In occasione del 130° anniversario della nascita di Corrado Alvaro, la Cineteca della Calabria presenta al Salone Internazionale del Libro di Torino giorno 16 maggio alle ore 17,30 presso lo stand della Regione Calabria il volume L’avventura del cinematografo con Corrado Alvaro/ Cineormanzi 1936-1950, un’elegante pubblicazione che raccoglie una serie di cineromanzi tratti da film ai quali collaborò lo scrittore di San Luca, che ebbe un’intensa carriera di sceneggiatore e critico cinematografico. La pubblicazione, edita dalla Cineteca della Calabria, è curata da un qualificato gruppo di professionisti: Eugenio Attanasio per ricerche biblio-fimografiche e direzione scientifica, Antonio Renda per immagini e coordinamento editoriale, Guglielmo Sirianni per la grafica, Raffaele Cardamone e Domenico Levato per collaborazione ai testi e consulenza letteraria, Mariaorosaria Donato e Luigi Stanizzi per comunicazione ufficio stampa.
L’evento rappresenta un’importante occasione per riscoprire e valorizzare la figura dello scrittore di San Luca e il suo importante contributo nel mondo del cinema italiano in un periodo molto fiorente grazie agli interventi voluti dal regime. Lungi dall’essere esaustiva sulla complessa e variegata attività di Alvaro come sceneggiatore, dal primo film L’angelo ferito passando per quelli più celebri Casta Diva, Noi Vivi, Caccia Tragica, Riso Amaro, sono ben ventisette i film scritti da Alvaro che hanno contribuito alla storia del cinema italiano.

Il debutto di Corrado Alvaro, come soggettista-sceneggiatore è con L’angelo ferito di Ermete Santucci. Nel 1927 l’assistente di Filoteo Alberini, dopo un lungo pedinamento per le vie di Roma raggiunge e aggancia al Pincio lo scrittore calabrese Corrado Alvaro, intento a godersi un po’ di sole su una panchina, e lo assale: — Tu mi devi fare un soggetto cinematografico… — Ma io non mi sono mai occupato di cinematografo! — Non fa nulla. Conosco bene il tuo genio inventivo e la tua vena poetica. O il soggetto o la morte. Di qui non si scappa. Così si danno appuntamento il giorno dopo nella redazione del giornale dove lavora Alvaro. Lo scrittore ricorda bene quella visita del febbraio 1927: “Mi vengono in redazione due signori enormemente dinamici. E intelligenti anche. Dio grazia! Con tante visite di mezzi scemi! Uno di questi è Ermete Santucci, nipote del Commendator Filoteo Alberini, fondatore, come ognuno sa, della vecchia gloriosa Cines e inventore di un apparecchio da presa (venduto, naturalmente, per necessità agli americani) che permette di ritrarre con un angolo di 90 gradi, anziché di 45 ch’era il massimo che si poteva sino a ieri”. Così inizia la carriera di Alvaro come soggettista e scrittore per il cinema, che durerà, fino al 1953.
La matrice letteraria è evidente nell’Alvaro che opera sul versante cinematografico non solo quando crea personalmente i soggetti e le sceneggiature cinematografiche ma anche quando rielabora in tutto e in parte testi letterari di altri autori, che, si badi bene, sono intellettuali di levatura internazionale: Terra di nessuno, sceneggiatura di Alvaro e Stefano Landi, è tratto da due distinte novelle di Pirandello, Dove Romolo edificò e Requiem aeternam dona eis domine; Noi vivi e Addio Kira dal romanzo di Ayn Rand; Carmela per la regia di Flavio Calzavara dall’omonima novella di Edmondo De Amicis; Una donna tra due mondi di Goffredo Alessandrini è ricavato da un romanzo di Ludwig von Wohl; Resurrezione del 1944, per la regia di Flavio Calzavara, è una riduzione cinematografica del romanzo di Leone Tolstoj. Il diario di una donna amata, per regia del tedesco Kosterlitz, si richiama a Maupassant; Storia di una capinera, realizzato da Gennaro Righelli, è strutturato su un soggetto tratto dal noto romanzo di Giovanni Verga; L’albero di Adamo, di Mario Bonnard, è realizzato da un soggetto tratto dalla commedia di successo di Alfredo Testoni; per Una notte dopo l’opera viene chiamato come sceneggiatore assieme all’altro calabrese, Raul Maria De Angelis; in Solitudine, di Livio Pavanelli, lavora in collaborazione con altri sceneggiatori. Per altri film, invece, la partecipazione di Alvaro è proprio come soggettista originale, e sono Febbre di Primo Zeglio e Donne senza nome di Géza von Radványi. Casta Diva di Carmine Gallone, invece, appartiene al cosiddetto filone operistico e si richiama alla celebre romanza della norma di Vincenzo Bellini e alle vicende sentimentali del compositore catanese.

L’Alvaro sceneggiatore con la sua attività dimostra di partecipare intensamente a quel cinema di nuove tendenze propugnato in Italia da Emilio Cecchi e difatti le sceneggiature del tempo, affidate a letterati di grande levatura, si presentano assai più accurate e ricche di fini notazioni psicologiche; il paesaggio sino ad allora trascurato conquista un ruolo di rilievo e si afferma un nuovo linguaggio nello spettacolo cinematografico. Aspetti, tematiche ed elementi che contribuiscono alla fioritura del neorealismo italiano la cui importanza consiste non solo nello stile volutamente documentaristico ma anche soprattutto nella scelta dei soggetti trattati. Nel dopoguerra, particolarmente importante è la collaborazione con Giuseppe De Santis, tra i primi padri del neorealismo. Con il regista di Fondi, Alvaro firma la sceneggiatura di tre film: Caccia Tragica, Riso Amaro e Roma ore 11:00, scrivendo anche il soggetto e il trattamento di Nostro pane quotidiano, pellicola ispirata alla la storia dei famosi “fatti di Melissa” che non viene però realizzata. Il soggetto, che viene elaborato in collaborazione con Basilio Franchina e Fortunato Seminara, recava inizialmente il titolo di Noi che facciamo crescere il grano, rievocando il film di King Vidor che propugnava un ritorno alla terra per superare la pesante crisi economica in atto.
Completano la raccolta nel volume, due pezzi di Alvaro critico cinematografico: la Grammatica del film e Diario di un soggettista, scritti per “Scenario”, e un breve saggio su Pirandello e gli sceneggiatori, pubblicato su “Cinema”, nel quale parla del lavoro sul film Terra di nessuno di Mario Baffico.

























