
Ha animato costantemente Corso Garibaldi a Soveria Mannelli, ovvero la strada che, ogni giorno dell’anno, specialmente nei periodi estivi e durante le domeniche e i giorni di festa, si anima e dove la città ai piedi del Reventino vive, si incontra e parla.
Un luogo un po’ diverso dal solito cliché e che, in qualche modo, ha fatto storia e aveva creato quasi uno status symbol. Non che fosse un Piper o un Derby, per carità siamo lontani da certi luoghi, ma, sicuramente, il «Tirabusciò» (perché di quel locale stiamo parlando), ha cambiato, dal 2013 quando venne aperto, il modo di vivere e di concepire lo spazio sociale e di incontro a Soveria e anche nei centri circostanti del territorio.
Quando nel 2021, in piena pandemia, i proprietari sono stati costretti a chiudere per cause di forza maggiore, il corso e il paese tutto, si è come spento. Non si sentiva più suonare una nota (perché lì dentro si suonava, eccome), nessuna risata, magari anche un po’ fragorosa e scomposta, nessun rumore di bicchieri o bottiglie che si scontrano per “truzzàre”, ovvero brindare a qualcosa. Insomma, solo triste silenzio.

Dopo 4 anni di vuoto, però, c’è stato qualcuno a cui questo silenzio assordante, che significava mancanza di vita e di incontro e, contemporaneamente, aumento della solitudine da tastiera, dava troppo fastidio. E così si è preso la briga e, soprattutto, l’onere, di riaprire quel locale e di ridare vita a Corso Garibaldi, rimettendo in moto la giostra e con essa tutti i bei suoni che emetteva. Questa idea, tra non molto, si trasformerà in realtà e il Tirabusciò avrà una seconda vita – speriamo molto lunga.
Lui è Settimio Calabrese, un simpatico ragazzo trentenne, già con una famiglia, un lavoro solido sulle spalle (larghe) e tante esperienze nel mondo dell’associazionismo. Egli ha deciso di fare qualcosa per il luogo in cui vive e lavora. “Non potevo più sopportare l’idea che, passeggiando sul corso quelle serrande dove trascorrevamo, insieme agli amici, serate fantastiche, fossero perennemente chiuse e non ci fosse più nessuna vita. Era troppo. Così, preso il coraggio a due mani – perché ce ne vuole – mi sono deciso e ho ripreso esattamente l’idea che aveva così bene attecchito a Soveria Mannelli e che era diventato un punto di riferimento per giovani e meno giovani”.
PICCOLI AGGIUSTAMENTI SU UN PROGETTO VINCENTE
“Manterrò sostanzialmente la stessa idea originaria, ma con piccole variazioni – spiega Calabrese. Ci saranno più tavolini a disposizione dei clienti e meno poltrone. Si punterà moltissimo sulla cucina e il pezzo forte saranno gli aperitivi particolari e le serate a tema. Naturalmente con l’ausilio della buona musica live che ormai fanno davvero in pochissimi”.
RIPORTIAMO LA GENTE NEL NOSTRO TERRITORIO
“L’obiettivo principale di questa riapertura è riportare gente nel nostro territorio e promuoverlo attraverso idee e iniziative che incuriosiscano, e facciano vivere esperienze positive. Soprattutto d’estate, il Tirabusciò 2.0 (così si chiamerà ufficialmente il nuovo locale) darà l’opportunità di vivere nuovamente il corso della nostra bella città, dove si potrà finalmente passeggiare, assaggiare buon cibo stile finger food, bere qualcosa di buono senza spostarsi con tutti i rischi che comporta e ascoltare buona musica. Insomma, dopo tanti anni, è ancora qui la festa!”.


























