



I premiati della sezione Feedback
La mostra evento multidisciplinare Il Volo di Icaro si è imposta come uno dei progetti culturali più significativi del panorama contemporaneo recente, per qualità artistica, capacità di coinvolgimento e visione strategica. Ospitato negli spazi del Museo Marca di Catanzaro, l’evento ha trovato nella direzione artistica di Tania Romeo una guida lucida e determinata, capace di intrecciare arti visive, performance, moda e narrazione in un linguaggio unitario, riconoscibile e profondamente contemporaneo.
Elemento distintivo e fortemente innovativo è stata la progettazione integrata fisico–digitale. Il Volo di Icaro è stato ideato non solo per vivere nelle sale museali, ma per essere veicolato e amplificato online. Tra la pagina ufficiale dell’evento e il profilo personale del direttore artistico, il progetto ha raggiunto 200.000 insights complessivi, un risultato di assoluto rilievo per una mostra d’arte contemporanea. Un dato che certifica come una visione curatoriale solida, se supportata da una strategia comunicativa coerente, possa intercettare pubblici ampi senza rinunciare alla profondità culturale.
Determinante è stato il supporto delle Istituzioni della Provincia di Catanzaro, cui va un sentito ringraziamento, così come al personale dell’accoglienza e al servizio di sicurezza del MArCA, con una menzione particolare al responsabile del museo, per la professionalità, la disponibilità e l’attenzione costante che hanno accompagnato l’intero svolgimento della manifestazione, rendendo possibile un’esperienza di alto profilo per artisti e visitatori.
Il finissage ha rappresentato un momento di forte sintesi simbolica e performativa, impreziosito dall’intervento della fashion designer Maria Luisa Spagnuolo, che ha firmato la serata conclusiva. La sua presenza ha rafforzato il dialogo tra arte e moda, trasformando la sfilata in un gesto narrativo coerente con il mito di Icaro: il corpo come veicolo di tensione, desiderio e trasformazione, in un equilibrio raffinato tra estetica e concetto. Alcune bellissime modelle hanno, così, portato in passerella le magnifiche creazioni della Spagnuolo.
Fondamentale il lavoro della fotoreporter ufficiale Giovanna Mangialardi, che si è saputa destreggiare con grande sensibilità e professionalità sia nel vernissage sia nel finissage, restituendo non solo immagini, ma atmosfere, relazioni e dinamiche emotive. Il suo contributo è stato centrale anche nella diffusione online dell’evento, rafforzandone l’impatto comunicativo.
La cura dell’immagine ha rappresentato un ulteriore valore aggiunto: la hair stylist Barbara Muzzi e la makeup artist Aurelia Granato hanno saputo valorizzare volti e presenze sceniche con gusto e coerenza, contribuendo a costruire un’estetica elegante e perfettamente allineata all’identità dell’evento.
Ampio spazio è stato dedicato ai riconoscimenti, intesi non come meri premi, ma come attestazioni del lavoro, del sacrificio e della dedizione di ciascun artista. Il Premio Social, premio unico, è stato assegnato al maestro e avvocato Maurizio Fulginiti, protagonista di un coinvolgimento straordinario del pubblico online.
Il Premio Feedback ha visto il primo classificato Massimo Monforte con 130 punti, mentre il secondo posto ex aequo è stato attribuito a Patrizia Crupi e Gisella Occhiuzzi, entrambe con 83 punti, a conferma di percorsi artistici solidi e profondamente apprezzati.
A suggellare ulteriormente il valore umano e culturale del progetto, si è aggiunto l’omaggio dell’Associazione Salaria, diretta dalla presidente Sandro Benincasa, che ha voluto conferire un primo premio in targa alla maestra Francesca Patitucci (cui dedicheremo nei prossimi giorni uno spazio ad hoc su questa testata). Un riconoscimento sentito, nato dal desiderio di valorizzare un percorso artistico autentico e coerente, perfettamente in linea con lo spirito de Il Volo di Icaro.
Qui sotto le modelle della sfilata finale






La mostra si chiude così come un’opera collettiva, frutto dell’impegno condiviso di artisti, professionisti, staff e istituzioni, e guidata da una direzione artistica capace di trasformare un evento espositivo in esperienza culturale viva, capace di abitare il museo e, al tempo stesso, il mondo digitale. Un modello virtuoso di come oggi si possa — e si debba — fare cultura.

























