Il riconoscimento “Lude del Sud” dopo la prima edizione diventa Biennale, l’annuncio è stato dato nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la libreria Mondadori di Piano Lago, appuntamento che ha registrato una significativa partecipazione sia da parte degli operatori dell’informazione sia del pubblico. I lavori sono stati seguiti in diretta grazie alla ripresa curata da Domenico Tucci per RVF, consentendo una più ampia diffusione dei contenuti e delle riflessioni emerse (sotto il LINK per visionare la registrazione).
La Biennale nasce come evoluzione naturale di un percorso culturale e sociale promosso dalle testate giornalistiche L’Eco della Valle e Il Reventino, impegnate da anni nella valorizzazione delle buone pratiche, delle eccellenze e delle energie positive presenti nei comprensori del Savuto e del Reventino.
Alla conferenza stampa erano presenti il direttore de Il Reventino, Santino Pascuzzi, il direttore de L’Eco della Valle, Francesco Garofalo, e il decano del Comitato Tecnico Scientifico, prof. Eugenio Maria Gallo, letterato, poeta e scrittore. Hanno inoltre portato il loro contributo il direttore della testata Savuto Web, Gaspare Stumpo, e il titolare di RvF, Domenico Tucci, che ha documentato integralmente l’incontro.
Tra i presenti figuravano anche diversi insigniti della Riconoscenza Sociale e Culturale “Luce del Sud”, conferita nel corso della cerimonia svoltasi lo scorso mese di ottobre a Marzi, nella cornice del Salone della Cinematografia, con il patrocinio del Comune di Marzi e della Provincia di Cosenza.
Nel corso della cerimonia di Marzi sono stati insigniti accademici, magistrati, imprenditori, professionisti, religiosi e scrittori che hanno saputo trasformare idee e visioni in progetti concreti, capaci di generare valore sociale, culturale ed economico. Uomini e donne che continuano, con il loro impegno e la loro passione, a rappresentare esempi positivi per le comunità locali, offrendo modelli credibili soprattutto alle nuove generazioni. Il riconoscimento è stato esteso anche ai familiari di coloro che hanno lasciato in eredità opere e messaggi di grande spessore umano e civile. «La nascita della Biennale Luce del Sud – ha sottolineato il prof. Francesco Garofalo – rappresenta un fatto dirompente per la cultura comprensoriale, perché mette in luce l’esistenza di un Savuto, di un Reventino e di un Sud radicalmente diversi dalla narrazione disfattista e stereotipata di un Mezzogiorno piagnone e privo di prospettive». Le testimonianze emerse durante la cerimonia di Marzi e richiamate nel corso della conferenza stampa hanno restituito l’immagine di un Sud vitale, operoso e propositivo, in cui esperienze reali e risultati concreti dimostrano che il cambiamento non solo è possibile, ma è già in atto.
«I problemi strutturali e infrastrutturali esistono – ha aggiunto Garofalo – ma proprio per questo richiedono soluzioni. E le soluzioni passano dalla valorizzazione di chi, con sacrificio, rispetto della legalità e tenacia, ha dimostrato che raggiungere risultati positivi nel Savuto-Reventino e nel Sud è possibile ed è anche fonte di crescita collettiva».
In questo quadro si colloca la Biennale Luce del Sud, che il prof. Eugenio Maria Gallo ha ribadito si presenta come una vera e propria “Pedagogia della Riconoscenza”: un approccio nuovo, capace di esprimere gratitudine sociale e culturale andando oltre la logica tradizionale della premiazione e riconoscendo il valore profondo dell’impegno civile, umano e professionale. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il nuovo progetto che sostiene la Biennale, segnando la maturazione di un cammino avviato grazie alla collaborazione tra le testate giornalistiche locali e ora pronto ad ampliarsi, coinvolgendo altre realtà dell’informazione, del mondo istituzionale e dell’associazionismo territoriale.
«Una collaborazione – come ha rimarcato Santino Pascuzzi – che prospetta il fatto che le realtà del Reventino e del Savuto, con i centri urbani di riferimento di Soveria Mannelli e di Rogliano che nel passato rivestivano un ruolo trascinante e di riferimento, per esempio con i due ospedali, restano attuamente uniti nella stessa sorte di smatellamento che si riscontra per altri settori come la cessazione degli uffici del Giudice di Pace soppressi in entrambi paesi, ed anche sulle infrastrutture come la strada Medio Savuto che doveva congiungere i due territori, opera invece rimasta incompiuta, insomma i destini delle due aree sono strettamente connessi e nello stesso tempo accomunati dalla presenza dall’opera illuninata di imprenditori, artigiani ma anche di intellettuali e operatori culturali che tracciano un solco per lascaire il segno che consente prospettive di crescita per le intere comunità, in questo contesto il riconoscimento Luce del Sud rappresenta una forma di ringraziamento e di gratitudine e nello stesso tempo riconoscere e celebrare persone, storie ed eccellenze che “illuminano il territorio meridionale” con il loro impegno, promuovendo gratitudine e visione positiva».
La Biennale Luce del Sud si configura così come un progetto di respiro istituzionale, orientato al futuro, che intende contribuire a rinnovare il modo di raccontare il meridionalismo, superando approcci vittimistici e sterili per valorizzare esperienze virtuose, competenze ed eccellenze già presenti nei territori.
Dalla cerimonia di Marzi è nata non a caso la “Pedagogia della Gratitudine” e della “Riconoscenza”, pilastro identitario della Biennale, che punta a costruire visioni moderne e costruttive, contrastando la cultura della lagnanza e dell’ingratitudine.

Nei prossimi giorni sarà reso noto il nuovo Comitato Tecnico Scientifico, affiancato da un ulteriore organismo operativo, con il compito di individuare e sostenere iniziative coerenti con il progetto, ampliando la base organizzativa e dando continuità a un percorso che ha già ottenuto ampi consensi nel mondo della cultura, del pubblico e della critica.
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