A partire da gennaio del 2020, con leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia indicata dal piano dei trasporti regionale, sono stati avviati sia i lavori di ammodernamento/riarmo di tutti 112,475 km totali e sia la messa in sicurezza dei costoni franosi, della ferrovia Cosenza-Catanzaro. Tutto questo si inquadra nella riapertura dei 35,485 km sospesi, propedeutici a riallacciare su ferro, in un’unica soluzione di continuità, i due capoluoghi. Come sappiamo, infatti, e come ampiamente raccontato dallo scrivente[1], dal 19 febbraio del 2009 a causa di alcuni smottamenti[2] il tratto intermedio compreso tra Marzi e Soveria Mannelli è stato gradualmente interrotto e “provvisoriamente” servito da pullman[3]. Sono rimasti attivi i tronchi estremi da Soveria Mannelli a Catanzaro Città di km 39,979 (e quindi fino Lido[4]) e da Cosenza Vaglio Lise a Rogliano di km 25,890; le ripercussioni di non aver avuto un treno sono state rilevanti sul piano demografico e culturale.




PER APPROFONDIRE[6]
Tratta 01 – Cosenza Centro – Pedace; rinnovo tratti in galleria con rotaie tipo 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 02 – Pedace – imb. l/CS galleria Pietrafitta; sostituzione coppie in legno con coppie monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 03 – Imbocco l/CZ galleria di Pietrafitta – Rogliano; rinnovo tratti in galleria e rettifili con rotaie 36Uni e traverse monoblocco in c.a.p.v. e inserimento coppie monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 04 – Rogliano – Marzi; rinnovo con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 05 – Marzi – Scigliano; sostituzione piastrini di scartamento in opera con piastrini di scartamento speciali su traverse bi-blocco e sostituzione coppie in legno con coppie monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 06 – Scigliano – Colosimi; rinnovo con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 07 – Colosimi – Soveria M.lli; sostituzione piastrini di scartamento in opera con piastrini di scartamento speciali su traverse bi-blocco.
Tratta 08 – Soveria M.lli – San Bernardo; rinnovo con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 10 – km 70+700 – Serrastretta; rinnovo con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 11 – Serrastretta – km 81+600; sostituzione coppie in legno con coppie monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 12 – km 81+600 – Gimigliano; rinnovo con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Tratta 14 – Gagliano – Catanzaro Città – rinnovo armamento con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.
Inoltre, da Catanzaro Città-Catanzaro Pratica, vi sarà il rinnovo dell’armamento con rotaie 50E5 e traverse monoblocco in c.a.p.v.




Ai 53,5 milioni, nel quadro del Piano stralcio PON frane ed erosione costiera, si sono sommati altri 8.439,825 milioni ripartiti in due tranche di 4.207.491,64 e di 4.232.334,32, finalizzati alla messa in sicurezza di ben cinque frane, inseriti nei “Lavori urgenti di mitigazione del rischio idrogeologico e consolidamento dei pendii e del sedime ferroviario interessato dai movimenti franosi” [8]. Nel primo ammontare (4.207.491,64) sono stati inclusi gli smottamenti di Carpanzano, ai km 33+650, 34+300 e 39+000. Nella seconda quota (4.232.334,32) vi è stato un ulteriore surplus per il km 39+000, mentre il restante ha riguardato interventi in zona di Scigliano al km 43+350 e al km 44+400. Al piano in questione è stato dato via libera a dicembre del 2017, con l’analisi e dubbi sollevati dalle apposite commissioni ministeriali; perplessità alle quali la Regione ha prontamente risposto, evitando il de-finanziamento! Come osservabile dalle foto, i tecnici hanno operato un drastico rinforzo del pendio con il metodo di terrazzamento a più livelli, unitamente all’ausilio di muri in cemento armato e di gabbioni, quest’ultimi apprezzabili per il corretto deflusso dell’acqua e per stabilizzare i versanti[9].
- Quando verrà riaperta interamente?
- Il famoso studio di fattibilità che fine ha fatto?[10]










Le logiche gestionali e le politiche del territorio debbono essere formulate in conformità alle esigenze dei cittadini, che hanno necessità di godere dei servizi sociali basilari, in questo caso del diritto alla mobilità! Non può passare inosservato che nel territorio interno, pur avendo un’orografia che non ha consentito la costruzione di arterie stradali di livello, da quasi 100 anni esistono le “Calabro Lucane”! Linee ferroviarie che hanno portato sviluppo umano ed economico, limitando l’abbandono e l’isolamento. Si, anche da esse, da quello che abbiamo, dobbiamo ripartire, consapevoli che, come scriveva Sant’Agostino, “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose e il coraggio per cambiarle”.






























