Tempo di primavera, tempo di gruccioni migratori. A Marcedusa, la bella stagione, ancora una volta, regala uno spettacolo straordinario della natura: la migrazione e nidificazione di uccelli bellissimi.
I gruccioni sono dei volatili decisamente colorati e molto fotogenici.
È proprio questo il caso del gruccione, Merops apiaster in latino, una vera star nel mondo degli uccelli. Variopinti, curiosi, un simbolo colorato della primavera. I gruccioni passano la primavera inoltrata e tutta l’estate nel bacino del Mediterraneo, mentre nel periodo invernale li troviamo in Africa tropicale: viaggiatori instancabili.
Tantissimi i curiosi, ornitologici e non, che osservano in questi giorni a Marcedusa, i gruccioni impegnati nella costruzione del loro nido, scavando, a oltre un metro di profondità, nei costoni e falesie che caratterizzano il territorio marcedusano e il loro nome richiama l’inconfondibile verso onomatopeico del “gru-gru'”.

La zona prescelta, alle due estremità di Marcedusa, tra Mesoraca e la SS 106, è ideale per i gruccioni grazie al microambiente perfetto, costituito di vegetazione spontanea – ecosistema conosciuto come macchia mediterranea– e alla presenza di api, libellule e calabroni di cui vanno ghiotti. È un cacciatore molto efficiente, tanto da essere odiato dagli apicoltori in quanto fa strage di api, non a caso in inglese sono chiamati bee-eaters, ovvero “mangiatori di api”.
Un gruccione ha bisogno almeno di 250 insetti al giorno, anche per portare avanti la nidificazione. È un uccello gregario, ama la compagnia dei suoi simili ed è molto rumoroso. Se una società si misura dal rispetto per animali, Marcedusa ha una bella storia da raccontare: scelta dal gruccioni, rispetta i gruccioni.
di Enzo Bubbo

























