Per dare un po’ di sollievo alla salute di mia madre, ho trascorso i più caldi mesi di luglio e agosto 1988 ad Elce della Vecchia, una frazione montana del Comune di Guardavalle a 1100 metri di altitudine sulle Serre Joniche. Quell’estate fu terribile in quella zona, con un tragico bilancio di ben 3 morti ammazzati e 4 feriti. I motivi di tale strage?… Allora i Carabinieri, da me interpellati, mi dissero che molto probabilmente era opera della “mafia dei boschi”. Non ho poi potuto seguire il caso (che avevo trattato come corrispondente della Gazzetta del Sud), poiché dopo pochi mesi, il primo novembre 1988, mi sono trasferito definitivamente in Molise, nel mio esilio di Agnone.Ricordo un particolare agghiacciante. Mentre io e mia madre tornavamo a casa da una lunga sosta al “Faggio Grande” ho visto dal bosco di sinistra correre all’impazzata un mandriano per poi stramazzare morto sulla strada, proprio davanti alla mia automobile. La mandria di vacche ha proseguito senza di lui. Dopo aver telefonato ai Carabinieri, ho dovuto badare al traffico, poiché il cadavere era posizionato in una curva a gomito e poteva non essere visto da chi proveniva sia da una parte che dall’altra. E quella era proprio l’ora in cui passava l’autobus Bressi che portava i serresi al mare. Sconvolto da tale situazione, ho prodotto questo volantino del 10 settembre 1988.
3 – SALUTISSIMI
Caro Tito, tramite te, spero poter rendere gradualmente pubblici, soprattutto a beneficio delle nuove generazioni, alcuni documenti che interessano il nostro territorio e la nostra gente. Ovviamente, ho già inviato questi due “ciclostilati” agli Archivi di Stato di Catanzaro, Vibo e Reggio Calabria, augurandomi che possano interessare.
Alla prossima “Lettera n. 400” (bel traguardo). Intanto ti ringrazio ancora e sempre di tutto. Tanta cordialità e cerca di prepararti per “l’estate di Leonardo”.
Un fraterno abbraccio, Domenico Lanciano
Allegati:




























