La ’ndrangheta crea falsi miti e false aspettative: c’è bisogno di verità, c’è bisogno di donne.
Nasce così “Donne custodi – donne combattenti”, il nuovo e atteso libro, Rubbettino editore, del magistrato piemontese Marisa Manzini, già autrice del volume “Fai silenzio ca parrasti assai”, sintesi eloquente di un vuoto etico diventato un trampolino di lancio grazie al coraggio del Procuratore generale di Catanzaro.


La manifestazione di educazione alla legalità è promossa in quel di Lamezia dalla libreria Tavella di concerto con il Chiostro Caffè letterario e dal sistema bibliotecario lametino.
Incontreranno l’autrice il giornalista Arcangelo Badolati e il Procuratore generale di Catanzaro Giuseppe Lucantonio.
Marisa Manzini, più volte minacciata dalla cosca Mancuso di Vibo Valentia, ha lavorato per anni alla Dda, ha presieduto lavori in Vaticano sulle connessioni tra mafia e religione e ha coordinato importanti inchieste giudiziarie sull’irrefrenabile cupidigia della ‘ndrangheta, sempre pronta a contaminare gli spazi dell’economia e della politica: non è una casualità che la Calabria sia tra le regioni più povere non solo d’Italia, ma d’Europa.
La legalità non è mai per sempre: servono parole, servono fatti.
Enzo Bubbo




























