Riscoprire il dialetto, in particolare quello decollaturese, per rivalutare e ridare voce e anima ad un intero territorio. Una mission non casuale, poiché il dialetto del Reventino è una lingua comune che abbraccia tutti i circa trenta paesi che appartengono a quest’area racchiusa in ben tre provincie calabresi.
L’occasione è stata la presentazione del libro di poesie in vernacolo del cantautore decollaturese Gianfranco Maruca. Una vita dedicata alla musica, anzi, una vita con la musica nell’anima e nel cuore e la grande passione, appunto, per il dialetto. Questo è “Gucce d’acqua”, l’interessante e sorprendente volume scritto un paio d’anni fa da Maruca, che raccoglie una serie di liriche, nate come canzoni – come rivelato nella nostra videointervista dallo stesso autore – ma poi pubblicate proprio sottoforma di poesie.
La manifestazione si è svolta nella Sala consiliare del Comune di Decollatura alla presenza, oltre che dell’autore, anche della sindaca, Raffaella Perri, del presidente della Pro loco, Michele Astorino e di Francesco Talarico dell’associazione ‘U hocularu di Petronà, fra l’altro, colui che sta, di fatto, promuovendo il volume.

Citavamo le similitudini nella vulgata del Reventino, ma non si può proprio sottacere quelle tra il dialetto decollaturese e quello petronese e ciò fa capire come mai, nonostante la distanza geografica la promozione di Gucce d’acqua stia arrivando proprio da quei luoghi così apparentemente lontani, ma estremamente simili.
Nelle nostre interviste, comunque, Talarico e Maruca ben spiegano l’importanza del dialetto in generale e la sua particolare versatilità fonetica nel tradurre e rendere al meglio alcune frasi e modi di dire altrimenti intraducibili in italiano.
L’evento, che ha raccolto un nutrito pubblico di curiosi e amici di Maruca, è stato aperto proprio da Talarico che ha letto una delle liriche del libro. Altre saranno lette da alcuni giovani decollaturesi nell’arco della serata.
Il presidente Pro loco, Astorino ha sottolineato, in apertura, come “Le poesie di Gianfranco Maruca con cui ci conosciamo fin da ragazzini, parlano dei grandi temi umani con ironia e semplicità, denunciando, al contempo, le assurdità del nostro tempo. Le sue poesie, come tante gocce d’acqua, dopo una pioggia, creano un terreno umido e fertile dove si mescolano i suoi pensieri, così ci riesce a stupire, aprire orizzonti sensibili e rievocare la nostra dignità umana”.

La sindaca Perri ha ringraziato Gianfranco Maruca “A nome di tutta la popolazione per questo bellissimo libro, di grande valore, soprattutto linguistico. Perché il suo non è il dialetto complicato e di difficile comprensione proprio di Michele Pane, ma è semplice e mischia terminologia arcaica e moderna in un ensemble molto godibile e scorrevole nella lettura. E’ strano – ha aggiunto Perri – per me che lo conosco da sempre, leggere i suoi versi e provare la sensazione di sentirlo parlare, come quando ci si incontra e ci si ferma a chiacchierare. Non capita sempre, infatti, di poter celebrare un paesano per un lavoro così particolare, anche perché noi Gianfranco lo conosciamo soprattutto in veste di musicista, ma è un piacere scoprirlo anche sotto questo aspetto”.
Questa breve sintesi del pomeriggio che lo scorso 22 novembre ha visto sul proscenio decollaturese uno dei suoi figli più talentuosi, introduce le due videointerviste. Buona visione.



























