Nei programmi della Sezione intercomunale dell’ANPI del Reventino è prevista una rappresentazione teatrale incentrata sulla figura e triste vicenda del Vicebrigadiere Salvo Rosario Antonio D’Acquisto, onorato con Medaglia d’oro al Valore militare. In memoria del suo nobile gesto di presentarsi davanti ad un plotone di esecuzione tedesco al posto di 22 persone catturate per rappresaglia e destinate alla fucilazione.
L’episodio che ha portato al rastrellamento da parte dei tedeschi di un gruppo di civili del tutto incolpevoli è tuttora rimasto non chiaro. Esso si colloca nel più vasto scenario dei combattimenti e delle stragi lungo la nostra Penisola durante la Seconda Guerra Mondiale. Pochi giorni dopo l’armistizio, dell’8 Settembre, successe che un gruppo di soldati tedeschi, non più nostri alleati, ma occupanti, accampatisi in un fabbricato abbandonato nei pressi di Torrimpietra, forse maneggiando incautamente delle bombe a mano trovate nascoste, o per causa forse di un vero attentato, rimasero colpiti da uno scoppio, durante il quale morirono due di loro. Il Maresciallo tedesco, di comando nella zona, dapprima pretese la collaborazione della locale Caserma dei Carabinieri comandata, in assenza del Maresciallo occasionalmente assente, dal Vicebrigadiere D’Acquisto. Il Comandante tedesco voleva consegnato il responsabile. Diffidando dei Carabinieri circa una reale loro disponibilità ad individuare e a consegnare un “qualche” responsabile, il Maresciallo tedesco mise in atto un rastrellamento con la cattura di 22 persone da fucilare. A questo punto il Vicebrigadiere D’Acquisto, di fronte all’imminente fucilazione, senza esitazione, si dichiarò colpevole dello scoppio e chiese di essere fucilato al posto dei catturati. Tutti sapevano che non era vero. La popolazione, i colleghi carabinieri e lo stesso Maresciallo tedesco. Egli, però, di fronte al quel gesto di grandissima umanità, rimase attonito sì, ma non rinunciò a farlo condurre davanti al plotone e a farlo fucilare.
Questa è la nuda vicenda di Guerra. La Guerra scardina ogni regola e produce in molte coscienze un degrado di elevata disumanità. Da sempre e dappertutto. Ancora oggi.
Ed in questa vicenda si esalta, al contrario, la grande nobiltà d’animo del giovane carabiniere. Non esitò a sacrificare la propria giovane esistenza pur di salvare 22 persone che, magari, neppure conosceva.
Una vicenda di estrema delicatezza da trattare su un palco. Si richiede grandissima cautela, considerando che la rappresentazione deve tenere l’equilibrio del quadro-fatto storico, della figura del personaggio, del suo gesto e delle implicazioni emotive, di coinvolgimento e di immedesimazione degli spettatori.
Che gli autori, i registi, i collaboratori dei suoni, delle musiche e delle scene, ci sarebbero ben riusciti, non si aveva dubbio. Altrettanto per i ragazzi chiamati ad una “recitazione” di adeguata espressività, coerente all’andamento della trama e di sviluppo dei dialoghi.

Sapevamo di andare ad assistere ad una rappresentazione, intensa nei gesti, nei dialoghi, nei monologhi, nelle tonalità dei cori, nelle musiche di sottofondo e negli interventi delle voci fuori campo, o nelle comunicazioni esterne, informative sulle fasi storiche fatte scorrere su un ampio telo, affidate a una puntuale regia nello scorrimento degli episodi scelti e rappresentati. Sotto la padronanza professionale di Riccardo e Lino.
Nell’Istituto “ G. Rodari “ di Soveria Mannelli e Carlopoli, è consolidata una decennale esperienza di “ Scuola-Teatro” . Una delle programmazioni didattiche al tempo stesso di più piena finalità educativa, orientativa e formativa. Tale da lasciare nell’”animo” dei protagonisti, ragazzi preadolescenti, sicuri segni di memoria e di gratificazione scolastica, nel corso della futura vita.
Il nucleo di Docenti, coordinati dal prof. Corrado Plastino, nel corso degli ultimi anni, anche durante questi due ultimi sottoposti ad altalenanti restrizioni e limitate partecipazioni in classe, causa Covid 19, ha continuato a lavorare con dedizione e sacrifici per concludere ogni anno scolastico con un lavoro teatrale.
Quest’anno 21-22, ci sarebbero dovute essere meno restrizioni. Ma non sono mancate, creando interruzioni e pause organizzative, superate solo grazie alla tenacia operosa di Docenti, attiva partecipazione di studenti, sostegno fattivo dei loro genitori.
L’autore del testo è ancora il prof. Plastino, ormai in grado di elaborare canovacci espositivi coerenti nei testi, ben articolati nella successione delle scene, sempre vivi nei contenuti e nelle finalità volute, senza sbavature, nelle modalità espositive e modulazioni espressive.
Quest’anno, in collaborazione con la prof.ssa Cinzia Fiorenza, si è voluto cimentare in un lavoro teatrale ancor più impegnativo. La vicenda militare e umana di Salvo D’Acquisto, inquadrata nel contesto storico della fine del Fascismo, 25 Luglio 1943, e della dichiarazione dell’Armistizio dell’8 Settembre 43, esposta in una rappresentazione teatrale, richiede argute qualità di composizione di un testo rispondente al tormentato accadimento.
Non deve essere di pura commemorazione. Non vale se si limita ad essere semplicemente elogiativo. E nemmeno se è inteso a suscitare acritici moti di commozione.
Quel che abbiamo potuto ascoltare, vedere e godere è stato uno “spettacolo” di vero teatro all’aperto, in cui non è mancata l’immedesimazione “purificatrice”, catartica, nei sentimenti e negli stati d’animo degli spettatori.
Certo i protagonisti erano dei ragazzi, ma li abbiamo visti così partecipi e presi nelle loro parti da rendere tutti “verosimili” i ruoli svolti.
Sinceramente si è dimostrato più interessante quanto sono riusciti a rappresentare i ragazzi rendendo testimonianza, non fittizia, ma reale ai sentimenti e ai ri-sentimenti suscitati, rispetto ad altre diverse trattazioni della stessa vicenda. Lo stesso film di Romolo Guerrieri, con protagonista Massimo Ranieri, non ha reso. allo stesso modo. onore al gesto nobile del Vicebrigadiere D’Acquisto. Lì predominavano alcune forzature scenografiche.
Con i ragazzi si sono vissute e potute apprezzare di più, nella semplicità delle espressioni e dei gesti, come le qualità umane, frammiste al senso del dovere di uomo di legge preoccupato di mantenere l’ordine pubblico, siano infine prevalse sconfiggendo al contempo, l’istinto alla propria sopravvivenza e la paura naturale della morte.
Uno spettacolo con una scenografia da palco nudo. Pochi oggetti di volta in volta posizionati sul palco e sostituiti con altri in successione delle scene. Niente scorrimento di tendaggi. Nessun sipario.
La visuale resta sempre aperta in diretta, seguendo spostamenti e gesticolazioni.
Tutto in uno scenario naturale più ampio dato dal luogo in cui è stato ricavato il Teatro. Esso si incastona in una veduta dell’orizzonte dove si staglia il monte Reventino. Un monte che, anche senza essere imponente, sovrasta lungo il tratto dell’Amato la vallata di Decollatura e di una intera area montana pre-silana a cavallo tra le due province di Cosenza e Catanzaro, sul lato est. Da questo luogo, in S. Tommaso di Soveria Mannelli, la conformazione del Teatro, ricavato lungo un pendio, con una decina di gradinate a semicerchio che si restringono fino alla conclusione su un’ampia piattaforma con funzioni di platea, si può assistere da ogni posizione, vedendo e ascoltando anche nei momenti di caduta dei sonori.
Le gradinate sono fitte di persone grandi e di ragazzi. Si vedono anziani, mamme giovani con bimbi in carrozzelle, ragazzi di varie età. Si capisce che son arrivati noni, nonne, genitori, familiari e conoscenti.
La Scuola ha mobilitato quasi cinquecento spettatori. L’evento merita. All’arrivo si trovano file infinite di mezzi lungo i bordi della strada che attraversando S. Tommaso, la più popolata frazione di Soveria Mannelli, porta verso l’esterno sulla direzione di Bianchi-Colosimi.
Il vociare dei presenti riempie l’attesa dell’inizio, mentre sulla piattaforma l’andirivieni ferve accompagnato dalla prova luci e raccordo suoni. Si inizia.
Il prof. Plastino invita al silenzio. Poi seguono i saluti del Dirigente prof. Antonio Caligiuri e del Sindaco Michele Chiodo.
L’avvio presenta una semplice scena con una donna anziana seduta dietro un tavolinetto. Sfoglia un diario con qualche foto. Si ferma davanti a una foto e pronuncia sconfortata frasi sul suo passato in cui è riposto ancora fervente il ricordo di un giovane carabiniere.
Un incipit di notevole effetto emozionale. Su un tale espediente teatrale si succedono le diverse successive scene, in crescendo: la ricostruzione della relazione sentimentale tra la giovane di un tempo e quel soldato carabiniere, stroncata nel suo primo fiorire, dalla sventurata fine dell’innamorato che consapevolmente con un gesto di grande generosità pose fine alla sua esistenza e, al contempo, alle speranze della giovane innamorata.
La relazione è stata conservata nella memoria dei suoi intimi e primigeni impulsi amorosi, durante un corso di vita che ha avuto tutt’altra direzione. Mai svelata né alla figlia e né a due nipoti. Loro, insieme, la scoprono occasionalmente, quando prendono in mano e sfogliano il “diario”, che l’anziana donna ha riposto accanto a sé nel mentre è affaticata dai pensieri e dalle emozioni scaturite dal turbinio dei ricordi che le hanno provocato a sorpresa un colpo di sonno.
La figlia e le due nipoti collegano la foto del giovane carabiniere ai sospiri della madre – nonna e ai tanti suoi momenti di tristezza e di ritrosia a raccontare episodi della sua gioventù.
Da questo momento occupa la trama e le scene teatrali la figura del giovane Salvo D’Acquisto…
E’ stato un giovane orgoglioso delle imprese di conquista del Duce. Come migliaia di altri giovani è partito volontario alle operazioni di guerra in Africa. Poi per una ferita riportata sul campo è stato inviato in licenza, prima di essere ri-accorpato e destinato ad un corso di addestramento per Vicebrigadiere. Momentaneamente chiamato a funzioni di supplenza nella Caserma di Torrimpietra, si trova a comandarla nei giorni dal 25 Aprile all’8 Settembre e fino alla sua morte per fucilazione del 23 Settembre 1943.
La rappresentazione in più momenti mette in risalto il dramma interiore del Vicebrigadiere. Egli sa che il Duce ha condotto l’Esercito e la Patria verso il baratro, con sconfitta inevitabile. Sente che la “dichiarazione di guerra” si sta rivelando disastrosa sul piano militare e sociale. Dopo il 25 Aprile le manifestazioni si sono moltiplicate, reclamando che la caduta del Duce e del Fascismo coincida con la fine della guerra. Gli scambi di opinioni tra Vicebrigadiere e subalterni si fanno concitati. Lui li redarguisce quando palesano opinioni di distacco e di allontanamento dalla stessa Caserma, esprimendo timori e preoccupazioni di restare abbandonati a se stessi, Li richiama ai doveri di onorare il giuramento fatto, di corrispondere agli ordini dei diretti superiori. Che non ci sono. Di sentirsi in dovere di rispettare la dichiarazione del Governo Badoglio….che andato a Brindisi con il Re ha formato un Governo temporaneo che improvvisa decisioni controverse.
Nei giorni successivi alla caduta e arresto del Duce crescono in Caserma, come dappertutto, i travagli di coscienza. I doveri di militare intesi ad onorare la divisa si scontrano con il tumultuoso avvicendarsi di disordini e contrordini: la gente reclama la fine della guerra e si provocano tumulti. Il Governo in carica ordina di sedare i tumulti, impedire manifestazioni e assembramenti superiori a tre persone. In tutta Italia vengono uccisi centinaia di manifestanti. D’Acquisto tiene fermo il senso del suo dovere e lo chiede ai subalterni. Con ragionamenti che rivelano un suo grave disagio e danno agli appuntati occasione di indicargli le contraddizioni tra ciò che sente e pensa e ciò che intende ancora fare per mantenersi nell’alveo dei suoi “doveri”. Nelle sue espressioni e nel suo operato manifesta però sempre più la decisa contrarietà a quanto sta avvenendo. Ne è dimostrazione chiara la sua decisione di nascondere in Caserma un ricercato dai gruppi nazifascisti.
L’episodio dello scoppio della boma, la uccisione di due soldati tedeschi avvenuta in quella postazione abbandonata, il rastrellamento voluto dal comandante tedesco, la sua pervicace volontà di pretendere dal Vicebrigadiere la consegna di un responsabile, la cattura di 22 innocenti presi per strada, la preparazione di una loro imminente fucilazione, fanno emergere il vero animo di quel giovane. Nobiltà e generosità rimangono le qualità profonde vissute senza tentennamenti nell’esporsi, vittima innocente, alla fucilazione in cambio dei 22 salvati dal suo gesto.
Il suo corpo resta steso a terra dopo i tonanti nefasti colpi di fucile diffusi dagli altoparlanti, togliendo il respiro agli astanti tutti, spettatori e protagonisti.
Ma, se la vicenda umana e militare di Salvo si è conclusa con lo stramazzo del suo corpo al suolo e l’attribuzione di una medaglia, quella più intima, spirituale e religiosa sta proseguendo.
Nel senso che, come informa il prof. Plastino, è in via di espletamento una causa di beatificazione.
La rappresentazione si chiude con i saluti nominativi di tutti coloro che hanno collaborato e di tutti i ragazzi presenti, che hanno sfilato sul palco. Oltre una cinquantina, a dimostrazione del grande meritorio sforzo compiuto per realizzare un’ ennesima apprezzatissima edificante sperienza didattico-educativa e formativa. Non solo per i protagonisti. Ma anche per i numerosi spettatori, che, lasciate nelle case le immagini televisive delle distruzioni , devastazioni, crudeltà della guerra in corso in Ucraina, hanno potuto godere per oltre due ore di uno spettacolo che ha indicato dal “vivo”, quanto crudele, ingiusta e disumana è la Guerra in ogni suo aspetto e conseguenze.
E di come, se si vuole evitare la Guerra, è necessario preparare e avere comportamenti di Pace. L’inverso di quel che si vuol continuare a fare.
Angelo Falbo
PS: La volta scorsa non avvenne. Questa volta unitamente alla pubblicazione dello scritto invierò una lettera al Prefetto con l’invito ad avere attenzione alle attività che si svolgono nella Scuola. Meritano di essere ricordate in occasione dei diversi modi di attribuzione di riconoscimenti e di onorificenze.

























