“Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per restare”. Recita così una nota citazione che racchiude fortemente il senso di “turismo delle radici”.
Si sente spesso parlare semplicemente di turismo, ma è usata un po’ meno quest’ulteriore locuzione: il turismo delle radici non è altro che l’insieme di quelle attività relative a viaggi e soggiorni compiuti per ricercare l’origine, la discendenza e le tracce di famiglie e di stirpi, per indagare i possibili legami di parentela, di affinità e di attinenza fra il turista con altre persone, cose e territori.
Si tratta di un turismo prevalentemente internazionale, indirizzato spesso verso piccoli centri sconosciuti e volto a favorire la nascita di nuove destinazioni, oltre che a contribuire allo sviluppo economico dei territori in questione.
I “turisti delle radici” si recano presso i propri Paesi di origine con l’intento di conoscere il territorio di appartenenza dei loro antenati, la loro cultura e le loro tradizioni, così da riallacciare una connessione e scoprire una seconda casa. Si tratta di un segmento turistico in forte crescita nell’ultimo decennio, che può rappresentare un’importante fonte di sviluppo sostenibile per i piccoli borghi calabresi, realtà spesso poco conosciute e non incluse negli itinerari tradizionali, ma con un grande potenziale economico legato alla ricezione turistica.


La figura professionale che si formerà sarà quella di “Esperto in organizzazione e gestione del turismo delle radici”: ritrovare le proprie radici potrebbe significare ritrovare le innumerevoli ricchezze e bellezze di un Calabria a cui sentiamo di appartenere e verso la quale ci riporta quell’incalzante nostalgia mista a una buona dose di curiosità.
Dott.ssa Innocenza Giannuzzi – Presidente Confartigianato Turismo Catanzaro



























