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Catanzaro – Lamezia Terme, l’istmo baciato dalla geografia e dalla storia
Da valorizzare al massimo con la Festa dei Due Mari e la Festa dei Due Golfi, con la festa della Prima Italia, con la maratona Jonio - Tirreno e tanto altro
L’Università delle Generazioni di Badolato è convinta che l’attuale provincia di Catanzaro sia una terra abbondantemente baciata dalla geografia e dalla storia. Con il suo istmo è il punto più stretto della penisola italiana e ciò ne ha favorito miti, agricoltura, commerci e civiltà fin dalla più lontana antichità. E’ una delle poche province che ha due mari, assieme a Lecce, Cosenza, Reggio Calabria e Messina. E ciò potrebbe portare ad una “Festa dei due mari” da condividere con queste quattro province sorelle, proponendo un apposito “marketing territoriale”, cosicché tutto ciò che finora è stato costruito o promosso all’insegna del “Due mari” possa essere migliorato e moltiplicato. Realizzando, ad esempio, una “Maratona dell’Istmo” o dei Due Mari, a livello internazionale, per attrarre turismo come solo sa fare lo sport ed il podismo in particolare. Incentivando pure quel “Cammino della Prima Italia” che ha avuto un grande successo nella sua prima edizione del 4-6 settembre 2020 da Squillace Lido a Curinga Mare.
Ed anche l’essere stata la zona della Prima Italia (dove è nato il nome e l’Italia politica ben 3500 anni fa circa) è un valore unico al mondo da ben utilizzare e valorizzare. Già il Comune di Squillace ha istituito recentemente un “Centro Studi e Ricerche sulla Prima Italia”, mentre la Città di Catanzaro anni fa ha esibito il cartello stradale, davanti alla galleria del Sansinato, affermando (pure con una pagina del suo sito web ufficiale) che è qui che è nato il nome Italia, però senza andare oltre mentre se ne potrebbe fare una vera e propria “industria” non solo turistico-culturale. Infatti, l’Università delle Generazioni ricorda che ogni idea o caratteristica territoriale può trasformarsi in industria, posti di lavoro e benessere per la comunità.
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Quella di Catanzaro è pure l’unica provincia che ha due Golfi paralleli e tale irripetibile peculiarità andrebbe celebrata adeguatamente e in tutti i modi possibili, come, ad esempio, due distinte feste del Golfo ed una Festa dei Due Golfi per una sana aggregazione identitaria ricca di eventi di ogni genere. Tra tato altro, ogni Golfo potrebbe realizzare i parlamentini dei sindaci dei comuni che si affacciano sulle sue sponde e realizzare così un marketing di zona omogenea che avrebbe un’attrazione maggiore, soprattutto per il turismo e gli investimenti.
L’Università delle Generazioni di Badolato (che sulla valorizzazione della “Calabria Prima Italia” ha fondato buona parte della sua missione socio-culturale) invita tutti i Comuni dell’Istmo e la Città stessa di Catanzaro a volersi riunire nel celebrare tutte le migliori caratteristiche di questa particolarissima ed originale zona del Mediterraneo che ha dato il nome all’intera penisola e poi allo Stato unitario, facendoci conoscere così in tutto il mondo.
Non a caso la cittadella regionale è stata spostata sull’asse più diretto Jonio – Tirreno dell’Istmo. La stessa associazione culturale badolatese dal 1983 diffonde e ripropone continuamente, tra tanto altro, la proposta di denominare l’ente regionale proprio “Calabria Prima Italia” per evidenziare che la Calabria è “Madre dell’Italia”.
È nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. È convinto che la “lettera” è alla portata di tutti e che non comporta ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee. Nel 1986 ha lanciato la vicenda di “Badolato paese in vendita” per contrastare lo spopolamento e la morte del borgo antico, prototipo e simbolo di decine di migliaia di borghi in disfacimento in tutta Europa e di milioni di comunità desertificate dalla globalizzazione in tutto il mondo, dove le città scoppiano e i paesi muoiono e invocano equilibrio. Ostracizzato a motivo di questo suo lungimirante attivismo, dal primo novembre 1988 vive in esilio in Molise.