È di questi giorni la notizia dell’esposizione, al museo MARCA di Catanzaro, del “Carlino”, la moneta coniata durante l’assedio della città da parte dei francesi del Re di Francia Francesco I di Valois. È una moneta molto rara che testimonia un periodo molto florido della città di Catanzaro e del Meridione d’Italia.


In quel periodo la comunità ebraica a Catanzaro era molto influente, tanto che nel 1525, a Catanzaro, l’imperatore Carlo V concesse i “Capitoli della Seta” (noti anche come gli Statuti dell’Arte della Seta), un documento giuridico ed economico di fondamentale importanza che regolamentava la produzione, la lavorazione e il commercio della seta nella città.
In quel periodo, Catanzaro era diventata una delle capitali europee della seta: i suoi velluti, i damaschi e i broccati erano richiesti in tutte le corti d’Europa, e l’industria serica impiegava gran parte della popolazione cittadina.


Nel 1527 c’era stato il Sacco di Roma voluto dall’Imperatore Carlo V per punire la politica estera del papa. A tutta risposta i francesi di Francesco I di Valois, spinti dal papa, si riversano in Italia per cercare di impossessarsi – non riuscendosi – della città di Catanzaro.
Se così fosse, ciò confermerebbe che la politica del Meridione d’Italia fu influenzata dalla presenza ebraica in Calabria sino all’espulsione della loro comunità che avvenne intorno al 1540.
Filippo Cardamone































