Falerna Marina – Una terrazza affacciata sul mare, un pubblico numeroso e qualificato, relatori di alto profilo e un intenso confronto sul mondo penitenziario hanno trasformato Playa Paradiso in un autentico laboratorio di riflessione civile, confermando il valore della cultura come strumento di crescita delle comunità. E’ quanto riporta una nota pervenuta in redazione che, con piacere, di seguito pubblichiamo.
Ci sono eventi che si esauriscono nell’arco di una serata e altri che lasciano un’eredità di pensieri, emozioni e interrogativi destinati ad accompagnare chi vi ha preso parte. La presentazione del volume “Anime sospese nell’ombra. Il carcere visto dall’interno”, svoltasi nella splendida cornice della terrazza di Playa Paradiso, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Le immagini raccontano meglio di qualsiasi cronaca il successo dell’iniziativa.
Una partecipazione straordinaria di cittadini, amministratori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, operatori del volontariato e del mondo della cultura ha riempito ogni posto disponibile, seguendo con attenzione e vivo interesse tutti gli interventi, dall’apertura dei lavori fino alla loro conclusione. Un pubblico numeroso e qualificato che, con il silenzio dell’ascolto e la qualità della partecipazione, ha testimoniato quanto sia ancora forte il desiderio di confrontarsi sui grandi temi della società contemporanea.




Di elevato profilo gli interventi che hanno animato il dibattito. Il presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa, Marco Polimeni, ha richiamato il valore della legalità quale fondamento irrinunciabile della convivenza democratica. Mario Murone, sindaco di Lamezia Terme, ha evidenziato il ruolo delle istituzioni nella costruzione di percorsi di responsabilità e inclusione sociale. Andrea Parise, presidente della Croce Rossa del Comprensorio Lametino, ha sottolineato l’importanza della vicinanza alle persone più vulnerabili, mentre la Maria Luisa Mendicino, dirigente del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, ha offerto una qualificata lettura della realtà carceraria e delle prospettive del sistema penitenziario. Con competenza e sensibilità, Eugenio Maria Gallo, saggista e critico letterario, ha moderato i lavori, favorendo un confronto ricco di contenuti e di spunti di riflessione, nel quale i diversi punti di vista si sono armonizzati in una visione comune: quella di una pena che, nel pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione, non rinunci mai alla propria funzione rieducativa.
Particolarmente intenso il contributo di Roberto Falvo, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, le cui testimonianze costituiscono il cuore narrativo del volume scritto dal sociologo, giornalista e scrittore Francesco Garofalo. Attraverso racconti autentici e profondamente umani, è emersa la necessità di guardare oltre l’errore, riconoscendo nella persona la possibilità concreta di un percorso di cambiamento, di responsabilizzazione e di riscatto. Apprezzato inoltre l’ intervento del Comandante della Polizia Penitenziaria Francesco Frisenda, il cui contributo ha ulteriormente arricchito il dibattito, mentre il giovane Enrico Nicoletti, con il suo raffinato intermezzo musicale, ha regalato ai presenti un momento di intensa suggestione artistica, dimostrando come anche la musica possa diventare linguaggio universale di dialogo, armonia e speranza.


Il viaggio culturale di “Anime sospese nell’ombra” proseguirà con una nuova e attesa tappa nel Savuto. Il prossimo appuntamento è in programma venerdì 31 luglio 2026 a Colosimi, presso la Sala Consiliare del Comune, dove il volume tornerà a promuovere un confronto pubblico sui temi della giustizia, della dignità della persona e della funzione rieducativa della pena, confermando una volta di più come la cultura rappresenti uno dei più efficaci strumenti per costruire coscienze libere, comunità più consapevoli e una società autenticamente inclusiva.






























