

1 – IO, IN QUARANTENA
Caro Tito, questi ed altri sentimenti o sensazioni possiamo trovare nella diaristica e nei resoconti di chiunque si sia apprestato a scrivere o a narrare (pure tramite i “social”) ciò che stava vivendo nelle “clausure” (lockdown) nazionali o locali, imposte dalle Autorità per evitare l’espandersi della pandemia, già durante la prima ondata dal 4 marzo al 3 giugno 2020 e poi anche in altri limitati periodi e in determinate zone. Tre mesi che nessuno di noi (se sopravviverà) potrà mai dimenticare. E il dottore Domenico Barbaro, psichiatra di Isernia con profonde origini calabresi, è tra coloro i quali hanno annotato la propria quarantena e le riflessioni che ne scaturivano, avendo sullo sfondo la propria esperienza umana e soprattutto professionale. E, poiché è assai altruista, ha voluto raccogliere e dare alle stampe i suoi “scarabocchi” affinché se ne conservi memoria documentale ma anche per cercare di aiutare specialmente chi è solo. Per essere vicino a tutti noi. Non a caso, l’ultimo paragrafo, alla pagina 115, conclude il libro con il dato di fatto “Quella solitudine che uccide più del virus”. Il dottore Barbaro è pur sempre un medico psichiatra che, per vocazione e missione, vuole e deve aiutare gli altri in tutti i modi possibili ed immaginabili. Senza lasciane nulla di intentato.


2 – LA DEDICA
A pagina 7 possiamo leggere la seguente dedica: <<Agli Operatori Sanitari. Medici, infermieri ed OSS che hanno sacrificato la propria vita per curare le persone affette da Sars-CoV-2>>. Ed è, a mio parere, la dedica più appropriata. Anche se bisognerebbe estenderla a tutte le vittime del Covid-19 e ai loro familiari, amici e comunità private di quasi centomila persone finora. E’ come se in Italia sia scomparsa una città come Udine, Novara o Piacenza. Ma il loro ricordo è implicito, poiché il dramma ed il dolore è unico, e non soltanto nel nostro Paese, poiché si mescola al grande dolore del mondo (ufficialmente quasi 2 milioni e mezzo di morti per Covid, nella realtà molti molti di più).


3 – ARCHIVIO DIARISTICO NAZIONALE
Caro Tito, nel 1984 il giornalista e scrittore Saverio Tutino (Milano 1923 – Roma 2011) ha fondato a Pieve Santo Stefano (in provincia di Arezzo) l’Archivio Diaristico Nazionale ( www.archiviodiari.org e tel. 0575-797730 ) con lo scopo di raccogliere gli scritti autobiografici della gente comune (diari, epistolari, autobiografie, ecc.) pure con l’intento di fare emergere la storia dell’Italia più intima e sconosciuta. Con gli anni, tale Archivio ha raccolto decine di migliaia di testimonianze, diventando celebre e punto di riferimento di innumerevoli persone, ma anche patrimonio riconosciuto dal Ministero per i Beni Culturali. Accanto all’Archivio, dal 2013 è attivo il Piccolo Museo del Diario ( https://www.piccolomuseodeldiario.it/ – https://www.facebook.com/piccolomuseodeldiario/).


4 – ALTRI LIBRI DEL DOTTORE BARBARO
Dal sito www.domenicobarbaro.it riprendo la bio-bibliografia dell’amico Mimmo Barbaro, incontrato al Liceo classico statale di Locri nel 1969 e poi ritrovato all’Università di Roma “La Sapienza” dove ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia. Successivamente si è specializzato in Psichiatria all’Università di Napoli. Vive e lavora a Isernia (mia stessa provincia di residenza o, meglio, di “esilio”) dove da oltre 40 anni svolge attività di psichiatria clinica e psicoterapia.


E’ autore di un libro intitolato “Da un capodanno all’altro – storie di droga in provincia” (1999) in cui ha descritto l’evoluzione del fenomeno in una realtà periferica, e di numerosi articoli giornalistici sul fenomeno della devianza giovanile e sulle trasformazioni generazionali nella cultura inquieta, e spesso inquietante, del nostro tempo. In epoca recente ha dato alle stampe altre due pubblicazioni. La prima “Se Giulio non cambia…” per l’editore Gangemi di Roma (2014) e la seconda “Pedagogia dell’onnipotenza” (2016).


Caro Tito, questo sito (ripreso spesso molto lodevolmente ed utilmente da www.soveratoweb.com e da www.ilreventino.it) ha trattato i temi medico-sociali del dottore Barbaro nei seguenti momenti: il 13 maggio 2013 (https://www.costajonicaweb.it/intervista-a-domenico-barbaro-psichiatra-e-psicoterapeuta-ex-direttore-del-sert-isernia-venafro/); il 12 giugno 2014 (https://www.costajonicaweb.it/lautore-domenico-barbaro-presenta-il-libro-se-giulio-non-cambia-tra-storia-e-sociologia-sulle-droghe/); il 20 agosto 2014 (https://www.costajonicaweb.it/sabato-23-agosto-alle-ore-1830-a-plati-r-c-si-presenta-il-libro-dello-psichiatra-domenico-barbaro-se-giulio-non-cambia/); l’11 febbraio 2015 (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-104-umanizziamoci-con-lassociazione-volontari-ospedalieri/);
il 14 dicembre 2016 (https://www.costajonicaweb.it/presentazione-del-libro-la-pedagogia-dellonnipotenza-dello-scrittore-domenico-barbaro/); il 18 dicembre 2016 (https://www.costajonicaweb.it/la-pedagogia-dellonnipotenza-intervista-allo-psichiatra-isernino-domenico-barbaro-originario-di-plati-rc/); il 21 dicembre 2016 (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-163-buon-natale-a-tutti-ricordando-aleppo/) e il 13 dicembre 2020 (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-313-natale-di-solidarieta-ai-tempi-del-covid-19-nel-funesto-anno-2020/).


Siamo nell’imminenza dell’8 marzo “Festa delle Donne”. Vorrei suggerire ai nostri Lettori tre piccoli modi per considerare tale ricorrenza che vale 365 giorni l’anno per tutti gli anni. La prima è quella di rendere omaggio a tutte le donne del Covid (vittime, sanitarie, soccorritrici, familiari, ecc.) attraverso la diffusione del libro di Domenico Barbaro <<IO, IN QUARANTENA>> qui allegato in DPF. Con preghiera di diffonderlo e di condividerlo il più possibile.
La seconda è di esaminare la possibilità di regalare il libro <<DONNE – Racconti cosentini>> di Rita Fiordalisi per come proposto dall’Editoriale Progetto 2000 ([email protected]). La terza è far girare la foto inviatami dal dottore Guerino Nisticò (animatore culturale e guida turistica in Badolato – CZ) e che rappresenta il ricordo di una delle tante ragazze badolatesi e del meridione italiano che sono state richieste come moglie da giovani agricoltori della Pianura Padana tra il 1945 e il 1980. Tale “pietra della memoria” è stata scolpita da Gianni Verdiglione il quale (assieme a Pepé Argirò, Domenico Gallelli e Vincenzo Invento) stanno ricamando Badolato Superiore con indicazioni di fatti, personaggi e significati utili a mappare il borgo antico (per i turisti e i residenti) con la letteratura del popolo che per mille anni ha abitato questo luogo di grandi sofferenze, lavoro, evocazioni e sentimenti, ma anche di un’infinità di canzoni create da semplici contadini, artigiani di operai.


7 – SALUTISSIMI
Caro Tito, ci vorrebbe maggiore mobilitazione e responsabilità per contrastare più efficacemente il Covid-19. Mi vorrei sbagliare, ma fin dall’inizio ho percepito che c’è qualcosa che non quadra in tutta questa pandemia. Però, ormai che c’è non abbiamo scelta. La <<RESISTENZA>> popolare è, intanto, quella di ridurre al minimo possibile i danni umani, sociali, economici e politici di tale pandemia “indotta”. E poi è urgente giungere ad una migliore e più efficace visione del Mondo e della Wita, con l’impegno di più persone e popoli possibile.


Iter Love City, lunedì 01 marzo 2021 ore 10.00 – Le foto (che non hanno un autore evidenziato nel testo) sono state prese dal web.
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