Ben formati a tutti i miei lettori per questo nuovo appuntamento di Wine Experience. Questa volta voglio raccontarvi la mia degustazione dell’amaro Joachin. L’amaro Joachim, ispirato al liquore prodotto in vita dall’abate Gioacchino da Fiore con circa 30 erbe autoctone, è un amaro molto particolare, dal gusto intenso, che donerà allo zabaglione quel tocco particolare che non guasta.
L’amaro è prodotto dal Liquorificio Sila con l’utilizzo di tutte erbe del territorio calabrese, attraverso infusioni differenziate a freddo, così da donare già dal primo sorso quell’inconfondibile gusto che lo caratterizza. Questo amaro è stato realizzato dai cugini Fabio Granata e Andrea Granieri, entrambi appassionati di botanica e di piante officinali..
Insieme hanno deciso di intraprendere questa avventura producendo a Celico questo amaro Joachim. Come sempre voglio iniziare dal lato visivo: la bottiglia è ben curata con un design molto carino, bottiglia che ricorda molto le boccette usate nell’antichità nelle farmacie. Etichetta riconoscibile e ben curata, ben strutturata e molto lineare, a mio modesto parere molto ben realizzata. Però adesso passiamo alla degustazione vera e propria: in bocca è pieno con un gusto deciso, al palato si sentono la genzianella e la camomilla al primo impatto.
Dopo la nota floreale iniziale, si passa alla parte più aromatica e su tutti spicca il finocchietto selvatico, poi verso il finale sento la nota amara donata dal ginepro e dalla liquirizia.
Mi piace anche il gusto che donano le gemme di pino, buona la persistenza in bocca, ma il suo punto di forza è sicuramente la sua aromaticità.
Dopo aver deglutito, lascia in bocca un ottimo sapore; è lì che ho notato il gusto del timo.
Ottimo per completare un pranzo bello corposo tipico della Sila. Io lo abbinerei alla pittaimpigliata, tipico dolce della capitale della Sila, San Giovanni in Fiore: insieme, un connubio perfetto per concludere con gusto.
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La persistenza in bocca e l’aromaticità dell’amaro Joachin accompagneranno in modo ideale la pasta frolla arricchita con noci e uvetta della pittaimpigliata.
Se vi capita di provarlo o volete degustare un amaro diverso, mi raccomando fatemi sapere cosa ne pensate.
Io vi ricordo che, se volete interagire con me, sono a disposizione sulla mia pagina Facebook personale Piero Cantore.
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Piero Cantore vive a Camigliatello Silano ed è uno chef dell’Associazione Cuochi Professionisti Calabresi, un sommelier della Scuola Europea Sommelier e uno speaker radiofonico nazionale, votato alla gastronomia.
Attualmente opera per il “Circuito ItaliaStampa” e realizza programmi dedicati al mondo della gastronomia come: La cucina a modo mio; Vinradio; Gastronotizie; In Viaggio Gustando.
Quelle che lui stesso definisce come: “Piccole rubriche ma gustose!”