Senza le parole la vita non funziona. Ce lo dimostrano le tante guerre intorno a noi : le parole sono sogni che si trasformano in nobili pensieri e meritorie azioni.
Un’asserzione che ha messo profonde radici ieri, 31 maggio 2025, presso la sala delle conferenze Giuditta Levato del parco della biodiversità Michela Traversa, dove ha avuto luogo la II edizione delle borse di studio dedicate allo stimato professore Costantino Mustari, educatore appassionato e alfiere dei diritti delle nuove generazioni. Il bando di concorso per le scuole calabresi si è ispirato nel 2025 all’edificante figura di don Lorenzo Milani. La manifestazione culturale è stata promossa dalla società Dante Alighieri, rappresentata dal presidente Teresa Rizzo, la quale ha rammentato “l’impegno della Dante teso a valorizzare l’italiano come una luce nel mondo e accendere i riflettori sul lascito di scrittori come Dante o don Lorenzo Milani”.

Dietro il tavolo dei relatori anche la dirigente scolastica in quiescenza Elena De Filippis e Daniela Pietragalla nel ruolo di esperta in italianistica: tutt’ e due hanno sottolineato l’importanza della parola come azione di cui si serviva il prete di Barbiana per contrastare le iniquità e accendere interesse verso una vita impreziosita dalla cultura. Hanno toccato le corde dell’emotività di un’attenta e numerosa platea le testimonianze di Cristina e Rossella Mustari, figlie dello stimato pensatore della città capoluogo, sul rapporto indissolubile tra Costantino Mustari e don Lorenzo Milani: lo scrittore catanzarese ha dedicato diversi libri all’autore di una lettera a una professoressa, testi di cui non si è separato neppure in punto di morte.

























