Come faranno i professori a convincere i propri studenti che lo studio della Storia è importante? Qualcuno sarà disposto a crederci se si accorgerà che si può arrivare a ricoprire cariche istituzionali importantissime pur disconoscendo le più elementari basi della materia?


A pochi giorni di distanza, il presidente, che è espressione della maggioranza che governa la Calabria ma che dovrebbe rappresentare tutti i calabresi, è riuscito a far parlare ancora di sé grazie alle sue posizioni, espresse candidamente in aula, sul fascismo e sul razzismo.
Per il presidente il fascismo non sarebbe stato razzista, bensì avrebbe portato la civiltà in Africa, dimenticando (?) che è stato proprio il fascismo – volendo tralasciare la pagina nera del colonialismo che coinvolge anche le nazioni europee all’epoca considerate “democratiche” – a emanare le “leggi razziali” e a collaborare attivamente con Hitler nella realizzazione della Shoah: l’eliminazione sistematica di milioni di ebrei e altre categorie di persone considerate da quei regimi “inferiori”.
Se questo non è razzismo!… Un buon ripasso su un manuale di Scuola media sarebbe sufficiente a capire cosa è stato il regime fascista e cos’è il razzismo, da questo stesso regime prima teorizzato, anche attraverso la rivista «La difesa della razza» e un movimento di sedicenti intellettuali chiaramente al suo soldo, e poi tragicamente messo in atto.
Ai ragazzi che studiano ci permettiamo di suggerire noi la risposta: lo studio della storia è importantissimo, perché ci permette di non ripetere gli errori del passato. Ma la politica – in questa fase storica – sembra ignorare completamente questa semplice verità.
Raffaele Cardamone




























