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Home » Testamento della nostra generazione e un vaccino contro la violenza

Testamento della nostra generazione e un vaccino contro la violenza

Dalla rubrica: Lettere a Tito n. 442 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria)

Domenico Lanciano di Domenico Lanciano
27 Settembre 2022
in OPINIONI
0
Testamento della nostra generazione e un vaccino contro la violenza
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Caro Tito, ieri 21 settembre 2022 il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha minacciato il mondo intero di usare armi nucleari per completare la sua violenta invasione della Ucraina (Stato sovrano) contro ogni legge e diritto internazionale, continuando, tramite il suo esercito, a perpetrare innumerevoli crimini di guerra. L’imperialismo russo è ben noto da secoli, attraverso tutta una serie di dittatori sanguinari che si sono avvicendati a danno di popoli e civiltà, come dimostra ampiamente la Storia. Non da meno sono tanti altri dittatori localisti e imperialisti, in varie parti del mondo, ieri ed oggi. E domani?

1 – UN VACCINO CONTRO LA VIOLENZA

Domani? … Senza alcun giro di parole, in modo il più diretto possibile, ritengo che gli scienziati farebbero cosa assai utile al mondo di oggi e di domani se si impegnassero a ricercare e trovare un vaccino il più sicuro, efficace e decisivo per intervenire nella biologia e nella psicologia umana al fine di neutralizzare gli impulsi alla violenza, alla prepotenza e alla distruzione. Soltanto così possiamo sperare di non avere più prevaricazioni, guerre e distruzioni di ogni tipo, private e sociali, territoriali e globali. Utopia? No, urgenza!

2 – LA NOSTRA GENERAZIONE

Caro Tito, la nostra generazione, sebbene nata nel ventennio 1945-1965 (immediatamente dopo la tremenda seconda guerra mondiale che ha causato decine e decine di milioni di morti ed enormi distruzioni), ha avuto modo di ascoltare i protagonisti di quel tragico evento. Ed ha avuto modo altresì di vivere o di vedere attorno a sé le macerie fisiche e spirituali di quella tremendissima guerra globale.

Tuttavia, ritengo che siamo l’ultima generazione educata a valori tradizionali ed autentici di pace, rispetto e volontà di piccoli e grandi valori della vita. Siamo stati l’ultima generazione che ha avuto la fortuna di nascere e vivere in un lungo periodo di pace (come assenza di guerra, anche se in presenza di tante ingiustizie e di poca pace sociale). E siamo stati l’ultima generazione che ha avuto il privilegio di godere di un cibo ricco di veri sapori … quei sapori che andiamo vanamente rincorrendo ancora oggi. Niente è più come una volta. Siamo alle prese con un tipo di vita che potremmo definire “transgenico” in tutto e per tutto. Transgenica è pure la violenza, in senso molto peggiorativo come gravità e diffusione. Forse dovute pure alla pedagogia delle “Guerre stellari” e similari. Infatti, i nostri giochi erano del tutto innocenti, rispetto a quelli diseducativi e violenti di oggi.

Con tanto idealismo abbiamo cercato di protestare contro tutte le guerre che, sebbene lontane dall’Italia e dall’Europa o dai Paesi Occidentali, hanno travagliato ed angosciato tanti popoli in Asia, Africa, America Latina. Spesso veri e propri genocidi. Ingenuamente ci siamo illusi che la cultura ed il crescente e diffuso benessere avessero potuto sensibilizzare classi dirigenti e popolazioni alla nonviolenza. Però i nostri anziani, con molta più esperienza di noi, non si stancavano di metterci sull’avviso che non ci sarà mai vera pace se continua la corsa agli armamenti. “Chi ha una qualsiasi arma, prima o poi la usa!” … ci dicevano i nostri anziani. Così abbiamo lottato pure contro il riarmo. Ma inutilmente. E oggi siamo all’impazzimento totale!

3 –  DITTATURE DI OGNI GENERE

Nonostante tutte le buone intenzioni della nostra generazione di lottare (dentro e fuori la politica e le religioni) per la pace e l’amicizia tra i popoli … oggi ci troviamo a fare i conti con i terrificanti rigurgiti dittatoriali che, alla fin fine, sono tutti eguali. Infatti, prima i dittatori erano di destra (fascio-nazisti) o di sinistra (comunisti). Adesso hanno una sola identità, poiché tutti indistintamente usano e provocano la violenza, la prevaricazione, l’imperialismo e tutti gli altri metodi palesi o nascosti di dominio assolutista o falsamente democratico. Ne è chiara dimostrazione lo stesso Putin che prima era comunista e adesso agisce come e più di un nazista. Purtroppo non è il solo. E, infatti, adesso siamo arrivati alla resa dei conti tra i vari tipi di dittature, che ci stanno portando piano piano alla terza guerra mondiale o allo scontro finale. E il nostro Occidente non è esente da colpe. Non a caso la mia generazione ha sempre tuonato contro il colonialismo, il consumismo, lo spreco di risorse, le offese al pianeta, gridando in ogni dove e rivendicando la dignità di tutti i popoli e di tutte le persone. Specialmente contro l’evidente e sottile schiavismo. E così via. Ci sono dittature “soft” e dittature “hard”. Producono la medesima violenza.

Tutta questa violenza e il conseguente grande dolore del mondo sono il prodotto pure della nostra natura biologica, non soltanto di derive ideologiche (politiche, economiche, persino religiose, di casta, ecc.). C’è una sottile “pazzia” che caratterizza, più o meno, piccoli e grandi dittatori … una patologia che potrebbe essere curata o guarita, realizzando i metodi della ricerca scientifica, come per ogni tipo di malattia, anche se sembra impossibile venirne a capo. Ma ci dobbiamo tentare. Assolutamente! Perciò, se già non è stata avviata, è urgente e necessario avviare la “Scienza dell’antiviolenza” per le cure del caso, tra cui un primo vaccino. Chi più chi meno, siamo tutti violenti, in un modo o nell’altro. Dovremmo vaccinarci proprio tutti. Pure perché l’autocontrollo, i valori, la cultura e quanto altro non sempre bastano per essere nonviolenti.

4 – UNA SCIENZA DELL’ANTIVIOLENZA

Caro Tito, ritengo che tale “Scienza dell’antiviolenza” possa essere la scienza principale divenendo “prioritaria” visti e considerati i danni che violenza pubblica e privata hanno provocato nel corso della Storia umana e continuano a provocare con mezzi ancora più sofisticati e potenti. Perciò, mi auguro che si possa realizzare una vera e propria Fondazione o Comunità scientifica tutta dedicata ad estirpare la violenza dal cervello e dalla vita sociale con metodi tali da rabbonire e placare il genere umano affinché sia eliminata la violenza dal corpo e dall’anima pure degli altri esseri viventi. Ci siamo spesso chiesti come mai Dio o la Natura abbia creato gli animali carnivori che uccidono altri animali. Ne restiamo scossi e non c’è giustificazione che tenga per questa altra immane strage. Da qui pure l’esigenza che noi umani dovremmo nutrirci in modo vegetale, pure per eliminare il massacro di altri esseri viventi. Dovremmo ripensare tutto.

Mi sembra che questo è il più importante traguardo, la grande missione di tutti coloro che vogliono davvero la pace e i buoni sentimenti in questo pianeta che, altrimenti, non reggerà ancora per molto. Se fossi più giovane, mi dedicherei con più decisiva determinazione a questa SCIENZA DELL’ANTIVIOLENZA.

Preciso che ho comunque fatto la mia pur piccola parte, fin da ragazzo sempre più sensibilizzato a tali temi così importanti di felicità e di Armonia. Questo desiderio consegno non soltanto nel mio testamento personale ma nel TESTAMENTO DELLA NOSTRA GENERAZIONE, la prima a credere in un mondo davvero migliore!

5 – L’ANNOTAZIONE DI FORTUNATA

Caro Tito, stamani, proprio mentre stavo scrivendo questa “Lettera n. 422” ed ero già arrivato a metà del precedente paragrafo 4, ha bussato alla mia porta la professoressa Fortunata, una anziana conoscente e vicina di condominio di circa 88 anni, ma dall’aspetto ancora giovanile e persino piacente poiché ha una femminilità evidente ed uno stile ineguagliabile. Comunque di grande e raffinata sensibilità. Vive da sola (pure perché vedova da 12 anni, con i figli e altri parenti lontani). Costei ogni tanto mi recita interi brani di letteratura classica direttamente in latino o in greco. E’ un portento di memoria ed ha una bella e davvero non comune esperienza internazionale di esclusiva qualità, poiché il marito era un top manager (di quelli veramente importanti nella strategia imprenditoriale italiana nel mondo). “Ti voglio far leggere una cosa” mi ha detto.  Così mi ha mostrato un libro: Gli Idilli di Teòcrito, con testo greco a fronte. Edizione Fabbri Centauria curata da Valeria Gigante Lanzara, Milano 2015. Sulla pagina bianca, immediatamente dopo la copertina, c’era questa sua annotazione autografa che qui riporto perché assai interessante. Un documento di questi nostri tempi difficili. “Mi vergogno un po’ di ciò che ho scritto però so che tu mi puoi capire”. Ha poi aggiunto. Ma, ecco il breve testo:

<< Vigilia di Ferragosto 2022 ore 20.20 balconcino vista mare. Tutto è spaventosamente cambiato. Il villaggio è deserto, il mare a volte basso e lento verso sud. Non si vedono né uccelli né gabbiani, qualche ammasso di nubi si sposta quasi disordinatamente. Tutto mi ricorda “Cento anni di solitudine”. Dove sono le persone che affollavano allegre il villaggio? Sono vecchia io, non farò in tempo a vedere tanti cambiamenti ma già quelli di ora sono terribili e se ci fossero i miei nonni sarebbero atterriti. Signore no! Ferma tutto!

Sto leggendo Teòcrito, di quel mondo pastorale, delle lotte tra gli eroi, degli dei, temùti ed amàti dagli uomini. Tutto era a dimensione piccola, sincera, accettabile … ora no! E’ appena piovuto, soltanto cinque minuti. La terra è arsa, manca l’acqua. Gli uomini non hanno più le spade, ma armi orribili di distruzione di massa. Tutto è orrendamente orrendo. Oh Dio perché arrivi a permettere agli uomini ciò che non è più umano! E’ questo il libero arbitrio´? Non sarai destinato anche tu a cadere come gli altri dei? No, io spero in te, nel tuo intervento! >>.

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Mi sono congratulato per queste riflessioni. Le ho detto che stavo scrivendo proprio su tali temi e Le ho proposto di poter pubblicare nel contesto di questa “Lettera 422”. Così mi ha esortato: “Prendi la pagina, strappala dal libro e tienila, fanne ciò che vuoi!”. L’ho ringraziata e La ringrazio ancora. Poi L’ho salutata, ripetendole ciò che Le dico da anni: “Professoressa, Lei scrive molto bene, perché non fa qualcosa di più sistematico? … Se ne potrebbero giovare in tantissimi, specialmente i giovani!”. Ogni volta mi dice di no. Però, oggi mi ha donato quella che voglio sperare possa essere solo la prima di tante sagge annotazioni!

6– LE DITTATURE INDIVIDUALI QUOTIDIANE

Caro Tito, l’esperienza ci dice che ci sono dittature e dittature. Come quelle familiari e sociali, oltre che politiche e religiose e di tanti altri tipi. Ti ricordi la testimonianza che lo scrittore sardo Gavino Ledda ha riversato nel suo romanzo autobiografico di grande successo “Padre Padrone” (1975) ?… Un altro “padre padrone” era presente dalle nostre parti. Me lo ha raccontato per telefono un carissimo amico. E non era l’unico… Persino per futilissimi motivi, massacrava moglie e figli di legnate a tal punto che costoro, così perseguitati quotidianamente, furono contenti di saperlo lontano da casa per ben 7 anni tra guerra e prigionia (tra il 1940 e il 1947). Un assurdo familiare!

Altro esempio di dittatura, il femminicidio. Qui davvero ci vorrebbe un vaccino per inibire la violenza contro le donne! Un vizio antico per il quale bisogna assolutamente trovare una soluzione. Ci sono, poi, comportamenti dittatoriali, che bisognerebbe evitare poiché possono portare a conseguenze irreversibili, come quelle delle dipendenze da droghe, alcol, tabagismo e numerose altre sostanze che andrebbero eliminate poiché sono deleterie per sé stessi e per chi ci sta attorno. Quanti incidenti stradali mortali avvengono perché qualcuno guida in stato di ebbrezza e di alterazione psicofisica!

Purtroppo, nel pomeriggio del 25 agosto scorso, uno di questi dolorosissimi casi ha interessato un’amica di lungo tempo, Paola Cerimele, bella e brava attrice agnonese, che ha trovato la morte in uno scontro frontale sulla superstrada Trignina causato da un uomo ubriaco alla guida di una potente automobile. Tale tragica e prematura scomparsa di Paola, ad appena 48 anni, amata e stimata da tutti, è stata proprio per tutti uno shock davvero smisurato. Probabilmente Le verrà intitolato il Teatro Italo-Argentino della città altomolisana. Un commosso ed affettuoso cordoglio va alla famiglia, all’intera comunità molisana e a tutti i suoi ammiratori ed estimatori, nonché al compagno, l’attore Raffaello Lombardi, che nello scontro ha subìto gravissime ferite. Tutti quanti dovremmo avere maggiore responsabilità, previdenza e lungimiranza!…

7 – SALUTISSIMI

Caro Tito, la situazione attuale è alquanto preoccupante, specialmente per noi Europei che abbiamo una guerra in casa, la quale rischia di aumentare di intensità distruttiva, persino con un annunciato olocausto nucleare, limitato o totale. Mentre le dittature delle speculazioni finanziarie vogliono portare il mondo alla fame e al freddo. Roba di altri tempi! Cosa fare?… Il minimo che possiamo fare è mobilitarci fortemente e in massa contro i nemici della pace e del minimo benessere vitale. Le prossime settimane, i prossimi mesi saranno decisivi. Dovremmo tutti mobilitarci e scendere in piazza in modo deciso, a cominciare dalla espressione del voto nella giornata di domenica prossima 25 settembre 2022. Un’occasione preziosa contro le guerre e le dittature economiche-finanziarie!… Verrà sprecata questa preziosa consultazione popolare?…

Però bisogna cominciare a pensare veramente a neutralizzare la violenza, estirpandola da ogni essere vivente, specialmente di noi esseri umani che stiamo dimostrando di distruggere il pianeta e le nostre vite anche con l’inquinamento ed ogni altra sorta di negatività. Urge cominciare a lavorare ad un VACCINO ANTIVIOLENZA e ad altri rimedi tali da eliminare, con il tempo e nel tempo, questo cancro assoluto. Ed è con questa speranza e determinazione-augurio che ti saluto. Sempre con stima e riconoscenza. Alla prossima “Lettera 423”. Intanto BUON VOTO, tendente il più possibile ai valori dell’antiviolenza. Ciao,

Domenico Lanciano

Post Scriptum – ore 23.23 – Caro Tito, questa sera mia moglie ed io siamo andati a mangiare una pizza con una coppia di vecchi amici, i quali, tra il parlare del più e del meno, mi hanno detto che l’allora assessore del loro Comune di Castelverrino, Antonio Di Salvo (il quale nel 1984 mi aveva finanziato, come assessore della Comunità Montana Altro Molise, la prima Maratona Sannitica) aveva pubblicizzato la vendita di case nel suo borgo su imitazione della mia clamorosa vicenda di “Badolato paese in vendita” del 7 ottobre 1986.

Oggi Castelverrino è considerato il borgo degli Olandesi (alcuni dei quali conosco bene), ma parecchie case sono state acquistate da famiglie provenienti da ogni parte d’Italia e da altri Paesi esteri. Appena possibile telefonerò ad Antonio Di Salvo (ex funzionario di Poste Italiane in Isernia) e te ne darò conto. A presto!

ITER-City, giovedì 22 settembre 2022 ore 23.32 – Da ben 55 anni (cioè dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”. Le foto sono state prese dal web.

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Domenico Lanciano

Domenico Lanciano

È nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. È convinto che la “lettera” è alla portata di tutti e che non comporta ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee. Nel 1986 ha lanciato la vicenda di “Badolato paese in vendita” per contrastare lo spopolamento e la morte del borgo antico, prototipo e simbolo di decine di migliaia di borghi in disfacimento in tutta Europa e di milioni di comunità desertificate dalla globalizzazione in tutto il mondo, dove le città scoppiano e i paesi muoiono e invocano equilibrio. Ostracizzato a motivo di questo suo lungimirante attivismo, dal primo novembre 1988 vive in esilio in Molise.

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