Il sito web ilReventino.it è lieto di presentare l’avvio delle “Lettere” indirizzate periodicamente a Raffaele Cardamone da Domenico Lanciano con alcuni interrogativi e ragionamenti sul razzismo, tema purtroppo di sempre triste attualità che andrebbe meglio conosciuto, arginato ed estirpato per quanto possibile. L’autore ha già donato la piena proprietà e i conseguenti diritti di tali “Lettere” allo stesso Raffaele Cardamone, componente di questa redazione e cofondatore del sito. L’iniziativa parte dall’indignazione suscitata recentemente da alcune espressioni offensive verso la Calabria da parte della compagnia aerea svizzera “Easy Jet” (aereo facile) e dalle edizioni australiane che producono la guida turistica “Lonely Planet” (pianeta solitario). A tutti auguriamo “buona lettura”.
Caro Raffaele,
all’origine delle presente lettera e delle altre che seguiranno c’è il tuo breve articolo “La compagnia aerea easy Jet e la Calabria: terra di mafia e terremoti” pubblicato su www.ilreventino.it mercoledì 24 giugno 2020. Intanto, se accetti, vorrei donare fin da questo stesso momento a te e ai tuoi eredi la piena proprietà e i conseguenti diritti d’autore di tutte le “Lettere” che ho intenzione di scriverti (a partire già da questa) sull’atavico accanimento di tipo razzistico verso la nostra Gente e sul razzismo in genere.


1 – LA GRAMIGNA
Come sanno specialmente i contadini, la gramigna è un’erba assai infestante e così tanto nociva per l’agricoltura da essere diventata il simbolo dei mali che si diffondono rapidamente, ma anche di persone o cose o situazioni che rappresentano un danno o un fastidio da cui è difficile liberarsi.


2 – IL RAZZISMO
Come la gramigna che ben conosco per la mia natura contadina, pure il razzismo è invasivo ed implacabile, pericoloso e spesso letale come un “virus” pandemico. Avendo una natura passionale e spesso irrazionale (ma con concrete radici nella realtà degli psico-drammi personali e sociali), il razzismo può essere considerato una “malattia” che, pur richiedendo sforzi immani, può essere comunque curata. Ci vuole un impegno speciale e dedicato. Più ci si dedica alla sua guarigione e proporzionalmente se ne possono vedere i benefici effetti. D’altronde è né più né meno come tutti i fenomeni umani che hanno bisogno di interventi forti e continui, di incessante controllo, di un’adeguata “manutenzione” costante o periodica. Come si suol dire: mai abbassare la guardia! E queste lettere intendono contribuire proprio a non abbassare la guardia, acquisendo sempre maggiore consapevolezza e sempre più decisivo impegno culturale e sociale.


Ecco, Raffaele, il recente caso di Easy Jet e di Lonely Planet tendono, con un’offesa che può apparire ingenua quasi ovvia, a intaccare la dignità di un luogo e di un popolo. Sicuramente non era un gesto di amicizia o di simpatia. E non sappiamo cosa c’è sotto ad una qualsiasi esternazione o da chi effettivamente è ispirata. Le cose, il più delle volte, non avvengono così, per caso o involontariamente, C’è sempre un retro-pensiero, consapevole o inconscio.


3 – NESSUNO È IMMUNE?
Caro Raffaele, come per i virus e la gramigna, forse nessuno di noi può dirsi completamente immune. Perciò, vale sempre l’umiltà di ripensarsi introspettivamente per analizzare onestamente persino la parte più intima, recondita ed inaccessibile della nostra anima. A riguardo, è proprio tersa come la riteniamo?
Ecco, queste mie lettere tenderanno ad avere più interrogativi che affermazioni. Pure dal momento che gli interrogativi sono alla base di ogni onesta conoscenza. Essenziale è farli e porseli con la più assoluta sincerità intellettuale, umana e sociale. Ma anche … con lungimiranza “escatologica”… sul fine ultimo delle cose e dell’umanità.
4 – RAZZISMO STORICO E INDIVIDUALE
Da ciò che ho capito finora, ritengo che non esista un razzismo di tipo assoluto e puro al 100% oppure, se esiste (ed è probabile che esita), dovrebbe essere confinato più nella patologia mentale che nelle organizzazioni sociali. Queste rispondono, più lucidamente e colpevolmente, a quelle logiche di supremazia territoriale, culturale e soprattutto economica che poi portano alle discriminazioni e persino a veri e propri genocidi.


La componente razzistica, posta alla base di tali operazioni coloniali, era ed è sempre necessaria per autogiustificare la decisione di invadere un Paese sovrano, di massacrarne la popolazione ribelle e di depredare il più possibile. Come ad esempio, Paese sovrano era il Regno di Napoli o delle Due Sicilie nel 1960 quando, con complicità anche internazionali che la storiografia sta via via sempre più nitidamente accertando, un pugno di uomini (mille si dice) al comando di Giuseppe Garibaldi, un generale guerrafondaio legato a trame massoniche accertate, ha aggredito un popolo pacifico come quello meridionale, con la scusa dell’Unità d’Italia e della libertà, portando ad una guerra e persino aprendo la strada ad un genocidio.


5 – ANTONIO GRANO SUL RAZZISMO DEL 1860
Il cosentino Antonio Grano (1938-2014) è un fulgido esempio dei tanti storici o storiografi che hanno indagato sulle espressioni razzistiche (popolari e istituzionali) usate contro il meridione italiano per giustificare l’invasione del Regno di Napoli. Le ha documentate e riportate nel libro Le parole sono pietre edito nel 2011 da Laterronia. Ho conosciuto Antonio Grano nel giugno 2001 alla presentazione di un suo libro su Papa Celestino V nella sala conferenze della Camera di Commercio di Isernia. Sociologo e sindacalista, Grano ha scritto molti più libri di quanti ne abbia potuto dare alle stampe, tutti a proprie spese. Un fulgido esempio di instancabile ricercatore delle verità storiche e di autentico amore per il popolo martire del Sud. Sarebbe nostro dovere civile e identitario conoscere meglio non soltanto l’Opera di Antonio Grano ma di tutti coloro che hanno speso la vita per la dignità delle Genti meridionali.


Antonio Grano ha documentato come e quanto la componente razzistica-repressiva sia stata determinante a tal punto e con una gravità tale che ha fatto rabbrividire persino gli Inglesi i quali pur avevano appoggiato l’operazione predatoria dei Savoia. E di predazioni razzistiche gli Inglesi erano i più esperti in ogni parte del mondo!


Caro Raffaele, ti propongo di leggere i seguenti sei libri pubblicati da Antonio Grano. Verranno i brividi pure a te! Oltre a Le parole sono pietre (2011), ci sono: La chiamarono Unità d’Italia (2009), Io, brigante calabrese (2009), Pietà per i vinti (2011), Il male oscuro dell’Italia unita e separata (2012), A sinistra della Questione meridionale (2013).
In particolare, ti pregherei di curare molto la lettura di Le parole sono pietre dove sono trascritti i discorsi razzistici fatti addirittura nel Parlamento savoiardo di Torino ai danni delle popolazioni meridionali. Soltanto a leggere questo libro, un qualsiasi italiano onesto avrebbe un moto di nausea e di ribellione per come è stato “storicamente” oltraggiato anche a parole, oltre che con le armi, il nostro Sud dal 1860 in poi. Gli assassini non sono eroi, come ci hanno fatto credere, ingannandoci, fin dalle scuole elementari! E’ necessaria una intera generazione onesta per riscrivere la Storia che ci riguarda e che i nostri avi hanno sofferto in modo così criminale. Ma ci sono ancora gli onesti in grado di riscriverla?… quindi siamo destinati a vivere nel buio, nell’ignoranza e nell’inganno storico chissà per quanto tempo ancora!
E non vorrei immaginare che gli episodi recenti della Easy Jet e di Lonely Planet siano avvenuti (sebbene in modo quasi goliardico) nel solco della ultrasecolare tradizione denigratoria del Sud e, in particolare, della Calabria!… E persino per indebolire la reputazione nazionale (anche turistica) a favore di altre località. Ci dobbiamo sempre chiedere “A CHI GIOVA?” qualsiasi cosa avvenga di torbido e inspiegabile contro di noi.
6 – LA RICONCILIAZIONE NAZIONALE
A spaccare l’Italia attuale non c’è soltanto l’atroce antimeridionalismo nordista (dai Savoia fino alla Lega di Salvini e collegati), ma è anche l’Italia delle stragi (più o meno di Stato), alcune delle quali è possibile che abbiano una componente persino razzista, come ad esempio quella del 6 dicembre 2007 all’acciaieria Thyssen Krupp di Torino (che cercherò di analizzare nella mia prossima lettera) o quella dell’aereo Itavia del 27 giugno 1980 conosciuta come “la strage di Ustica”.


Ecco, viviamo in un’Italia che non riesce a trovare non dico una riconciliazione ma nemmeno una serena convivenza nazionale dopo le troppe stragi perpetrate ai danni del popolo meridionale con l’invasione militare del 1860, senza nemmeno avere avuto “l’onore” di una formale dichiarazione di guerra al Regno delle Due Sicilie. Sostanzialmente, dal 1860 viviamo nel Sud in una situazione di occupazione politico-militare che alcuni meridionalisti affermano essere addirittura garantita dalle mafie, alleate dei poteri forti del Nord e dei politici più retrivi anche nostrani che ne traggono benefici anche elettorali.


7 – CADONO LE STATUE DEI RAZZISTI
La tristissima vicenda (anche di razzismo, espropriazione e impoverimento) subìta dal dissanguato Sud Italia è simile ad altre situazioni, come, ad esempio, i nativi delle Americhe (indiani, atzechi e indios, ecc.), dei nativi dell’Australia e di altre aree geografiche in Africa e in Asia, compreso il popolo ebraico o quello palestinese. In particolare, ancora adesso è il popolo afro-americano dei cosiddetti “neri” che sta pagando un prezzo altissimo di razzismi e persecuzioni, specialmente negli Stati Uniti d’America, ma anche qui da noi in Italia e, addirittura, da noi in Calabria (vedi le recenti ed attuali forti criticità di Rosarno) o altrove (nel Foggiano e in Campania).


Nonostante ciò in Italia restano le statue e le intitolazioni di vie, piazze e istituzioni ai Savoia, a Garibaldi e persino ai generali stragisti dell’esercito piemontese poi divenuto italiano. Ma qualcosa si muove nel dovuto revisionismo storico sul Risorgimento e sulla conquista piemontese del Sud. Ad esempio, le intitolazioni al feroce generale Enrico Cialdini (1811-1892) sono state ritirate in varie parti d’Italia. Infatti, a partire dai primi anni di questo nostro 21° secolo, diverse città (Venezia, Catania, Palermo, Riposto, Casamassima, Barletta, ecc.) hanno rimosso il suo nome dalle strade precedentemente intitolategli.




Oserei dire, caro Raffaele, che più statue savoiarde e filo-savoiarde cadranno e più l’Italia si rimetterà in forze e in salute. Tempo fa, con appositi comunicati-stampa (pubblicati da varie testate web) ho proposto di re-intitolare l’Altare della Patria a Roma (adesso dedicato a Vittorio Emanuele II) al “Milite Ignoto” (di cui c’è già la tomba) e ai Caduti sul lavoro inserendo la tomba di un “lavoratore ignoto”. La Repubblica Italiana non è forse fondata sul lavoro? E, purtroppo, da noi le vittime sul lavoro sono ancora troppe, oltre una soglia che potremmo definire “fisiologica” (dati i rischi) ma sarebbe meglio non ce ne fossero nel modo più assoluto (con le massime accortezze, senza pensare sempre al massimo profitto economico). Spero di affrontare pure questo aspetto dei “caduti sul lavoro e per il lavoro”, fenomeno che – ho notato – soffre pure di una componente razzista (come per la strage alla Thyssen Krupp di Torino del 6 dicembre 2007).


8 – LA CULTURA SCONFIGGERÀ IL RAZZISMO?
Caro Raffaele, non so come e quanto questo nostro viaggio attraverso le passioni individuali, collettive e storiche del razzismo e dintorni possa essere lungo e denso di utili riflessioni e ragionamenti. Di certo, sarà un documento del nostro tempo. Una testimonianza della nostra brama di desiderare e lavorare per un mondo migliore, possibilmente più giusto ed in Armonia, senza più razzismi, intolleranze e altre negatività.




9 – ISTMO PRIMA ITALIA
So che il tuo sito www.ilReventino.it s’impegna e lotta per la migliore rinascita delle nostre Genti, in particolare della nostra “Calabria centrale” dove – non dimentichiamolo – è nato il nome Italia.




A volte nel nome è incisa la propria fortuna, afferma un antichissimo proverbio!… Denominiamoci pure per questo “Provincia della Prima Italia”, sempre avendo come capoluogo amministrativo Catanzaro, città e comune che ha evidenziato nel suo sito internet la missione di difendere e valorizzare il fatto storico che il nome Italia è nato proprio qui, nell’Istmo d’Italia… della Prima Italia!


10 – SALUTISSIMI
Caro Raffaele, vedo che c’è parecchio lavoro da fare per noi calabresi (e, in particolare, per noi dell’Istmo della Prima Italia) per rilanciare alla grande la nostra Storia, la nostra Cultura, le nostre Risorse e vincere così, con i fatti, le “malelingue” che sparlano di noi e ci offendono pure. Dobbiamo arrivare ad un prestigio internazionale tale che devono a pronunciare il nome Calabria con il dovuto rispetto e persino con la devozione derivata dalla consapevolezza storico-culturale oltre che come “EDEN CALABRIA” come ho accennato nel mio articolo che hai pubblicato giovedì 25 giugno 2020 alle ore 22,38! Altro che razzismo! Gli altri popoli devono cominciare a conoscerci in modo adeguato e tale da essere la nostra migliore pubblicità in giro per il mondo! La Calabria Prima Italia deve stupire il mondo. Per fare ciò è necessario formare una intera generazione … la Generazione della Prima Italia!


Domenico Lanciano (www.ilReventino.it)
Azzurro Infinito, sabato 27 giugno 2020 ore 18,00 – Le foto sono state tutte prese dal web.




























