Marzi – Una comunità cresce quando investe nella cultura. Per questo l’inaugurazione del piccolo cinemateatro “SalAmico”, in programma per il 21 giugno 2026, rappresenta un evento che va ben oltre l’apertura di una nuova struttura.
Il teatro, infatti, non è soltanto un luogo dove assistere a uno spettacolo o partecipare a una rassegna. È uno spazio capace di creare relazioni, favorire il confronto tra generazioni, custodire la memoria collettiva e stimolare nuove forme di espressione artistica. Dove esiste un teatro, esiste un presidio culturale che contribuisce a rendere più viva e dinamica una comunità.
L’iniziativa assume un significato ancora più importante perché nasce nel cuore del centro storico di Marzi, contribuendo a rafforzarne il ruolo come luogo di incontro e aggregazione. Qui troveranno spazio cinema, musica, spettacoli, incontri culturali, presentazioni di libri e momenti dedicati alla valorizzazione delle tradizioni locali. Il taglio del nastro è previsto alle ore 10.
A seguire sarà proiettato il docufilm “Amarcord Marzi”, un’opera che richiama ricordi, volti e storie della comunità, con una replica programmata nel pomeriggio.
Il merito della realizzazione del progetto va attribuito a Mimmo Tucci, figura da anni impegnata nella promozione culturale e nella comunicazione territoriale. Conosciuto per il suo talento creativo e per la capacità di raccontare persone, eventi e tradizioni, Tucci ha costruito nel tempo un’importante esperienza attraverso Radio Flash Sud e le produzioni televisive che documentano la vita dei paesi del comprensorio.
Con il cinemateatro “SalAmico” si completa idealmente un percorso che lo ha visto protagonista prima nel mondo della radio, poi in quello della televisione e oggi anche nel teatro. Un’iniziativa che testimonia come passione, creatività e attaccamento al territorio possano tradursi in opere concrete al servizio della collettività.
L’apertura della nuova struttura rappresenta dunque un’opportunità non soltanto per Marzi, ma per l’intero territorio del Savuto. In un tempo in cui i piccoli centri sono chiamati a contrastare spopolamento e impoverimento sociale, investire in luoghi di cultura significa offrire nuove occasioni di partecipazione, favorire il dialogo e mantenere vive le identità locali.
Il “SalAmico” si candida così a diventare un punto di riferimento per quanti credono che arte, cinema, musica e teatro possano ancora contribuire alla crescita umana e civile delle comunità.






























