“Turlupinare”, in questo il governo Meloni ha un sicuro primato. Ha deciso di togliere il bollo auto sotto l’anno elettorale alle macchine piccole e alle moto.
Anche altri hanno usato questo espediente. Meloni allora inveiva giustamente contro. Le giravolte sono un suo costante operare. Prende i soldi dal PNRR avuti in prestito.
Dovevano servire per ridurre il grave divario di sviluppo tra Nord e Sud dove era destinato il 44% dei circa dei 120 miliardi assegnati. E per fare Riforme.
L’opera più significativa avrebbe dovuto essere l’Alta Velocità da Salerno a Reggio Calabria. Speranza vana. Riforme nessuna.
Alcuni miliardi che dovevano essere investiti nel Sud vengono spesi da Cortina D’Ampezzo a Capo Passero per la mancetta elettorale.
C’è chi promette 5 mila dollari in caso di vittoria. L’allieva sorpassa Trump e il “regaluccio” lo fa prima.


Divario aggravato. Che sarà reso irreversibile, perché Meloni e soci, aggirando i netti rilievi della Corte costituzione, sostenuta dai “sacralizzati” Occhiuto e Schifani, ha approvato l’Autonomia Differenziata per quattro Regioni del Nord. Che significa realizzare regnetti, provocando la rottura della comunità degli italiani, con prossime fratture sociali e territoriali.
O si capisce in tempo che si vuole abbindolare una buona porzione di elettorato, con elettori che incassino il taglio del bollo senza più votarli o si andrà a rotoli.
Angelo Falbo, per la Lega SPI CGIL del Reventino
































