Il mito delle Sirene fu portato sulle rive dei nostri mari del Sud Italia dai coloni greci. Ed è talmente ancora diffuso che ogni località turistica cerca di vantarsi di essere stata la vera casa delle Sirene, che avevano il potere di ammaliare e incantare proprio come uno stupendo luogo turistico. C’è una versione di tale mito che interessa la Calabria e, in particolare, la costa tra Bagnara e Scilla (vedi << https://www.youtube.com/ watch?v= uFALVWiLKoA >> – Canti di Sirene – video di 8 minuti e 53 secondi ). Qui le Sirene avevano il compito di attrarre i naviganti che, nel doppiare lo Stretto tra Silla e Cariddi, si avvicinavano troppo alla costa calabra e rischiavano di essere risucchiati dai gorghi causati dall’incontro tra Jonio e Tirreno.

Tra tanto altro, tutti ricordiamo l’episodio di Ulisse che si fa legare all’albero maestro della nave per poter ascoltare il canto delle Sirene senza cedere al loro insistente incantesimo. Col tempo e le generazioni, il mito si è trasferito alla bellezza e alla possanza delle donne di Bagnara. La loro figura indomita è ben nota (<< http://www.upmed.it/eventi-hidden/11-07-la-bagnarota-figura-di-indomita-femminilita-calabrese >>).
Le Sirene, infatti, nascono come donne o divinità indomite persino nella ribellione contro una potente dea superiore come Demètra. Quindi, oltre alla bellezza, al fascino incantatore, le Sirene sono il simbolo di volontà tenaci ed indomite, capaci di realizzare grandi cose, al di là delle varianti mitologiche. Infatti la sirena Partènope dà origine nientemeno che a Napoli, Leucosia a Paestum e la sirena Ligèa (detta “la melodiosa”) all’odierna Terina-Lamezia. Non a caso proprio a Lamezia Terme, in Piazza San Domenico di Nicastro, dal 1998 esiste una statua, realizzata da Riccardo Dalisi e dedicata proprio a tale sirena Ligea.




La proposta del marchio di produzione e di lavoro “Sirene di Calabria” intende essere pure un caldo invito all’unione e, visti i difficili tempi attuali, anche alla pace tra i popoli. Meglio le “Sirene di Calabria” che le “sirene di guerra”. Ovvero un promemoria costante ed eloquente delle donne-madri per la pace!




























