

Coldiretti rilancia
Ma il problema, denuncia Coldiretti, non si risolve solo con la difesa passiva. I danni ai raccolti, agli allevamenti e alla sicurezza stradale continuano a crescere in modo allarmante. È quindi indispensabile accelerare l’operatività complessiva del piano straordinario, in particolare devono essere attivate tutte le azioni necessarie per abilitare al ruolo di “bioregolatori” gli agricoltori cacciatori, già dotati di licenza venatoria e ben consapevoli delle dinamiche del territorio. Permettere loro di intervenire direttamente e con tempestività è oggi una misura indispensabile, senza la quale l’emergenza continuerà a compromettere la sostenibilità delle produzioni agricole.
Nello stesso tempo, anche l’attività delle squadre di selecontrollo deve diventare più incisiva, continua ed efficace, eliminando ostacoli burocratici e migliorando il coordinamento operativo.
«La Calabria rurale non può restare in ostaggio dei cinghiali – conclude Coldiretti.




























