Ci ha appena lasciato Antonio Colosimo, una di quelle persone che mancheranno molto, a tutti, perché rappresentava una figura che apparteneva al paese, a Soveria Mannelli.
Lo si vedeva camminare per strada a passo veloce, come se avesse sempre una certa fretta e con la sua tipica andatura. Lo si incontrava spesso nei bar e non facevi in tempo a metterci piede che lui era già pronto a offrirti un caffè, generoso com’era.
Incontrarlo nei bar o nei negozi era un piacere che poteva anche riconciliare con le ansie della giornata, perché con lui si facevano volentieri due chiacchiere, poi metteva in mostra quel sorrisetto perenne e ti diceva che per lui andava sempre tutto bene, aumentando l’ottimismo di qualunque suo interlocutore.
È stato sempre benvoluto da tutti, anche perché educatissimo: ti notava e ti salutava sempre, anche quando ti incrociava da un marciapiede a quello opposto. E non si rifiutava mai di aiutare qualcuno che gli chiedeva una mano per fare qualche lavoretto casalingo, o magari – impossibilitato a uscire – di portargli la spesa o le medicine a casa.
Ora resteranno il ricordo di tutti e le parole di uno dei tanti che lo hanno conosciuto bene e che non trova altro da dire che la pura e semplice verità: «se n’è andata un’anima semplice e candida».
Non stava bene da parecchi mesi, Antonio, e purtroppo la sua malattia alla fine non gli ha lasciato scampo. Ma ha almeno avuto la fortuna di trovarsi vicino dei familiari che lo hanno assistito e curato, probabilmente anche allungandogli la vita con la loro dedizione: la sorella Maria Grazia con il marito Carmine Mazza e il figlio Francesco, nipote amatissimo da Antonio.
Raffaele Cardamone




























