
di Irene Talarico –
Nei giorni scorsi, presso l’Officina della Cultura e della Creatività di Soveria Mannelli, si è tenuto l’incontro “Mode e Modi di Donne: moda –gioielli – cibo”, organizzato alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna; e fortemente voluto dalla sezione FIDAPA di Soveria Mannelli. La federazione, da sempre attenta a promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari; promuovendo i diritti femminili, la parità di genere e il valore delle donne in campo professionale e culturale.
A coordinare la serata l’attuale presidente dottoressa Francesca Falvo coadiuvata dalla Past President e Young distrettuale Rosa Pulerà.
L’evento rientra nel tema internazionale 2024/2027: “Ispirare, Innovare, Potenziare, Trasformare: insieme plasmiamo un futuro sostenibile”, nel progetto di intersezione, dell’ambito economico “Made in Italy”.
Durante la serata, sono state presentate delle artigiane emergenti e non, dell’imprenditoria femminile del territorio del Reventino.
Dove l’abito, indossato, creato, e “l’abitare” hanno fatto da garante all’interno della serata.
Tra le espositrici invitate: il pastificio di Soveria Mannelli, della famiglia Cardamone, i dipinti di Luigia Boccalone, le confezioni di cucito di Valeria Fazio, le squisite creazioni dolciarie di Pina Luzzi e Francesca Velardo, le creazioni orafe dell’artista emergente Benedetta Cerra.
A seguire un dibattito sull’importanza della figura femminile nella storia della moda, un excursus sull’importanza che l’abito ha avuto nella scena per la donna dalle origini fino ai giorni nostri di Haute Couture raccontato da Rosa e dallo stilista nazionale Benedetto Talarico.
La serata si è conclusa con il défilé di tre note fashion designer della zona. Gli abiti da cerimonia, tra damigelle e volant presentate da Serenity. Le stampe sognanti ed iconiche di MyraCrea. Il tocco glamour e cosmopolita firmato Overline.
A sfilare – non modelle professioniste – ma ragazze del territorio che per l’occasione hanno deciso di mettersi in gioco.

Territorio, eccellenze del territorio, dunque. Resilienza, restanza, impegno, investimento, queste sono state le parole chiave della serata che ha voluto celebrare le donne e le imprenditrici del nostro territorio che da anni – oramai – si battono per portare oltre i confini territoriali, la caparbietà e la sapienza della loro maestria.
Artigianato, dunque, creatività, menti locali, ‘cervelli’ che hanno deciso di investire nella provincia che le ha formate e che le ha portate a guardare oltre. Non dimenticando mai le origini, le radici, i profumi, i dettagli del massiccio del Reventino.
In occasione della Giornata Internazionale (dei diritti) della Donna, tra Mode e Modi di Donne, presentiamo le donne che sono state invitate all’evento, e che rappresentano “tra le eccellenze”, e l’esempio di come prendere spunto, nel nostro territorio:

Rosa Pulerà si è laureata in Accademia delle Arti Orafe di Torino nel 2012, e successivamente si è specializzata nel riconoscimento della gemme preziose a Roma. Tra le sue passioni principali ci sono: i gioielli, le gemme, l’arte, il design e la storia dell’arte e del costume. Nel 2016, ha deciso di coniugare e di costruire il suo futuro lavorativo nel paese in cui è nata, Decollatura, aprendo il suo laboratorio orafo Rosecut, (oggi, coadiuvata dalla sorella Francesca).
In continua formazione e studio ha continuato a specializzarsi per diventare un perito in preziosi, presso banche e tribunali. Le sue creazioni sono esposte in molti musei italiani, e all’estero – tra cui l’Ara Pacis di Roma, e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Nel suo lavoro da artigiana cerca di unire tutte le competenze per creare delle linee di gioielli fatti bene con un design contemporaneo, tenendo conto e cura di tutte le fasi di produzione artigianale e avendo un occhio di riguardo verso l’arte e i nuovi linguaggi del design e della comunicazione visiva.

Maria Francesca Cozza è Miracrea. Laureata in Valorizzazione dei Sistemi Turistico Culturali decide di proseguire la sua formazione e la sua passione presso l’Accademia di Costume e Moda di Roma. Nella scuola, oltre alla necessaria formazione tecnica sui materiali, sul design del tessuto e sull’illustrazione, ha avuto modo di confrontarsi con l’analisi storica, con la realtà del sistema moda e con un progetto eseguito con due grandi case italiane: Valentino e Diesel. Proprio questa esperienza, le ha permesso di focalizzarsi, con particolare interesse, sul fashion management: dal marketing alla brand strategy, passando per l’analisi dei trend fino alla strategia di lancio di una collezione.
Rientrata in Calabria, nel 2014, ha partecipato alla diciottesima edizione del concorso internazionale del festival Modamovie, vincendo il primo premio con due abiti ispirati al “classico” inteso come tradizione. Sottolineando l’importanza del dare una seconda vita a tessuti dimenticati e ai vantaggi ambientali dell’ upcycling, nel mondo della moda.
Nel suo paese d’origine ha voluto investire, aprendo la sua sartoria, dove crea ed espone collezioni in edizione limitata di abiti sartoriali da donna con tessuti stampati che raccontano il territorio “da cui tutto deriva” con particolare focus sull’immensa bellezza della Calabria. Il suo obiettivo è: “conservare nei sensi il profumo, i suoni e le luci dei luoghi nei quali è nata”, facendolo, ovviamente, attraverso i suoi abiti.

Luigia Boccalone
Dopo il diploma al Liceo Artistico di Catanzaro, sceglie di evolvere verso un percorso indipendente e istintivo la sua arte, affermandosi come Maestra della pittura informale e materica.
Cresciuta nello studio di architettura del padre — architetto e professore di modellato — respira arte e progettazione fin dall’infanzia, apprendendo i segreti della prospettiva. Il suo rapporto con l’arte, con la pittura ha avuto sempre al centro l’universo femminile, con i suoi sogni, la sua caparbietà, la sua forza.
La sua ricerca, che esplora l’ignoto tra materia e cosmo, ha raggiunto dei traguardi importanti, soprattutto di recente: I Premio Pittura Informale e alla Carriera presso il MARCA di Catanzaro (2025). I Premio Pittura Informale a Cosenza (2025). Menzione Speciale per la Ricerca Artistica presso l’Ex MAM (2024). Due le opere esposte all’interno dell’Officina delle Arti: “Sognando fra le stelle”, ed “Ecate”.

Cake Lab
Cake lab è un laboratorio di pasticceria che nasce a Panettieri nel 2023 da un’idea semplice e da un po’ di incoscienza di due amiche: Pina Luzzi e Francesca Velardo, con la passione per i dolci.
Il loro desiderio è riportare nella quotidianità il profumo dei dolci artigianali, quelli che sanno di casa e di tradizione. Per questo scelgono con cura ogni ingrediente, senza ricorrere a preparati industriali cercando di garantire dei prodotti sempre freschi. Aggiungendo un tocco creativo e moderno ai sapori di una volta, cercano di dedicare particolare attenzione alle scelte delle materie prime e soprattutto a chi ha esigenze alimentari specifiche. Senza rinunciare all’originalità della tradizione pasticcera e al gusto.

Benedetta Cerra
Studentessa presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, cresciuta nell’oreficeria del padre, ha scelto di intraprendere il mestiere di orafa perché per lei l’artigianalità rappresenta un’eredità preziosa, trasmessa da sempre da suo padre. Il suo primo maestro. È stato proprio lui a trasmetterle questo lavoro, insegnandole ogni gesto, ogni tecnica, e, soprattutto, l’amore per quest’arte. Con il trascorrere degli anni, una semplice passione si è trasformata in consapevolezza: la consapevolezza che l’oreficeria non è solo un mestiere, ma una vera e propria forma d’arte. Un’arte che permette di creare dal nulla qualcosa di unico, carico di significato. Ogni materiale ha una propria anima, caratteristiche da studiare e comprendere, tecnicismi da padroneggiare per poterlo valorizzare al meglio. È proprio qui che risiede, la magia di questo lavoro, per Benedetta, nell’incontro tra tecnica e creatività. Per l’orafa il gioiello diventa un amuleto, carico di significati personali. Racchiudendo storie, momenti delicati, ricordi importanti, che le vengono affidate, custodendo emozioni diverse e profonde.

Pastificio Cardamone
Quando si parla di pasta – nel nostro territorio – non si può non fare riferimento al Pastificio Cardamone. Nato nel 2008, e ubicato nel nucleo più antico del Comune di Soveria Mannelli: San Tommaso. Paese storico, dalle antiche origini, che precedono di molto la nascita del Comune stesso
Le sorelle Paola e Giovanna Cardamone – nel loro progetto – hanno voluto unire storia e tradizione, arte e cultura, rifacendosi a tradizioni antichissime tramandate della pasta calabrese.
Le loro ricette hanno da sempre avuto l’intenzione di promuovere, valorizzare e aggiornare le tradizioni alimentari e gastronomiche locali e, nello specifico, della zona del Reventino e della Presila Catanzarese, recuperando i sapori antichi e gli odori dei nostri territori.
Le loro ricette, tramandate da generazione in generazione, cercano di rispondere ai requisiti che il mercato contemporaneo impone, rispettando la tradizione e soprattutto la qualità artigianale. In particolare, la specialità sta nell’utilizzo dell’acqua dall’altopiano Silano.

Serena Roperti, modellista, fashion designer si è specializzata e formata all’Accademia della Moda di Napoli – filiale di Cosenza.
Pur non avendo respirato, fin da piccola, in casa, l’aria del filo e del cucito, capisce, da subito, che la sua strada è quella dell’estetica, delle forme d’arte, della moda.
Così, crea un piccolo regno di cucito, riservato, dove la notte e intere giornate trascorre a creare, modificare, montare, smontare e rimontare; e dove la voglia di imparare, scoprire, sperimentare è più forte di tutte.
Il suo fashion brand Serenity è in fase di lavorazione. E presto presenterà delle creazioni e dei nuovi progetti che troveremo sul mercato territoriale.
Intanto, collabora e si fa le ossa in un atelier di abiti da sposa e cerimonia, approfondendo sempre di più le sue conoscenze; soprattutto, perché, affiancata da professioniste che cercano di tirare il meglio da lei.
La sua aspirazione più grande è quella di rendere felice, ogni Donna, che indossa un suo abito.

Valeria Fazio è una artigiana del cucito.
La sua passione per l’artigianato, l’odore del cucito, dell’ago e del filo, le viene tramandata ed ereditata, dalle mani sapienti di sua nonna e sua madre.
A Serrastretta crea il suo laboratorio Bees Emozioni di Stoffa, con l’intento e l’idea dell’alveare. La sua filosofia di vita e di stile è uguale a quella delle api – che possano salvare il mondo. Secondo Valeria anche l’artigianato locale può contribuire a preservare la bellezza che ci circonda; attraverso le creazioni fatte a mano. Ogni pezzo realizzato è un’espressione della sua passione e dell’attenzione che riserva alla cura dei dettagli, pensato per suscitare emozioni e celebrare l’originalità.
Il suo intento non è solo quello di creare un oggetto fisico con le mani, ma di riuscire a raccontare anche delle storie, che stanno dietro l’handmade, rendendo ogni articolo un viaggio unico attraverso la materia e le emozioni.

Benedetto Talarico è uno stilista free-lance di fama nazionale.
Dopo aver conseguito la maturità, nel 2004, intraprende il percorso professionale presso l’Istituto Mediterraneo per il Design di Catanzaro, dove acquisisce le conoscenze utili per l’inserimento nel mondo del lavoro, e affina sempre di più le sue tecniche.
Diverse le esperienze decennali, presso sartorie ed industrie del settore che lo portano ad acquisire insieme alle conoscenze, le competenze per poter avviare in maniera autonoma un progetto tutto suo, che desidera da tempo, ovvero: esprimere attraverso un linguaggio non verbale quello che significa fare moda.
Prende parte, a diverse manifestazioni e concorsi per giovani designer, a livello nazionale, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi.
Tra i tanti, nel 2017, riceve il premio per i giovani designer “La Grotta dei desideri” di Amantea, e nello stesso anno riceve dalla sezione FIDAPA, il premio “Dalla parte delle donne”, patrocinato dal comune di Amantea.
Conosciuto a livello nazionale, partecipa, dal 2023 al 2024, alla Mostra del Cinema di Venezia curando gli outfit dell’attrice e modella Francesca Galeotti.
Il suo contributo al mondo della moda, ha reso possibile dare una visione personale al mondo del Couture, oltre a dare lustro, all’intero territorio di appartenenza, viste le numerose pubblicazioni su magazine nazionali, e i valori mai dimenticati della sua città natale.

Elisa Gigliotti è una stilista che recentemente ha creato a Soveria Mannelli uno spazio tutto suo, con la nascita del brand OVERLINE, ovvero “oltre”, “oltre la linea”.
Fin da piccola scopre ed è attratta dalla passione per il disegno, le forme, i colori; che considera il suo modo di comunicare, esprimere e dare voce al suo modo di essere.
Si forma all’Accademia della moda di Napoli sede di Cosenza, dove affina le sue conoscenze, le sue tecniche, e dove tra i banchi di scuola, tra uno schizzo ed un altro è profondamente grata alla sua insegnante e mentore Elisa. Che le insegna il valore dell’artigianalità, della precisione, del rispetto per ogni singolo dettaglio.
Dopo aver fatto esperienza lavorativa in giro per l’Italia, occupandosi in aziende di produzione seriale, industriale e d’ufficio; decide di creare e fondare un progetto tutto suo. Così unendo la sua anima artigianale alla visione imprenditoriale, crea il suo brand nei territori che l’hanno vista nascere. Ed è proprio dal Reventino, attraverso la sua arte, che vuole lanciare il suo messaggio, i suoi obiettivi:
“Andare sempre oltre la linea, oltre i confini, oltre le aspettative, oltre le etichette. Con forza, libertà, identità. E dimostrare attraverso le uscite in magazine internazionali, che l’artigianato, la visione, l’imprenditoria, i sogni non hanno coordinate geografiche.”
In merito all’evento organizzato e in occasione della giornata dell’8 marzo, la Presidente Francesca Falvo ha voluto lasciare il suo messaggio di ringraziamento e di augurio:
“Volevo ringraziare tutte quante voi. L’evento è stato fortemente voluto – ha detto – da me e sostenuto da tutte le socie con grande entusiasmo. È stato molto faticoso gestire dietro le quinte, contattare le stiliste, coordinare il tutto. Ma, alla fine, sapevo che ne sarebbe valsa la pena, sapevamo come FIDAPA che ne sarebbe valsa la pena. Soprattutto perché si è lavorato in grande team. Ringrazio le 23 socie, ringrazio il direttivo. Alla fine la sala piena, la sala piena oltre la sua capienza ci ha dimostrato che ci abbiamo visto lungo. Per me è stato tutto una grandissima emozione. Dall’idea seminale fino alla riuscita dello stesso. Forse, è l’evento che emotivamente mi ha segnata di più, e che ho sentito con particolare intensità, e forse, per la prima volta si è anche percepito. Di solito – mi dicono – che sono brava a gestire la mia emotività, a trasmetterla, questa volta non so. Ma va benissimo così, perché la bellezza è data proprio e anche dalle emozioni. Spero che è rimasto di questo evento anche l’aspetto storico-culturale; perché l’8 marzo non è solo una serata con le amiche in goliardia. Lo è oggi. Ma, in passato, ci sono state Donne che hanno lottato per avere questo 8 marzo. Chiedevano pari diritti, pari dignità, pari salari, orari di lavoro migliori. Sono scese in campo per dire: «Stop to the War» – «rivogliamo i nostri figli, uomini, a casa»”.

“Hanno pensato – ha aggiunto la Falvo – che, forse, l’unico modo, era proprio riunirsi tra di loro, perché io resto dell’idea che il peggior nemico delle donne, sono le donne stesse. Ma, quando delle donne si uniscono, creano una catena che nessuno può spezzare! E, quelle donne, dal lontano 1909, fino all’istituzione della Giornata Internazionale della Donna, avvenuta grazie all’intervento dell’ONU nel 1975, ci dice proprio quanto questa catena sia cresciuta e quanto ancora dobbiamo farla crescere. E, noi, come FIDAPA, come fidapine, speriamo proprio di farla crescere.
Oltre a ciò, quello che ci auguriamo è che sia passato il messaggio: “non è un abito che fa bella una donna, ma è la Donna che fa bello l’abito”.

“Invitiamo ogni donna – ha concluso la presidente Fidapa – a trovare la bellezza dentro di sé. A guardarsi dentro, e quando magari, non ci riesce, ecco, può affidarsi al mondo delle stiliste, delle artigiane che possono aiutarla a farlo. La bellezza è veramente nella capacità di conoscersi. L’unico abito che è veramente bello è quello di essere aderenti a sé stesse.”.


























