di Luigi Guzzo –
Siamo in Calabria, in un centro non importa specificare quale tra la miriade di paesi insediati nell’area centrale calabrese, sta di fatto che la scuola come tutte le scuole sono chiuse, ma ai giovani studenti sembra mancano le giornate trascorse in classe.
Quante volte Giuseppino ha varcato quel cancello, raccontava di giornate felici con i compagnetti, di piccole monellerie e di abbracci con le maestre.
Usciva da lì e mi diceva: “oggi sono stato bravo e ho mangiato tutto” ed io facevo finta di crederci.
Sa che in quell’edificio, che ospita la scuola dell’infanzia, non ci ritornerà più per quest’anno scolastico.

Guarda, attraverso le fessure del cancello, lo scivolo e l’altalena che tante volte ha condiviso con gli amichetti e che era la tappa conclusiva della giornata scolastica. (Nella foto Giuseppino guarda oltre il cancello e sembra aspettare con nostalgia di tornare in classe). Intravede nell’aiuola i tulipani di tanti colori che, nonostante tutto, sono fioriti.
Giuseppino non credo sia triste.
Come a tutti i bimbi della sua età, gli sta mancando un luogo ed un ambiente, quello scolastico, importante per la crescita culturale ed umana, fatta di relazioni ed affetto, ma queste sono solo mie considerazioni e non di Giuseppino.
























