«Carissimi, in occasione del convegno celebrativo dei 40 anni di attività del Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro, è stato richiamato alla memoria, sia dalla bravissima giornalista e conduttrice Maria Rita Galati, sia dal presidente onorario S.E. Card. Domenico Battaglia, la figura del nostro ispiratore Don Domenico Piraino quale fondatore della splendida realtà che è ormai diventato il Centro, non solo entro i confini cittadini, ma anche oltre la Provincia, con l’apertura di un Centro nella Diocesi di Mileto-NicoteraTropea, come ha dichiarato il vescovo S.E. Mons. Attilio Nostro, intervenuto al convegno, ma anche oltre i confini regionali, come ha dimostrato la testimonianza di un ex utente del Centro venuto apposta da Milano».
Apre in questo modo la lettera inviata al Centro Calabrese di Solidarietà ETS dal presidente Maria Marino dell’associazione Don Dino Piraino di Catanzaro, che di seguito integralmente pubblichiamo e fatta pervenire in redazione.


«Anche l’APS Don Dino Piraino vuole porgere gli auguri più sinceri al vostro cammino, al vostro operato e a quanto ancora farete perché l’”Opera di DIO” che voi portate avanti con coraggio e fatica, possa continuare a “costruire speranza” tra le piaghe delle anime dove tutto ormai appare disperso, portando la luce quando “tutte le altre desistono” non solo con le terapie mediche, ma con l’abbraccio di chi sa ascoltare, di chi vede la persona e la sua dignità oltre l’errore e sa camminare accanto nella ricerca di “una nuova direzione”, ricostruendo “insieme la speranza” nel tempo, quella che sembrava perduta per sempre.
Anche Don Dino avrà visto Dio nel volto di chi aveva perso la speranza, quando aderì alla fondazione del Centro credendo, come ha affermato Don Mimmo, che “un’utopia potesse diventare realtà”; Lui era un sacerdote che non sapeva stare a guardare davanti al dolore dei suoi simili e, in quegli anni che la città di Catanzaro veniva quasi sopraffatta dalle dipendenze patologiche, nelle quali famiglie intere venivano travolte, avrà sicuramente pensato che occorreva fare qualcosa, che non si poteva restare a guardare la disfatta di tante vite nell’obliò della tossicodipendenza soprattutto; occorreva fare, occorreva costruire, occorreva abbracciare per poter salvare!
E Lui, l’abbraccio davanti alla sofferenza lo donava sempre, nella convinzione profonda di fede, ma anche nella certezza che nessuno può salvarsi dalla disperazione da solo e nella ferma consapevolezza che l’UOMO è creatura di Dio, sempre e comunque, oltre i suoi limiti, oltre le sue debolezze, oltre il suo errore.


Il Centro in questi 40 anni ha rigenerato tante vite, non solo dalle dipendenze patologiche come droghe, alcool, ludopatia, violenza sulle donne o assistita; il Centro ha rigenerato vite anche da dipendenze culturali, stereotipate e ristrette in pregiudizi e limiti che socialmente tendono ad indentificare l’Uomo o la Donna con il loro errore invece che con la bellezza del Creatore. E se per Don Mimmo “la strada è stata cattedra” per la sua missione sacerdotale, episcopale e cardinalizia oggi, il Centro è stato scuola per l’anima non solo degli utenti, ma per quanti nel Centro hanno operato e operano ancora, scuola di apertura verso l’altro, scuola di ascolto della disperazione, scuola di cammino fecondo con qualche caduta o ricaduta durante il percorso e anche qualche perdita, che resta comunque tra i ricordi più dolorosi, ma soprattutto scuola di abbraccio della sofferenza dell’altro e di cum-passione con l’altro, al di fuori di schemi e consuetudini convenzionali.
Una gran bella utopia del fare e del costruire ponti, lì dove molti passavano oltre, nel cuore e nelle menti dei suoi fondatori!
Auguri Centro Calabrese di Solidarietà ETS, Auguri Presidente Isolina Mantelli, auguri operatori e volontari tutti, auguri a ciascuno di quel “bruco umano” che è la comunione d’intenti, che la cura dell’Opera di Dio a voi affidata non perda mai il coraggio utopico che ha ispirato i suoi fondatori».




























