Il tour di due giorni in Calabria della segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che ha toccato diverse tappe in regione, ha segnato anche quello che può definirsi un evento storico che ha la sua importanza seppure limitata a una piccola comunità locale. Per la prima volta nella storia del comune di Soveria Mannelli, infatti, un segretario nazionale di partito in carica mette piede nel suo territorio.

Un fatto simbolico che avvalora l’attenzione del Pd e di chi attualmente lo dirige per le aree interne e montane, che Manlio Rossi-Doria seppe definire una volta per tutte “l’osso del Paese”. Da rivalutare e presto, per il bene dell’Italia tutta, come aveva già intuito Fabrizio Barca nell’ideare la prima versione della Strategia per le Aree Interne (SNAI), poi snaturata negli anni.
Riconsiderare la funzione importante dell’“osso”, magari provando a riflettere sul fatto che, volendo mantenere l’analogia con una scienza come l’anatomia, la polpa senza l’osso non si tiene, un corpo senza lo scheletro si affloscia. A maggior ragione se si considera che le aree interne in Italia contano per il 48% del territorio e un quarto della popolazione complessiva, mentre in una regione come la Calabria, nonostante i suoi 800 chilometri di coste, occupano il 78% del territorio, che ospita oltre la metà dei suoi abitanti.
Con la sua visita, Schlein ha mantenuto una promessa fatta tempo addietro, in occasione della Conferenza programmatica regionale dell’aprile 2024, realizzata dal Pd a Soveria Mannelli proprio per lanciare un segnale positivo verso le aree interne di tutta la Calabria, ma che all’epoca non aveva potuto mantenere per impegni dovuti all’approssimarsi delle elezioni europee.

Nel periodo in cui si è intrattenuta con un folto numero di convenuti, Schlein ha confermato l’impegno del partito per le aree interne in netta contrapposizione con i documenti ufficiali del governo, come la nuova strategia SNAI, in cui si scrive a chiare lettere che ci saranno piccoli comuni interni e montani che dovranno essere accompagnati in una sorta di eutanasia programmata, perché non ci sarebbe più la possibilità di contrastarne lo spopolamento.
Sulle aree interne ha detto che c’è bisogno di mettersi in ascolto per capire quali sono i bisogni che emergono dal basso, ma che in generale occorre aiutare le attività economiche che nascono o che già esistono, ma soprattutto portare i servizi perché se la vita è più scomoda le persone sono maggiormente indotte ad andar via.
Quindi attenzione per la mobilità, mentre il governo taglia quasi due miliardi per le strade provinciali, per una sanità pubblica universalistica e non a misura di portafoglio, per la scuola e la cultura, combattendo la dispersione scolastica e la povertà educativa, per il lavoro sano e dignitoso e, infine, per i diritti e la democrazia, da salvaguardare sempre e comunque.

Poi Schlein ha visitato due eccellenze del territorio, il Lanificio Leo, un’antica fabbrica della lana che ha saputo reinventarsi producendo accessori tessili di alto design, e la casa editrice Rubbettino, la cui importanza è ormai riconosciuta a livello nazionale, entrambe che hanno puntato su un museo d’impresa che rende fruibile il loro modus operandi e crea un rapporto simbiotico con la comunità.

Un paio d’ore ben spese, frutto di un impegno che viene da lontano e che non è dovuto solo al momento elettorale. Uno scambio reciproco tra la segretaria e la sua gente che le ha dimostrato stima e fiducia con un’accoglienza molto calorosa, così come lei, con la sua semplicità disarmante e la sua empatia, al di là del dato storico di cui si è detto all’inizio, ha lasciato una traccia indelebile in una comunità che sa ancora riconoscere valori e comportamenti sinceri.
Raffaele Cardamone

























