di Raffaella De Grazia –
“L’unione fa la forza” recita un vecchio detto. E’ stato proprio lo spirito di collaborazione, la voglia di donare al prossimo un sorriso, ma anche un aiuto materiale importantissimo soprattutto in un periodo così difficile a spingere due importanti realtà del volontariato del comprensorio del Reventino a cooperare per consegnare alle popolazioni del Kosovo scarpe, capi d’abbigliamento e giochi per un totale di 75 metri cubi di materiale.






L’impegno del gruppo, però, non si limita al solo Kosovo: l’UNITALSI ha infatti istituito il laboratorio di inclusione. “Si tratta di uno spazio dedicato alla raccolta di indumenti e di beni prima necessità gestito da ragazzi con disabilità del Reventino – spiegano Bonaddio e Lucchino, che hanno anche anticipato che a breve verrà attuata un’altra importante iniziativa targata UNITALSI – presto verrà attivata anche presso la sede (a Soveria Mannelli) la “Cucina dei Poveri” per sostenere persone che non riescono a fronteggiare le spese quotidiane”.
UNITALSI e Pina Simone hanno espresso soddisfazione per la collaborazione proficua. “Il volontariato non si arresta neanche in periodo di pandemia – spiega la presidente della Pina Simone, Francesca Angelucci – è magnifico vedere cosa possono fare le persone animate da altruismo e spirito di sacrificio per il prossimo. Un plauso va anche ai cittadini che hanno sostenuto questa iniziativa donando capi di vestiario, accessori, libri e scarpe. Colgo l’occasione per invitare la popolazione a continuare a donare, per fare davvero la differenza: anche un piccolo gesto può cambiare il corso delle cose per le realtà più disagiate”.
La beneficenza, quella vera, obietterà qualcuno, si fa solitamente in silenzio: ogni tanto, però, è importante fare rumore attraverso opere di bene.































