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Home » Ma davvero sul “caso Trump” il Presidente Meloni merita tanta solidarietà?

Ma davvero sul “caso Trump” il Presidente Meloni merita tanta solidarietà?

Angelo Falbo di Angelo Falbo
22 Giugno 2026
in OPINIONI
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Ma davvero sul “caso Trump” il Presidente Meloni merita tanta solidarietà?
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No. Non la merita. Chi se la cerca prima o dopo la trova. Ed è ridicolo, oltre che ipocrita, ammantare l’accaduto tra Trump e Meloni, con le accuse insultanti del primo alla seconda, come fosse un’offesa all’Italia, «…mi ha implorato di fare una foto con me …mi ha fatto pena».  È   solo un rapporto tra i due. Vissuto maldestramente dalla seconda, strumentalizzato dal primo, sfociato in una sceneggiata ai limiti di una pretestuosa crisi tra Stati. L’Italia e gli italiani veri avevano avvertito la Meloni che si era messa e sta restando su una brutta strada.

Avremmo bisogno di discutere di ben altro. Perché ben altre sono le preoccupazioni della Gente, in Italia e fuori. I Media però ci inzuppano. Con titoloni nelle prime pagine e nelle aperture dei telegiornali. Per smentire quello che avevano comunicato solo poche ore prima.  Si erano affrettati a esaltare il «ritrovato amore» di Trump e Meloni, testimoniato dalla foto dei due seduti in quel divanetto a Parigi. Smentiti poco dopo dalle reciproche invettive!

Andiamo ai comportamenti e ai fatti.

È da più di un ventennio che si conosce l’ascesa di Trump. Uomo dai costumi discutibili. Imprenditore con più ombre che luci. Politico dominante in uno scenario americano degradato nei suoi stessi valori costituzionali e democratici. In una America con tanti personaggi geniali. Però assetati di soldi.

Tanto creativi quanto affaristi. Arcimiliardari, ma miopi circa le condizioni generali del popolo. Per nulla preoccupati del disfacimento del tessuto sociale. Insensibili a quanto vi accade con l’abominio di ripetute stragi in ogni dove. Sotto gli interessi dell’industria delle armi, all’insegna della libertà di un possesso e uso personale di armi. Con l’affiorare di odi razziali, pure di matrice religiosa. Che brutta libertà!

Tutto di sapeva di Trump. Tanto che oggi sono sempre più diffuse le voci che Trump stia subendo dei ricatti. Sia da Netanyahu sia da Putin.

Forse per questo Putin continua. E continua Netanyahu, col genocidio a Gaza e il massacro di popolazione civile in Cisgiordania e ora nel Libano. La Meloni e il suo governo lo sostengono e mandano armi, limitandosi a qualche timido invito a fermarsi.

Nel giudizio della Storia saremo giudicati complici.

Si sapeva e si sa tutto di Trump e la Meloni come si è comportata?

Si era visto all’opera nel suo primo mandato. La sua arroganza e i suoi piani, viziati da un carico di ambizioni e di odio contro gli avversari. Venne frenato dal richiamo al rispetto delle regole dai suoi consiglieri più avveduti. Stavolta se li ha scelti ubbidienti e più farneticanti di lui.

Si era visto inferocito per la sconfitta nella tornata elettorale per il secondo mandato. Gridò ai brogli per aizzare la folla dei fanatizzati sostenitori contro le istituzioni. Ne venne fuori l’assalto al Pentagono, una ferita inferta al cuore della suprema istituzione americana.
La Meloni lo applaudi!  Condivise le accuse e i comportamenti.

Gli anni della disastrosa presidenza Biden lo hanno riportato a galla. Pur carico di quelle azioni discutibili. Ecco qui la debolezza della democrazia! Questa volta sostenuto da larghe fasce di popolazione e sette religiose che hanno visto in lui una sorta di uomo del destino. Avviene dell’arcano su questo Pianeta! Abbindolati da promesse elettorali clamorosamente tradite, in politica interna ed estera. Aveva promesso la netta contrarietà a ogni guerra, accusando i predecessori fautori. Oggi, da Presidente bombarda e minaccia di bombardare dappertutto. E vuole essere premiato se poi smette!

È il ritornello dei mistificatori.

Oggi è ancora forte di due cerchie di pericolosi sostenitori:

1 – Di sette religiose, come fosse Trump interprete della volontà divina. Fanatici inneggianti ad ogni massacro in nome di Dio.

2 – Di plurimiliardari che lo soddisfano nella sua megalomania, per ottenere vantaggi e privilegi, fiscali, giudiziari, speculativi e finanziari. Tra questi c’è Musk. Egli, anche sotto gli occhi dei pavidi governanti europei, si sta impossessando del Cielo, con migliaia di satelliti, con cui potrà controllare le sorti di interi continenti. Gli europei si dovrebbero allarmare. Invece gli fanno codazzo. Come fa la Meloni.

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Già prima, dall’opposizione Meloni lo ha adulato e inneggiato. Come uomo di grandi qualità. Come politico di grandi virtù. Da ogni palco d’Europa lo ha indicato come un esempio.  Perché determinato. Perché portatore di idee chiare di comando, fino al dominio sugli altri. Perché sapeva e sa attaccare gli avversari. Non importa se volgarmente e con insulti alla persona. Insomma, gli è piaciuto da sempre Lo ha sentito portatore dei suoi stessi valori!  Lo ha ripetuto continuamente fino alla stessa sera, quando ci ha comunicato che a Parigi …non è che aveva dovuto fare la pace, ma aveva ritrovato il suo amico Trump!

In questi due anni lo ha osannato ancor meglio, per ogni azione.

Trump e Meloni

Dopo l’invito corse a partecipare all’incoronazione a Presidente, unica tra i Capi di Stato europei. Tra abbracci, baci e adulazioni ricevute lei si sentì investita di una missione. Quella di fare dell’Europa una sorta dia appendice americana. Con orientamenti destroidi per una UE governata come “vogliamo noi”. Così fu che, incensata da tanta stampa, quale novella statista, si auto promosse pontiera tra Europa e USA. La UE, con alla guida tre emerite insipienti, venne spinta a rotture interne. Fino a favorire i multimiliardari: le loro tasse dal 15% vennero abbassate al 5%! Quelle dei dipendenti e pensionati arrivano al 42%!

Assieme a questo favore fatto agli arcimiliardari, Trump impose dazi al 15%, invece che del 10%. La Meloni ancora plaudente!

Sono seguiti fatti e comportamenti allucinanti e nocivi per l’Europa e per l’Italia. E non solo. Però, per una stampa, una comunicazione radio-televisiva, ossequiosa, o asservita del tutto, ogni posizione del governo Meloni è stata esaltata come buona.

Così come quando Trump, nel mentre si conducevano le trattative da lui stesso volute, fece bombardare i presunti siti di uranio dell’Iran. Trump ne comunicò la distruzione totale. La Meloni ne fu ben compiaciuta.

Così per sostenere le volontà di Trump, il governo italiano ne ha seguito le scelte: contro l’ONU, contro l’OMS, contro la Corte di Giustizia, cioè contro ogni Organo di Diritto internazionale considerato limitativo al loro operato. Una visione autoritaria in sé.

Trump bombarda in mare aperto i navigli venezuelani, con la scusa di fermare i trafficanti di droga? Fa bene! Si capisce che vuole appropriarsi delle risorse di quello Stato. Trump bombarda direttamente la capitale del Venezuela, cattura il Presidente regolarmente eletto e la moglie e se li porta carcerandoli negli USA, del cui destino nessuno più si occupa, calpestando ogni forma di Diritto internazionale e rapporto tra Stati? La Meloni applaude, come Tajani e Salvini! Era un dittatore! Ipocriti, si stanno inchinando ai dittatori di mezzo mondo. Anche a quello egiziano. E prima o poi verranno a galla le verità sulla morte di Giulio Regeni.

Colloqui a margine del G7

Ci siamo dovuti sorbire di essere europei scrocconi. Ci siamo dovuti sentire accusati di non valere e non contare nulla senza il sostegno USA. Fino all’altra sera il ministro della Guerra americano (così è stato ribattezzato da Trump il Ministero della Difesa, con una chiara indicazione dei propositi!) ha minacciato la UE e i singoli Stati a comprare le armi americane per come stabilito. Meloni ha firmato.

Meloni ha spinto per accettare tutto da Trump.

Nessuno che abbia ricordato agli USA che non sono stati dei liberatori disinteressati dell’Europa. Perché, dopo la guerra, hanno imposto di “accamparsi” militarmente con basi proprie e basi NATO a guida americana, o teleguidata, dotata di numerose bombe atomiche (almeno 4 basi in Italia). Dalle quali basi hanno costruito un dominio, economico, politico e militare sull’Europa occidentale e su tutto il Medio Oriente. In quella orientale lo faceva la Russia. Fu deciso a Yalta.

Nessuno gli ha ricordato che per questi insediamenti di potere in ogni Stato d’Europa gli USA non pagano un dollaro. Eppure, ingannevolmente, se ne stanno servendo anche in questi giorni per bombardare l’Iran con le solite triangolazioni.

Tra queste accuse e questi silenzi il governo italiano si è prostrato ai voleri di Trump e della sua cerchia di ministri.

La UE di Ursula, di Metsola, di Callas e di Costa, dopo aver affidato la politica estera dell’Europa a Zelensky, presente in ogni riunione, caricato di armi e miliardi incontrollati, ha inventato la minaccia all’Europa proveniente dalla Russia. Su spinta dei circoli guerrafondai e dei gruppi industriali in crisi, allettati dalle prospettive, hanno pianificato un riarmo di 800 miliardi, 500 dei quali da spendere comprando armi e tecnologie americane!

In aggiunta Trump ha preteso che ogni Stato stabilisse in bilancio il contributo del 5% per la NATO. Per noi ha un costo di 12-13 miliardi in più all’anno. Tutto orgogliosamente condiviso e sottoscritto dalla Meloni. Ora va cercando soldi. Dopo i suoi quattro anni di totale fallimento in campo socioeconomico, di fronte alla prossima tornata elettorale, nei suoi piani, sono necessari da distribuire per imbonire gli elettori italiani e ottenere consensi.

Che pacchia! Ve la ricordate quando gridava dai palchi che avrebbe fatto finire la pacchia? Se per alcuni c’è stata in Europa la pacchia, nel Sud non l’abbiamo vista. Di certo lei la pacchia ha contribuito a trasferirla nelle mani di Trump. Infatti, essendo gli USA fornitori esclusivi di armamenti e delle necessarie tecnologie, rafforzeranno il proprio apparato industriale. Con bella pace delle crisi industriali in Europa, tra le quali massimamente c’è quella dell’industria italiana.

Sono state messe in campo politiche per ingenti spese belliche, che sono sempre pericolose e richiamano guerre e non la Pace. Si tagliano i bilanci nei capitoli necessari a risollevare le condizioni di vaste masse di europei impoveriti e sofferenti. Si tagliano Sanità, Scuola, Trasporti e i Servizi socioassistenziali proprio di fronte all’aumento dei bisogni, vista la crescente platea dell’invecchiamento.

Politiche antisociali, pericolose e di tradimento delle stesse finalità ideali con cui era stata pensata l’Europa Unita, nel Manifesto di Ventotene. Quel Manifesto che fu deriso e rifiutato dalla Meloni.

Oggi si prende i frutti di quel che ha seminato. Frutti tossici, politicamente e umanamente. Saprà ravvedersi? Non potrà.

Fino a quando resterà avvolta nel nostalgismo fascistoide, nell’adorazione dei fantasmi della tragica esperienza del Regime fascista e dell’ancor più tragica esperienza dei Mussolini e degli Almirante della fantomatica Repubblica di Salò, con un governo fantoccio agli ordini di Hitler, non potrà.

Ce lo dicono, tra i tanti suoi ostili comportamenti alla Repubblica e alla Costituzione, tre emblematici episodi e comportamenti:

1 – il suo recente messaggio di adorazione riservato ad Almirante;

2 – la totale assenza sua, del governo e dei parlamentari della maggioranza, nel mentre si sistemava una modesta targhetta di commemorazione sul posto dove era stato seduto l’on. socialista Giacomo Matteotti: fatto trucidare da una squadraccia fascista, colpevole di aver denunciato nell’Aula i brogli dei fascisti avvenuti nell’elezione politica del 1924. Un’uccisione di cui si assunse la responsabilità lo stesso Mussolini. Con un vanto e un tono di sfida;

3 – il Presidente Meloni partecipa per convenienza e necessità istituzionale ad alcune celebrazioni, come la Festa della Repubblica del giugno. Di malavoglia e pronta a dissociarsi. Infatti alla fine della cerimonia ha ricordato malignamente che ormai questa Repubblica ha 80 anni e bisognerebbe chiedere agli italiani “che Repubblica vorranno per il futuro”! Sapete quale Repubblica ha in mente? Leggetevi la Costituzione della RSI di Salò. Lì troverete la Repubblica che ha in animo la Meloni: con un allora Duce oggi Premier, dai pieni poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Una Repubblica fondata allora sulla stirpe e oggi sull’identità, discriminatoria e razzista. Come ha sempre propagandato. Oggi con aggiornamenti e farneticazioni di Vannacci.

L’avete mai vista in quattro anni andare a visitare un luogo della Resistenza, dove caddero migliaia e migliaia di partigiani, dove vennero massacrate intere comunità dalle squadre fascio-naziste? Mai.

Eppure, Calamandrei invitandoci ad andare ha detto …la Repubblica italiana è nata in quei luoghi.

Segnali di quanto ancora, la Meloni e soci, vogliono tener viva quella fiammella fascistoide nel loro simbolo. Se ne alimentano con odio contro ogni altro simbolo, ogni azione, ogni commemorazione, ogni luogo, ogni riferimento che possa condurre ai 19 mesi di lotta partigiana, alla Resistenza che diede un decisivo contributo alla Liberazione del 25 aprile 1945, con la sconfitta del fascio-nazismo.

Non amano la Repubblica. Non amano la Costituzione. Giurano sulla Costituzione, ma covano di poterla sovvertire. Ci stanno tentando in molti modi. Oggigiorno vogliono imporre una legge elettorale: vincendo loro con una larga maggioranza attribuita, vorrebbero arrivare direttamente a nominarsi il prossimo Presidente della Repubblica.

Bisogna fermarli in tempo. Sapete che c’è?

Che questi schiaffi morali, insulti, accuse prese da Trump, oltre a determinare una rottura tra loro due, temporanea o duratura, sta creando imbarazzo sia nel governo italiano che in ambito europeo.

Potrebbe essere che Meloni si liberi dagli ossequi servili per cui Trump era finito per considerarla una sua fan. Ora non la vuole più.

Ma, potrebbe essere, e sarebbe grande cosa, che gli Stati europei capiscano che fino a quando, con la Nato e con i vari Trattati singoli, resta stabilita una presenza dominante degli USA e dei suoi molteplici interessi, l’Europa unita veramente non si potrà mai fare.

Bisogna uscire dallo stato di subalternità. C’è oggi una buona occasione. E questo bisogna chiarirlo presto anche con l’Inghilterra.

Angelo Falbo

[Le immagini presenti in questo articolo sono state realizzate fotografando in video il relativo servizio del Tg3 Rai]

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Angelo Falbo

Angelo Falbo

Preside in pensione. Laurea in Materie letterarie presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Intellettuale e scrittore. Vive a Carlopoli. È il responsabile della Lega SPI-CGIL del Reventino.

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