, l’allora Ministero della Sanità incaricò l’Università Bocconi di Milano di condurre una specifica indagine, con la collaborazione delle singole Regioni. Ricordo che, essendo appena laureato in filosofica con indirizzo sociologico, fui chiamato (assieme ad altri cinque giovani) per somministrare, in quasi tutti gli ospedali calabresi, a figure mediche e amministrative, un questionario assai lungo e particolareggiato.

Tra le tante proposte avanzate dagli intervistati, una accomunava quasi tutti gli operatori sanitari: un libretto medico-storico per ciascun paziente (dalla nascita in poi, ma pure con ascendenze ed ereditarietà morbose). In tale libretto andava annotato, progressivamente, in ordine e data, ogni “passaggio” medico-chirurgico, analitico e farmacologico del paziente, di modo che ogni operatore sanitario (anche esterno al suo ambiente) avesse potuto intervenire con più celerità e consapevolezza, dopo aver visionato la storia medica dell’utente.

PASSAPORTO PER L’ITALIA E PER L’ESTERO

Pure per il semplice fatto che a me personalmente ancora non è stato dato nulla a riguardo, non mi risulta che tale “libretto medico-storico” sia stato poi realizzato. Anche se si parla da tempo di inserire tutti i dati riguardanti la salute nella “Tessera sanitaria” dell’utente. Ed ecco perché oggi (09 novembre 2018, ndr) parlo di PASSAPORTO SANITARIO-FARMACEUTICO. Con un simile “Passaporto” ogni utente-paziente può andare da qualsiasi medico e in qualunque farmacia per avere garantita l’assistenza e le prestazioni di cui ha bisogno, senza lungaggini burocratiche. Tale “Passaporto” potrebbe essere cartaceo o, più facilmente, contenuto in una “pennetta” informatizzata.

Si parla tanti di “globalizzazione” ma una delle più importanti sarebbe proprio la globalizzazione sanitaria, con una efficace interconnessione il più possibile mondiale (pure nei pagamenti delle prestazioni). Per turismo, cultura e affari, oggi come oggi (e ancora di più in futuro) ci sono masse di persone che si spostano facilmente e quotidianamente da una nazione all’altra, da un continente all’altro (provenienti da lingue e culture diverse, da sistemi sanitari diversi). In caso di necessità e di pronto intervento, tante di queste persone hanno difficoltà a far capire il loro stato di salute. Dobbiamo arrivare, il più presto possibile, ad un protocollo unico mondiale di evidenza immediata (informatica) dello stato di salute di ogni persona. Sono questi gli sforzi che chiediamo di fare alle Nazioni, anche tramite l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS dell’ONU).

3 – CONCLUSIONE (2021)

Caro Tito, questo appena letto era il testo della “Lettera” che non ti ho spedito nel novembre 2018. Adesso, ripensandoci, ritengo che ci abbia insegnato qualcosa a riguardo l’attuale pandemia del Covid-19. Ti dico, per esperienza personale, che, quando viaggio, mi tocca portare dietro non soltanto tutte le medicine di cui ho bisogno quotidianamente ma anche un “dossier” medico con tutte le mie patologie (attuali e pregresse) … il tutto da esibire a chi deve intervenire (specialmente in pronto soccorso) in caso di malore.

Il vero progresso umano, la vera civiltà sociale si misura in queste misure preventive di intervento per la salvaguardia delle persone. Sappiamo fin troppo bene come e quanto la salute sia davvero il primo e più indispensabile elemento per la persona e per la comunità locale e mondiale. Eppure (per motivi ed interessi egoistici vari) siamo in forte arretrato con il progresso che potremmo avere se ci fosse volontà di unione sanitaria tra tutti gli stati. Invece (Covid-19 insegna e dimostra) siamo tutti assoggettati agli interessi privati, delle multinazionali e persino politici dei blocchi e delle singole nazioni.

Specialmente in Italia, la spoliazione e il depotenziamento del Servizio Sanitario Nazionale (che era tra i migliori del mondo, nonostante tutto) ci sta portando a sopportare costi di vite umane ed economici ingenti. Tra i politici e pure tra alcuni sanitari, invece di avere “salvatori” (per istituzione o missione) abbiamo “assassini” subdoli e spietati. E non voglio qui rivelare i miei sospetti, per non rischiare il reato di procurato allarme o di diffamazione. Ma è bene stare vigili al massimo possibile.

4 – PREMIO AL REGISTA TITO LANCIANO

Caro Tito, ho saputo che nella serata dello scorso primo agosto, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina hai ricevuto un importante riconoscimento come regista nell’àmbito della terza edizione del “Premio Messina Cinema 2021” e che è stato proiettato il nuovo “trailer” del tuo film “Malaspina”. L’evento è stato trasmesso in diretta pure su “Facebook” per le persone solo logisticamente lontane.

Complimenti e congratulazioni per questo altro prestigioso ed ambìto riconoscimento cui si aggiungeranno, in futuro e un po’ ovunque, tanti altri attestati per la tua arte cinematografica, ma anche di giornalista e di comunicatore web. Interpretando i loro sentimenti, sono sicuro che pure i nostri lettori si uniscono ai miei più fervidi e sinceri auguri! Ad majora semper!!!…

La serata, che ha avuto un grande successo come sempre (nonostante le restrizioni del Covid-19), era stata dedicata all’indimenticabile attore Nino Manfredi, di cui ricorre questo anno il primo centenario della nascita. Hanno condotto e presentato la manifestazione Helga Corrao (ideatrice del Premio) e Gigi Misèfari, notissimo attore e cabarettista.

5 – SALUTISSIMI

Caro Tito, penso di dedicare la prossima lettera (la n. 338) al proseguimento di questo strategico discorso sulla salute, per come e per quanto risulta importante, urgente e prioritario.

Ma, prima di congedarmi, voglio lodare l’impegno (in modo istituzionale e volontario) di quanti in queste settimane estive di caldo torrido si sono già adoperati, sono ancora in azione e faranno più del loro dovere nel contenere e spegnere incendi e roghi (in gran parte dolosi) che stanno martoriando non soltanto la Calabria, la Sicilia e l’Italia intera ma anche vaste zone del Mediterraneo. Quello dei piromani e degli incendi estivi è uno dei tanti problemi seri che, nonostante le leggi, non si vogliono affrontare come si dovrebbe. E poiché sono ricorrenti e sempre più gravi, c’è da pensare … (mi astengo) … a buon intenditor!

Nello stesso momento in cui sto scrivendo questa “Lettera n. 337” infuriano numerosi incendi anche nella nostra costa jonica, in particolare a Badolato e dintorni. Mi giungono foto e video raccapriccianti di incendi che stanno distruggendo pure parte della nostra montagna, già devastata dall’immenso rogo dell’estate 1964. Ed ho appena letto il flash  << https://www.soveratoweb.com/violento-incendio-a-badolato-sul-posto-aerei-e-3-squadre-di-calabria-verde/ >> .

Ricordo che il 29 luglio 1983 ero a Roma quando, con grande dispiacere, ho appreso dalla radio quell’immane incendio che ha semi-distrutto il borgo di Santa Caterina dello Jonio e che adesso il sindaco Severino ha voluto ricordare con una nota e tre foto su << https://www.soveratoweb.com/sono-passati-38-anni-dallincendio-di-santa-caterina-dello-ionio/ >>. Anche qui in Molise e nel vicino Abruzzo i piromani sono molto attivi e devastanti! Non vanno a fuoco soltanto uliveti, vigneti, frutteti, pinete, montagne e litorali, ma anche case e luoghi turistici. Sicuramente sono in azione sabotatori e terroristi che tendono a minare la “sicurezza esistenziale” delle persone e delle famiglie, delle comunità e del turismo.

Infatti, pure a proposito degli incendi (dolosi, per incuria o mancata manutenzione), noto sempre di più che il problema della sicurezza (più in generale) si sta facendo sempre più acuto in Italia, specialmente quella puramente esistenziale. Probabilmente è logica conseguenza di vari malcontenti, oltre alle note speculazioni territoriali o attentati programmati. Sarà bene che istituzioni, partiti, religioni, comunità, associazioni varie si diano da fare, assieme ai cittadini, per riequilibrare la situazione. Altrimenti, tra tanti altri spetti negativi, crescerà a dismisura lo spopolamento, la denatalità (già in posizione negativa allarmante) e, con la desertificazione, tutto ciò farà aumentare l’immigrazione a livelli tali che l’Europa sarà destinata a perdere, nel giro di poco tempo, il proprio valore e la propria identità. Ci vuole la dovuta mobilitazione generale, la migliore lungimiranza, la giusta sostenibilità e quanto altro possa favorire la sicurezza delle persone e delle comunità.

Con questo dolore e questo augurio di lungimiranza, ti ringrazio e ti saluto!

di Domenico Lanciano

Iter City, martedì 03 agosto 2021 ore 16.58 (le foto sono state prese dal web)

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Domenico Lanciano

Domenico Lanciano

È nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. È convinto che la “lettera” è alla portata di tutti e che non comporta ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee. Nel 1986 ha lanciato la vicenda di “Badolato paese in vendita” per contrastare lo spopolamento e la morte del borgo antico, prototipo e simbolo di decine di migliaia di borghi in disfacimento in tutta Europa e di milioni di comunità desertificate dalla globalizzazione in tutto il mondo, dove le città scoppiano e i paesi muoiono e invocano equilibrio. Ostracizzato a motivo di questo suo lungimirante attivismo, dal primo novembre 1988 vive in esilio in Molise.

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