Una bella giornata da trascorrere tra amici vecchi e nuovi. Da questa idea, questo proposito, è partita l’escursione guidata del 21 agosto scorso, che ha percorso il sentiero che porta alla Grotta del Brigante Pietro Bianco a Bianchi. Tante persone, alcune sconosciute tra loro, altre arrivate da lontano, ma tutte spinte da un sentimento comune: l’evasione, la voglia di uscire dal mondo grigio della quotidianità e tuffarsi, immergersi nella natura più selvaggia che permette di connettersi con il mondo che ci circonda, ma che, spesso e volentieri, neanche si percepisce.
Una giornata, appunto, da passare insieme agli amici di vecchia data, ma anche a quelli che non si conoscono e si sono presentati proprio in quella circostanza. Come ci rivela l’esperta guida, Antonio Mancuso, uomo dei boschi e delle foreste calabresi che con il gruppo carabinieri forestali accompagna gli appassionati di trekking naturalistico per i sentieri incantati della nostra Calabria, “camminando a passo lento si dialoga con chi durante l’escursione è rimasto indietro, aumentando il passo, viceversa, si raggiungono e si chiacchiera con quelli più dinamici che stanno in testa al gruppo”. Ma la cosa bella è anche stare in silenzio, all’interno della grotta, ascoltando solo i rumori della natura. Un’immagine che ci ha lasciato un altro amico del trekking naturalistico, Pino Maruca, ex atleta e molto legato a Bianchi e in particolare alla società Giovanile Bianchi.
Ma l’elemento che non deve mancare, il sale di queste fughe dal mondo reale o virtuale, a seconda di come si vive, è proprio il dialogo, la conversazione, il parlare. Esperienze vissute, sogni, voli pindarici, a volte anche piccoli segreti. Tutto ciò che non si direbbe normalmente, ma che questi momenti dai colori, dai profumi, dalle emozioni così intense, che rendono quasi ebbri, spingono a raccontare a rivelare anche a chi si è conosciuto in quel momento, ma è come se ci fosse da sempre.
Il percorso è impegnativo per i primi 4 km con un dislivello di circa 300 mt, fino ad arrivare alla grotta. Poi la discesa aiuta, rilassa, favorisce il dialogo. E un’altra grande scoperta o ri-scoperta si affaccia all’orizzonte: dopo l’eloquenza, ecco il “convivio”, molto prosaicamente un po’ dantesco, in una sorta di esilio volontario dal mondo che ci circonda e dove il cibo non è solo sostanza edibile, ma nutrimento dell’anima e della mente. Capita così che emergano cose del passato, anche dimenticate, come la “buffetta”, (da buffet), ovvero quel tavolo che aveva di caratteristico il classico cassetto-ripostiglio per gli attrezzi da cucina e che, imbandito a dovere, ospitava il pranzo dei commensali; magari quello più ricco e chiassoso della domenica.
Il momento conviviale con una “buffetta” addobbata a dovere è diventato il giusto coronamento di una bella giornata, come si diceva in apertura di questo breve scritto, tra amici vecchi e nuovi.
Alessandro Cosentini è giornalista pubblicista dal 2001.
Dal 2003 ha collaborato per varie testate televisive, radiofoniche e quotidiani regionali, occupandosi principalmente di cronaca e sport.
Attualmente la sua attività giornalistica si svolge soprattutto sul web.
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