Dal dicembre 2022, nella chiesa interparrocchiale di San Benedetto a Lamezia Terme, il Coro Harmonies of Carlo Acutis anima una funzione liturgica a cadenza mensile. Il coro è dedicato a Carlo Acutis, il giovane adolescente morto a soli quindici anni nel 2006. Beatificato da Papa Francesco nell’ottobre 2020 e proclamato Santo lo scorso 7 settembre da Papa Leone XIV, Carlo Acutis è conosciuto come il “Patrono di Internet” e anche come ”influencer di Dio”. La sua canonizzazione, una delle più rapide della storia vaticana, ha alimentato una forte devozione popolare anche a Lamezia Terme.
Nella stessa chiesa di San Benedetto, dove è attivo un gruppo di preghiera “Carlo Acutis Lamezia”, sono custodite alcune reliquie del Santo, donate grazie alla gentile concessione della madre. Oggi, 12 settembre, in occasione della funzione liturgica che segna la prima apparizione del coro dopo la canonizzazione, siamo presenti per rivolgere alcune domande al direttore del coro, la professoressa Sara Saladino, nome noto nel panorama della musica liturgica e non solo.
Buonasera Sara questa è la prima apparizione del Coro “Harmonies of Carlo Acutis” dopo la Canonizzazione di San Carlo Acutis. Quali emozioni avete provato?
Cantare per Carlo Acutis, ora fatto Santo, è stata per noi un’emozione ancora più grande. Abbiamo sempre saputo, fin da subito, che, cantare per il giovane Carlo era ed è un privilegio speciale. Essere stata poi ai piedi del sagrato, davanti al nuovo Papa Leone XIV, eletto l’8 maggio 2025, è stata un’emozione fortissima, un misto di gioia, commozione e gratitudine. Partecipare alla sua canonizzazione come Direttore del Coro Harmonies of Carlo Acutis, insieme a una rappresentanza di coristi, ha reso l’esperienza ancora più speciale e significativa.
Il Coro, nato il 12 dicembre 2022, anima ogni 12 del mese l’adorazione eucaristica nella Chiesa Interparrocchiale San Benedetto di Lamezia Terme. Chi ha scelto il nome del Coro?
Tra i primi coristi del Coro Harmonies of Carlo Acutis c’era una suora (Suor Regy Therese Chellikunnel), la quale ha collaborato per dare il nome al Coro.
Rosa Albisi desiderava il nome di “Carlo Acutis” nella denominazione del Coro. Con Suor Regy abbiamo proposto tre opzioni, sottoposte all’attenzione di Antonia Salzano (per il tramite di Rosa Albisi).
La madre del Santo ha scelto, senza esitazione, Harmonies of Carlo Acutis, escludendo le altre due. Questa scelta mi ha profondamente onorata.
Chi è Rosa Albisi?
Rosa Albisi è l’ideatrice e responsabile del Gruppo Carlo Acutis Lamezia, nonché presidente del Coro. Amica sincera e fedele di Antonia Salzano, senza il suo impegno nulla di ciò che è nato a Lamezia, gruppo, Coro, e presenza della Reliquia, sarebbe stato possibile. Grazie a lei, molti hanno potuto conoscere più profondamente la vita e la santità di San Carlo Acutis e intraprendere un autentico cammino spirituale.
Come e quando hai conosciuto Rosa Albisi e cosa ha significato?
L’8 giugno 2022, durante la Tredicina, al termine della Messa delle 8:00 nella Chiesa di Sant’Antonio a Lamezia Terme, Rosa si avvicinò a me, senza conoscermi, e mi chiese con decisione e dolcezza se volessi far parte del Gruppo Carlo Acutis Lamezia. Accettai subito, colpita da una fiducia istintiva verso di lei, pur non sapendo nulla l’una dell’altra. Rosa ignorava completamente il mio percorso professionale come docente di musica, pianista e Direttore di Coro. Eppure, da quel semplice incontro, nacque un cammino condiviso che avrebbe portato, poco dopo, alla nascita del coro.
Ci sono altre figure che collaborano con Rosa Albisi?
Si, Ornella Costanzo è la principale collaboratrice di Rosa Albisi nel gruppo Carlo Acutis Lamezia. Fin dall’inizio ha supportato la comunicazione del gruppo, curando i social (Facebook, Instagram) e il gruppo WhatsApp, grazie alle sue competenze informatiche e relazionali. È autrice, insieme a Rosa Albisi dei post quotidiani e partecipa attivamente agli eventi liturgici dedicati a San Carlo Acutis, inclusa la canonizzazione. Fa parte anche del coro Harmonies of Carlo Acutis. Tra gli altri amministratori del gruppo figurano Don Domenico Cicione Strangis (Rettore chiesa interparrochiale S. Benedetto ndr), Francesco Polopoli, Filomena Cervadoro, Giovanni Strangis, Maria Scaramuzzino. Francesco Fazzari accolito della Cattedrale di Lamezia Terme , sostiene da molto tempo, questa realtà, in cammino con la Santità di Carlo Acutis.


Quando ha avuto inizio il culto e la divulgazione della santità di Carlo Acutis a Lamezia Terme?
La divulgazione della storia e della santità di Carlo Acutis è nata nel lontano 2018. Il culto si è propagato, successivamente, dalla Chiesa Interparrocchiale San Benedetto, grazie al sostegno di Don Domenico, allorquando Rosa Albisi rilasciò testimonianza per la Beatificazione (datata 12 Ottobre 2018), dopo il primo contatto telefonico avuto con la dottoressa Antonia Salzano.
Chi presiede l’Adorazione Eucaristica ogni 12 del mese?
Don Domenico Cicione Strangis è colui che, accogliendo fin da subito l’idea di Rosa ed il Gruppo Carlo Acutis Lamezia, presiede l’Adorazione, costantemente ed ininterrottamente, dal 12 Settembre 2022. Don Domenico è la guida spirituale sia del Gruppo che del Coro.
Quando hai animato la prima Adorazione?
Ricordo che animai la prima Adorazione, da sola, con la presenza tecnica di mio marito, Diego Apa, il 12 Settembre del 2022. Il mese successivo (12 Ottobre), era già nato il Coro, che, però, non aveva ancora un nome. Il Battesimo ufficiale del Coro Harmonies of Carlo Acutis è stato il 12 Dicembre 2022, evento che Rosa annunciò, lo stesso giorno, su Carlo Acutis Lamezia – Facebook.
In questo progetto hai avuto modo di cogliere una Volontà Divina?
Si, assolutamente! Una serie di “Dioincidenze” ha ricamato e continua ancora ad ornare un meraviglioso e divino disegno.
Anche il logo che portate sulle sciarpe è stato scelto dalla madre di San Carlo Acutis?
Si, anche il logo è stato sottoposto all’attenzione di Antonia, che ha particolarmente gradito. Come per la scelta del nome, anche il logo è stato ideato, insieme a Suor Regy e a Diego Apa che ne hanno curato la grafica.
Il coro è accompagnato da due strumenti: l’organo e il violino. Perché proprio questa combinazione?
L’organo è lo strumento principe della musica sacra e liturgica. È uno strumento che presenta una variegata possibilità timbrica ed unisce emotivamente e spiritualmente la terra al cielo. Il violino non è catalogato tra gli strumenti liturgici ma, nonostante ciò, se lo si impiega con un linguaggio adeguato e coerente all’idea che si intende trasmettere, dà decisamente il suo lodevole contributo, il suo colore. Direi che, per lodare Iddio, purché, ripeto, le timbriche utilizzate si inseriscano con gusto e pertinenza, tutti gli strumenti possono “armoniosamente convivere insieme”. San Carlo ha scelto la dolcissima Simona, giovane musicista lametina, che nel doppio ruolo di violinista e flautista, conferisce al Coro un suono etereo, davvero celestiale!

Nella chiesa di San Benedetto è attivo anche un gruppo di preghiera dedicato a Carlo Acutis, dove sono esposte le reliquie del Santo. Ce ne vuoi parlare?
Il Gruppo Carlo Acutis Lamezia si riunisce ogni 12 del mese per l’adorazione eucaristica, guidata da Don Domenico. Nella chiesa di San Benedetto è custodita una preziosa reliquia di primo grado di San Carlo Acutis, composta da quattro elementi: frammenti del corpo, dei capelli, di un indumento e della bara in cui fu deposto prima della traslazione ad Assisi.
Le adorazioni eucaristiche, celebrate dal rettore don Domenico Cicione Strangis, sono ormai conosciute in tutta Lamezia per le loro atmosfere suggestive. I brani che proponete sono riadattati da te e da tuo marito?
La scelta del repertorio è orientata su canti specifici di Adorazione, che vengono eseguiti secondo una struttura concordata con Don Domenico. Quando eseguiamo i brani senza il violino, mi attengo alle partiture originali. Le parti del violino, invece, vengono trascritte da Diego Apa che, oltre a curare il suono dal punto di vista tecnico, sviluppa gli arrangiamenti anche per eventuali altri strumenti.
Parliamo un po’ di te: so che hai rinunciato alla carriera concertistica per dedicarti alla musica liturgica, continuando a formarti e a partecipare a eventi di rilievo. Cosa ti ha spinto a questa scelta?
Fin da piccola, grazie a mio padre, ho vissuto un forte legame con la chiesa e la musica. A 10 anni ho iniziato a studiare pianoforte e sono rimasta affascinata dal suono dell’organo a canne della Cattedrale di Nicastro, dove poi ho fondato il Piccolo Coro della Cattedrale, su invito di Don Antonio Marghella. Il coro, formato da voci bianche, animava la Messa delle 12:00 presieduta da Don Mario Milano, che lo definiva affettuosamente il “Coro della Cappella Sistina”. A 15 anni, dopo la perdita di mio padre, ho abbandonato la musica per un periodo, ma una spinta interiore mi ha portata a riprendere. Ho completato gli studi di pianoforte al Conservatorio di Vibo Valentia, proseguendo poi con Musica vocale da camera e Direzione di coro a Cosenza. Dal 1992 animo la liturgia al Santuario di Sant’Antonio di Padova a Lamezia Terme. Oggi insegno pianoforte al Liceo Musicale di Lamezia e continuo a formarmi nel campo della musica liturgica. Ho rinunciato a una carriera concertistica per seguire la mia vocazione: mettere la musica al servizio della fede e della Chiesa.

Ancora oggi si ricordano i fasti dell’insediamento del vescovo Schillaci, con un coro diocesano di circa 100 coristi e orchestra: tutti parlarono di esecuzioni straordinarie. Tu eri il maestro. Che ricordo hai di quel periodo?
Dal 2014 fino al 2019, con l’insediamento del Vescovo Mons. Giuseppe Schillaci, sono stata alla direzione della Corale Diocesana, comprensiva dell’orchestra (composta, prevalentemente, da giovani musicisti). È stata un’esperienza molto bella, ricca di emozioni. La Corale Diocesana aveva raggiunto un livello molto alto, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista del repertorio, scelto accuratamente insieme a don Roberto Tomaino, all’epoca, Direttore dell’Ufficio Liturgico, e grazie a mio marito, Diego Apa, che, oltre ad essere l’organista, ne curava gli arrangiamenti orchestrali, con gusto, pertinenza ed adeguata competenza. L’organo della Cattedrale, lo stesso organo che suonavo da bambina, grazie a Diego Apa, risuonava, finalmente, dopo lunghissimi anni, nella mia Cattedrale!
Siete il primo – e al momento unico – Coro in Italia dedicato a San Carlo Acutis. Sentite una maggiore responsabilità?
Portare il nome di San Carlo Acutis è un grande onore ma anche una responsabilità profonda, rafforzata dalla sua canonizzazione. Fondare e guidare il coro Harmonies of Carlo Acutis, grazie al supporto di Rosa e Don Domenico, è stato per me un privilegio. La musica e il canto sono strumenti potenti di evangelizzazione, quando ben eseguiti, con testi ispirati alla Parola di Dio, possono toccare e convertire anche i cuori più chiusi. Il coro ha il compito di condurre le anime a Dio, incarnando lo spirito di San Carlo Acutis: “Non l’amor proprio ma la gloria di Dio.”
L’incontro con la professoressa Sara Saladino si chiude con un sorriso e un augurio. Le sue parole ci hanno fatto conoscere non solo l’impegno musicale, ma anche la profonda devozione che anima il coro.

Il Coro Harmonies of Carlo Acutis si conferma così non solo un progetto musicale, ma un vero e proprio strumento di evangelizzazione e comunione, capace di trasformare la liturgia in un momento di suggestiva bellezza condivisa.
Uscendo dalla chiesa, resta la sensazione che la testimonianza di Carlo Acutis, “originale e non fotocopia”, come amava dire lui stesso, continui a vivere anche qui, a Lamezia Terme, grazie alle voci e ai cuori di chi lo ricorda cantando.


























