Esempi di coraggio e visione. ll 30 ottobre a Marzi, alle ore 17.30, al Casale della Cinematografia la manifestazione di gratitudine.
Saranno nove gli imprenditori insigniti del riconoscimento “Luce del Sud”, riconoscenza sociale e culturale ideato per valorizzare quanti, con il proprio impegno e il proprio esempio, hanno reso onore alla Calabria e, in particolare, ai territori del Savuto e del Reventino. Il Comitato Tecnico Scientifico, composto da venti professionisti, uomini di cultura, giornalisti, docenti accademici e delle scuole di ogni ordine e grado, ha voluto in questa prima edizione manifestare una gratitudine viva e autentica verso chi, con sacrificio e determinazione, ha saputo accendere una luce in contesti spesso segnati da difficoltà e incertezze.


Sono uomini che hanno saputo realizzare i propri sogni senza abbandonare la Calabria, dimostrando che anche qui è possibile creare impresa, occupazione e futuro, se sostenuti da passione, tenacia e amore per la propria comunità.
A loro il riconoscimento “Luce del Sud”:
Filippo “Pippo” Callipo – “Eccellenza e coraggio: restare per illuminare la Calabria e il mondo”
Rosario Rubettino (alla memoria) – “Libri e impresa: la cultura come luce che illumina la Calabria”
Sergio Mazzuca – “Con le mani dell’artigiano e la visione dell’imprenditore ha trasformato la luce del metallo in luce per la sua terra”
Filippo Paola (alla memoria) – “Radici e impresa: il lavoro come dignità umana”
Giuseppe “Peppino” Leo (alla memoria) – “Tradizione tessile custodita e consegnata al futuro”
Antonio “Totonno” Crispino (alla memoria) – “Impresa, famiglia e territorio: radici che generano sviluppo”
Francesco “Ciccio” Cozza (alla memoria) – “Visione industriale ed eccellenza ottica del Sud”
Adriano Ferrari – “Custode delle tradizioni agroalimentari”
Antonio Renzelli – “Saperi e imprenditorialità al servizio delle comunità”
Ognuno di loro rappresenta una storia di successo e di umanità, un frammento luminoso di quel grande mosaico chiamato Calabria. “Luce del Sud” non celebra soltanto il merito economico o imprenditoriale, ma soprattutto il valore etico e sociale del fare, la capacità di costruire senza arrendersi e la forza di credere nel possibile.





























