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Home » La fontana dell’amore già ipotizzata per Badolato ed Agnone ma realizzata a Matera

La fontana dell’amore già ipotizzata per Badolato ed Agnone ma realizzata a Matera

Domenico Lanciano di Domenico Lanciano
9 Settembre 2020
in OPINIONI
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La fontana dell’amore già ipotizzata per Badolato ed Agnone ma realizzata a Matera
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di Domenico Lanciano, dalla rubrica: Lettere a Tito n. 296 (Fonte autorizzata: CostaJonicaWeb.it – news Sicilia e Calabria) –

Nel pomeriggio di ieri, lunedì 07 settembre 2020 (verso le ore 16), sul mio telefonino ho letto la seguente notizia, che era stata appena lanciata dall’ANSA di Matera alle ore 13.52 e accompagnata dalla prima foto sopra riportata: << (ANSA) – MATERA, 07 SET – Con lo slogan ”Amarsi a Matera”, è stata inaugurata, nei rioni Sassi, la ”Fontana degli innamorati” realizzata dallo scultore Antonio Sepe su un’idea di Enzo Viti e Teresa Lupo. L’opera, composta da cinque sculture in bronzo naturale, è incentrata sull’antica consuetudine dei giovani della prima metà del secolo scorso di incontrarsi a ridosso di una fontana in ghisa per un approccio che nel tempo avrebbe portato a giurarsi eterno amore. ”Il gruppo scultoreo – ha detto il sindaco Raffaello De Ruggieri, che risiede negli antichi rioni di tufo – è un marcatore della memoria degli abitanti dei rioni Sassi, patrimonio dell’Umanità, che lega amore e tradizione. E così i turisti, come accade a Ponte Milvio, a Roma, dove si giurano eterno amore lasciando un lucchetto, potranno farlo in una città millenaria”. (ANSA) >>. Probabilmente lo scultore è il napoletano “Domenico” Sepe (www.domenicosepe.it) e non Antonio come erroneamente riportato dalla corrispondenza ANSA.

1 – ESULTO PER LA FONTANA DI MATERA

Non posso che esultare, caro Tito, per la magnifica Opera inaugurata ieri mattina a Matera. Ed è bello notare come coincide in modo perfetto con la mia, l’idea avuta da Enzo Viti e Teresa Lupo di una simile “fontana degli innamorati” proprio per ricordare i tempi in cui ai giovani era consesso di scambiarsi promesse d’amore quasi esclusivamente alla fontana nella prima metà del secolo scorso … proprio come avevo evidenziato nelle motivazioni di vari articoli che tu hai pubblicato il 9, il 16 e il 22 settembre 2019 e come poi ha bene evidenziato il 10 marzo 2020 il sito www.altomolise.net diretto dalla sempre attenta collega Mariarosaria Carosella (https://www.altomolise.net/notizie/attualita/27809/agnone-le-fontane-dellamore-piacciono-allattore-mimmo-sacerdote-). In tale articolo avevo addirittura invitato l’artista abruzzese Marcello (e non Mimmo) Sacerdote di realizzare uno spettacolo rappresentativo di quelle aspirazioni amorose dei nostri nonni e bisnonni. Storie e situazioni che oggi fanno davvero tanta tenerezza, ma che rappresentano un intenso vissuto che appartiene a tutti noi come autentico e puro sentimento della nostra gente.

Mi congratulo, perciò, con gli ideatori Viti e Lupo e, in particolare, con l’Amministrazione comunale di Matera che ha reso possibile la realizzazione del gruppo scultoreo in bronzo dell’artista Domenico Sepe, costato 160 mila euro, procurando un finanziamento complessivo di circa 800 mila euro, preso dai fondi del Ministero dei Beni culturali, previsto dalla legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (legge di stabilità per il 2016) e utilizzabile unicamente per l’acquisto di immagini visive, di immagini scultoree raffiguranti la vita nei Sassi e per installazioni di arte urbana.

2 – IL SIGNIFICATO DELLA FONTANA DELL’AMORE

L’opera di Domenico Sepe è intitolata «Innamorarsi a Matera, la Fontana dell’amore» e fa rivivere situazioni ed emozioni che soltanto i più anziani abitanti degli antichi rioni Sassi ricordano: le ragazze, che non uscivano quasi mai da sole, nemmeno a passeggio, però raggiungevano spesso senza accompagnatori la fontana pubblica: lungo un parapetto della gradinata di via Muro, tanti ragazzi le aspettavano, appunto, per parlare brevemente con loro, scambiare uno sguardo che, nel tempo, diventava amore. Secondo le intenzioni degli ideatori e dell’Amministrazione comunale, gli innamorati di tutto il mondo da oggi potranno giurarsi eterno amore proprio a Matera. Pare che un geco, realizzato da artigiani locali, sarà il simbolo dell’unione che le coppie potranno scambiarsi. La promessa d’amore avverrà intorno alla Fontana di Via San Giacomo, uno dei luoghi dei furtivi incontri del lontano passato (come esalta pure la stampa locale). Perché proprio un geco, cioè una salamandra? Poiché in araldica la salamandra simboleggia la costanza, la resistenza al male e ai nemici, il valore militare e perché si riteneva che potesse resistere persino alle fiamme.

Ormai, la fontana dell’amore di Matera è diventata il simbolo di tutte le fontane dell’amore (specialmente del sud Italia) dove i ragazzi attendevano le fanciulle che andavano ad attingere l’acqua per scambiarsi sguardi d’intesa e mostrarsi quel reciproco interesse che spesso li conduceva all’altare per formare la salda e tradizionale famiglia di una volta. L’installazione di Via Muro a Matera consiste in cinque statue a grandezza naturale e rappresentano quel momento magico dei sentimenti adolescenziali che adesso, proprio perché monumentalizzato, è diventato non soltanto un “fermo-immagine” di quell’antica tradizione ma addirittura una struggente “archeologia sentimentale ed antropologica” come ha commentato l’Università delle Generazioni.

3 – PERCHÉ’ NON BADOLATO DI CALABRIA O AGNONE DEL MOLISE?

Caro Tito, esulto per questa bellissima ed emblematica realizzazione di Matera, pure perché sono un sano campanilista e, comunque, resto sempre stato del parere che l’importante è realizzare le idee ovunque sia possibile, innanzitutto come espressione dell’animo umano. Certo, avrei preferito che una simile iniziativa fosse stata concretizzata nel mio paese natìo, in particolare a Badolato borgo, dove effettivamente sono esistite le “fontane dell’amore” ed anche “la pietra dell’innamorato” come ho evidenziato in tre distinti articoli che tu hai pubblicato in sequenza il 9, il 16 e il 22 settembre 2019, esattamente un anno fa come dimostrano i seguenti link (https://www.costajonicaweb.it/universita-delle-generazioni-e-lantica-pietra-dellinnamorato-la-maggiore-curiosita-di-badolato/ ) per il 09 settembre … (https://www.costajonicaweb.it/badolato-cz-proposto-il-calabria-love-festival-al-borgo-e-alla-pietra-dellinnamorato/) per il 16 settembre …. (https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-260-badolato-tutto-lanno-come-borgo-delle-serenate-patrimonio-unesco-sposi-esteri-e-tanto-altro-in-52-settimane/) per il 22 settembre.

In particolare, proprio un anno fa, il 22 settembre 2019 nella “Lettera a Tito n. 260” al terzo paragrafo, così scrivevo << Poi, si sa, in ogni paese, specie nel nostro Sud, le fontane e le fonti erano il luogo privilegiato per i giovanotti di adocchiare a fini amorosi le giovinette che non avevano altra occasione (a parte la messa domenicale e le processioni religiose o le fiere) per scambiare sguardi o parole d’amore. Quindi anche la fontana della ruga delle Margherite alla Jusuterra viene ora raccontata appunto come la fontana degli innamorati da Guerino Nisticò o da altri accompagnatori turistici al borgo di Badolato >>.

4 – LE FONTANE DELL’AMORE NEI CIRCUITI TURISTICI

Alle ore 12,10 del 12 febbraio 2020 (prima ancora che il Covid si impossessasse dell’Italia e poi anche del mondo, dopo la Cina di Wuhan) il sito www.altomolise.net è stato il primo (tra i consueti siti web molisani) a pubblicarmi il seguente comunicato-stampa: “San Valentino, la proposta di Domenico Lanciano: inserire le fontane dell’amore di Agnone nei circuiti turistici regionali” mentre per la stampa calabrese il titolo usato è stato “ Inserire le fontane dell’amore di Badolato e della Calabria nei circuiti turistici nazionali” ed è stato pubblicato, come si vede, nell’imminenza del 14 febbraio, festa degli innamorati o di San Valentino. Ecco il testo ad uso del Molise ( https://www.altomolise.net/notizie/attualita/27349/san-valentino-la-proposta-di-domenico-lanciano-inserire-le-fontane-dellamore-di-agnone-nei-circuiti-turistici-regionali- ) che è praticamente il medesimo, con le dovute varianti per la Calabria (https://www.ilreventino.it/inserire-le-fontane-dellamore-di-badolato-e-della-calabria-nei-circuiti-turistici-nazionali/ ).

<< Si avvicina il 14 febbraio, giorno di San Valentino, dedicato all’Amore. Un pensiero va pure ai tempi andati, quando le restrizioni della mentalità familiare e sociale imponevano ai giovanissimi di potersi scrutare soltanto alle fontane, quando le fanciulle andavano a prendere l’acqua. Quanti e quali sospiri! Già scambiarsi qualche parola poteva essere un azzardo. Ma lì, presso le fontane, sono nate tante promesse d’amore e tante nuove famiglie, mentre attualmente con tanta libertà nascono pochi amori e poche famiglie e quasi niente figli (è cronaca ed allarme di oggi pure dell’Istat). L’Università delle Generazioni propone di recuperare tale patrimonio culturale, inserendo le fontane rionali come “fontane dell’amore” nei circuiti turistici e negli eventi socio-culturali, dopo aver effettuato una storicizzazione narrativa e fotografica. Sarebbe pure il caso di realizzare delle rievocazioni in costume con le scene tipiche del passato. Ma anche piccoli “festival” letterari, teatrali o musicali sui temi dell’amore, nonché presentazioni di libri, conferenze e tutto ciò che è possibile realizzare avendo come fascinoso scenario proprio quelle fontane che sono state il cuore dei rioni fino a quando l’acqua corrente nelle case le ha fatte in pratica quasi dimenticare. Eppure hanno una loro storia da raccontare. In Agnone, per esempio, ottimo sarebbe lo scenario della fontana monumentale di piazza Plebiscito, oppure la bella fontana di Maiella o anche la fontana del Mercato. Adesso che da decenni ogni famiglia ha più comodamente l’acqua in casa, i giovani non pensano nemmeno a quando le nostre nonne e bisnonne erano costrette a recarsi (con gelo o con il sole ed anche di notte) alle fontane pubbliche per attingere l’acqua con la tina, piccoli barili o altri contenitori, spesso sostenendo (addirittura dopo una faticosa giornata di lavoro) le estenuanti attese di lunghe fila, quando, comunque, era possibile socializzare, in qualche modo.

Ribattezzare le nostre antiche fontane rionali come “Fontane dell’Amore” può essere utile pure alle nuove generazioni per apprendere le sacrificate usanze del passato, riflettendo sulle comodità moderne (che spesso non si apprezzano a sufficienza), ma può essere anche una efficace ed originale occasione per valorizzare un aspetto urbano, alquanto trascurato o sottovalutato, dei nostri borghi e delle cittadine. L’Italia è così piena di belle e singolari fontane (anche rupestri) che il Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il turismo potrebbe (e dovrebbe) censire tale notevole patrimonio di arte, di cultura e di socialità, esortando le singole comunità a valorizzare al massimo possibile, magari con un apposito programma nazionale, tutte queste “Fontane dell’Amore”. Comincino, intanto, Agnone ed il Molise tutto, come prototipo di valorizzazione a 360 gradi. In tale operazione promozionale ci aiutino pure presenze nazionali come l’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI), Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), il Fondo per l’Ambiente, il sistema della comunicazione sociale (giornali, radio, tv, internet) e così via. Per attrarre turismo, le comunità non sanno cosa inventarsi. Invece, i nostri borghi hanno già sotto gli occhi innumerevoli aspetti e luoghi pittoreschi (come le “Fontane dell’Amore”) che potrebbero assurgere ad una rinnovata attenzione turistico-culturale e ad una suggestiva curiosità storica che i visitatori, specialmente quelli esteri, apprezzeranno sicuramente per la loro valenza antropologica e semplicità evocativa. >>

5 – FONTANE E FONTANILI PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

Un altro comunicato-stampa inviato più intensamente a livello nazionale, è stato pubblicato alle ore 08.27 del 15 febbraio 2020 dallo stesso sito www.altomolise.net con il titolo “ Turismo, inserire le fontane e i fontanili nel patrimonio dell’umanità, ecco la proposta dell’Università delle Generazioni”. Qui di sèguito il testo ( https://www.altomolise.net/notizie/territorio/27394/turismo-inserire-le-fontane-e-i-fontanili-nel-patrimonio-dellumanita-ecco-la-proposta-delluniversita-delle-generazioni ).

<< L’Università delle Generazioni, nell’imminenza del giorno di “San Valentino” 2020, come grande atto d’amore verso le generazioni passate, presenti e future, ha proposto di inserire le cosiddette “Fontane dell’Amore” (presenti in ogni borgo e cittadina) nei circuiti turistici nazionali per la loro forte e significativa valenza socio-culturale, antropologica, sociologica, architettonica e storica.

Adesso, considerando come e quanto siano stati e continuano ad essere importanti per il mondo urbano e rurale, la stessa Università delle Generazioni ritiene opportuno chiedere alle preposte Autorità regionali e nazionali e internazionali per i Beni culturali, ma anche alle comunità locali di impegnarsi affinché “fontane e fontanili” d’Italia e di tutto il mondo possano essere dichiarati “patrimonio immateriale dell’Umanità” per numerose, valide ed intuibili motivazioni.

Innanzitutto, per il loro insostituibile beneficio sociale nella fornitura dell’acqua potabile per gli esseri viventi (persone e animali), poi per il come ed il dove siano stati costruiti e posizionati nel territorio e nel paesaggio. Alcune fontane e taluni fontanili sono vere e proprie opere d’arte costruite dal grande architetto o dall’umile muratore e, comunque, ormai parte del vissuto umano e storico delle popolazioni urbane, periferiche e rurali. Inoltre, sono opere attorno a cui ruota la vita sociale e persino produttiva e domestica con un ruolo antropologico imprescindibile ed elevato, pure per la loro sana aggregazione socio-culturale.

Già sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità fontane monumentali come quella di Trevi a Roma e di Villa d’Este a Tivoli. Ma, a parte la loro spettacolare monumentalità e attrattiva scenografia, è necessario considerare pure l’utile ruolo di milioni e milioni di fontane e fontanili che in ogni città, borgo e campagna del mondo rappresentano il vissuto di innumerevoli generazioni e popoli. Da una parte la spettacolarità ludica ed estetica delle fontane monumentali delle città e delle metropoli, dall’altra la suggestiva ed umile bellezza e l’indispensabile utilità pratica, nel dissetare un territorio, di innumerevoli fontanili e fontane, senza le quali la vita si fermerebbe del tutto. Più patrimonio di così per l’intera Umanità?!…

L’Università delle Generazioni ha consultato per telefono il prof. Carlo Francini di Firenze, coordinatore scientifico della prestigiosa “Associazione dei Beni Italiani Patrimonio Mondiale” cui aderiscono quasi tutti i Comuni e gli Enti nazionali interessati alla valorizzazione del territorio. Il prof. Francini è del parere che fontane e fontanili, per la loro presenza ed il loro ruolo, possono benissimo essere dichiarati “Patrimonio immateriale dell’Umanità”. Ma per ottenere ciò, è indispensabile che si attivino le Amministrazioni locali e regionali che ben conoscono le procedure per chiedere all’Unesco, con adeguate motivazioni e documentazione, l’ottenimento di una tale preziosa categoria di “patrimonio mondiale”.

L’Università delle Generazioni si augura, perciò, che questa sua proposta-appello venga accolta intanto dalle competenti Autorità italiane e poi da tutti gli Stati e i governi del mondo, affinché fontane e fontanili di tutto il nostro pianeta vengano considerati e proclamati come “Patrimonio immateriale dell’Umanità” con tutto ciò che ne consegue sul piano della tutela e della valorizzazione. Tutto questo pure nella prospettiva di una maggiore e migliore visione ecologica sostenibile quale sono da sempre fontane e fontanili che hanno bisogno della nostra attiva ed efficace lungimiranza ma anche del nostro più profondo e devoto rispetto storico e sociale. >>

6 – LE FONTANE DELL’AMORE DI AGNONE E VILLACANALE

Caro Tito, alle ore 18,08 del 10 marzo 2020 il sito www.altomolise.net così pubblicava un mio comunicato-stampa intitolato “Le fontane dell’amore piacciono all’attore Marcello Sacerdote” e ripreso pure da altri siti web: << Marcello Sacerdote è un attore e cantastorie trentenne abruzzese di belle speranze con alle spalle già alcuni splendidi anni di solida esperienza artistica anche come autore e fondatore della compagnia teatrale “Cuntaterra” (www.cuntaterra.it) impegnata, appunto, a raccontare il territorio, la propria terra, attraverso le storie di teatro, di musica, di cultura, di arti e tradizioni popolari, realizzando pure un laboratorio di ricerca storica ed antropologica su fatti e personaggi.

Marcello (qui nelle foto di Fabrizio Giammarco o di Graziana Pavone) ha letto l’articolo-proposta dell’Università delle Generazioni di Agnone pubblicato nell’imminenza dello scorso San Valentino da numerosi siti web molisani e nazionali circa la valorizzazione culturale e teatrale delle “Fontane dell’amore” ed ha contattato il promotore Domenico Lanciano per una possibile collaborazione a riguardo.

“L’idea delle fontane dell’amore mi è piaciuta molto – ha affermato l’attore – pure perché le generazioni dei nostri nonni e bisnonni abruzzesi avevano le medesime abitudini di quelli vostri molisani e meridionali in genere. Si tratterebbe, quindi, di rievocare scenograficamente quei significativi aspetti della nostra storia popolare. In questo momento sono impegnato a portare per piazze e teatri lo spettacolo di due ore “Primiano, brigante per amore” ma per la prossima stagione artistica conto di trattare proprio le storie legate alle fontane dell’amore >>.

7 – INVITO A REALIZZARE LE FONTANE DELL’AMORE

Caro Tito, ti dico (giusto per la cronaca) che, appena pubblicato su numerosi siti web, tale articolo su Marcello Sacerdote del 10 marzo 2020 ho inviato a diversi Comuni ed Associazioni con preghiera di voler contattare tale artista al fine di esaminare la possibilità di fargli fare uno spettacolo dedicato proprio alle fontane dell’amore del proprio paese. Una speciale preghiera ho inviato al Comune, alla Pro Loco e alle maggiori associazioni promozionali di Agnone.

E un particolare appello ho inviato al presidente e a parecchi aderenti all’Associazione culturale di Villacanale di Agnone, borgo dove già avevo realizzato numerose iniziative per dare rilancio ed evidenza (anche a livello nazionale) a tale comunità fortemente spopolata. Non ho avuto alcun esito a questi miei inviti. Inviti che avrebbero potuto essere accolti, con le dovute cautele, a prescindere dalle restrizioni del Covid-19. Mi spiace che una pur semplice rappresentazione artistica non si sia fatta nei luoghi a me più cari, come Badolato, Agnone e Villacanale. Tuttavia mi sento assai lieto e soddisfatto che una mia idea (pensata e realizzata però da altri, in modo sicuramente indipendente) abbia trovato forma e sostanza in altro luogo, come l’amata Matera, che comunque è inserito nella medesima cultura sociale meridionale dove le fontane dell’amore o degli innamorati hanno avuto maggior motivo d’essere a causa della particolare condizione socio-antropologica.

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Sono davvero tanto felice, caro Tito, che in qualche parte del meridione italiano venga ricordato il periodo in cui l’unico luogo dell’amore accennato tra i giovani sia stato proprio quello delle fontane, le quali, con l’acqua che vi sgorga sono esse stesse simbolo di vita. Infatti, la simbologia dell’acqua trova un qualche riscontro e significato nell’amore che sgorga e che vivifica le esistenze, attraverso le nuove generazioni. Pure per questo ho inserito in tale discorso l’Università delle Generazioni. L’invito, comunque è ancora e sempre valido.

Anzi sarebbe bello ed utile che, proprio perché adesso c’è il precedente di Matera, tutti i paesi facessero una annuale “Festa delle fontane” non solo per ricordare gli antichi sentimenti ma anche per rafforzare quelli ecologici-vitali per noi e per il nostro pianeta. Così come ho cercato di fare dal 1992 in poi con l’annuale “Festa del mare in montagna” alle sorgenti dei fiumi. Come vedi, tutto torna, nella mia esistenza d’idealista promozionale!

 8 – MATERA LOVE FESTIVAL

Adesso, colgo l’occasione per invitare, così pubblicamente, l’Amministrazione comunale di Matera (che è stata struggente “Capitale europea della Cultura” nel 2019 e che era già stata dichiarata “patrimonio UNESCO” nel 1993) affinché esamini la possibilità che tale città realizzi un annuale “Love Festival” pure per continuare e rafforzare il discorso promozionale di “Matera città romantica” e di “Amarsi a Matera” di cui “la fontana dell’amore” è esplicita manifestazione. In tale senso Matera potrebbe diventare “capitale permanente del sud” per i sentimenti, i quali non hanno ancora uno stabile luogo di racconto e di manifestazione.

In particolare, Matera potrebbe diventare capitale di tutte le fontane dell’amore del mondo!

E su tali premesse potrebbe costruire tutto un “business” economico-culturale, compresi i circuiti turistici come auspicavo nel comunicato-stampa del 12 febbraio 2020. Matera potrebbe diventare città coordinatrice delle “città delle fontane e dei fontanili”, pure tramite l’ANCI (associazione nazionale comuni italiani), il FAI (fondo ambiente italiano), l’associazione nazionale delle Pro Loco e tramite altri enti interessati.

 9 – SALUTISSIMI

Caro Tito, nei miei 70 anni di vita ne ho visto tante riguardo le idee e le proposte da me pensate e sviluppate in appositi progetti o realizzate che poi ritrovo in altre persone o situazioni (riprese da me, ma senza il mio nome oppure avute indipendentemente). Capita che persone che non si conoscono o che abitano all’altro capo del mondo pensino la medesima cosa, senza che l’una sappia dell’altra e viceversa. Tuttavia, devo segnalare il fatto che tante idee da me pubblicizzate abbondantemente siano state poi adottate o copiate o imitate senza citarne la prima fonte. Il salario dell’intellettuale (sono solito ripetere) non è il denaro ma il riconoscimento del proprio lavoro, delle proprie idee originali. Non me ne lamento affatto, poiché – in fondo in fondo – mi sento un volontario seminatore di idee ed ho sempre agito in modo spontaneo e gratuito. Sono sempre lieto quando noto che qualche mia idea sia stata pensata pure da altri (segno che ha una sua validità) o che da altri è stata in vario modo realizzata (seppure trasformata o addirittura camuffata). Tanto per stare in tema, mi sento come una fontana che dà un flusso continuo di idee senza nulla pretendere … proprio come una fonte rupestre o una fontana urbana. Questa è la mia indole naturale e mi attengo con gioia, poiché questa è la mia missione principale, il motivo del mio stare al mondo, del mio esistere come Amore e Armonia!

Permettimi di citare un piccolo esempio, fresco di giornata. Alla pagina 13 di Agnone del quotidiano Primo Piano Molise di oggi, martedì 08 settembre 2020, un ampio articolo non firmato (sicuramente scritto dal curatore e corrispondente altomolisano Maurizio D’Ottavio, mio amico e collega di lunga data) e titolato a caratteri cubitali: <<L’idea di Iannelli: portare la ‘Ndocciata alle prossime olimpiadi invernali di Cortina>>.

Leggendo il lungo testo non si fa riferimento al fatto (documentato e pubblicizzato a più riprese, informando a suo tempo pure il Comune e le altre autorità di Agnone) che avevo già avanzato più di un anno fa tale proposta al sindaco di Milano, il quale mi ha risposto tramite l’assessore che si occupa proprio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, fornendomi indicazioni per tale partecipazione. Per la cronaca, l’amico Agostino Iannelli è adesso candidato sindaco nelle elezioni amministrative agnonesi del prossimo 21 settembre. Preciso, altresì, che la mia proposta di una << ‘Ndocciata da esportazione >> è vecchia ormai di oltre 25 anni (ne è prova l’articolo scritto a suo tempo su L’Eco dell’Alto Molise) e, in particolare, la proposta (pure questa ampiamente pubblicizzata) della partecipazione alle Olimpiadi invernali risale già per quelle di Torino del febbraio 2006. Mentre la proposta di portare le Ndocce e le Campane di Agnone al 70° Festival della canzone italiana Sanremo è stata pubblicizzata il 23 maggio 2019 tramite la stampa e, tramite lettere raccomandate, al Comune di Sanremo e ai vertici della Rai-Radiotelevisione Italiana che detiene il “monopolio” di quelle trasmissioni.

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

Azzurro Infinito di Vasto Paradiso, ore 16,52 di martedì 08 settembre 2020 (onomastico di mia moglie Bambina derivato da Santa Maria Bambina) Le foto sono state prese dal web.

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Domenico Lanciano

Domenico Lanciano

È nato nel casello ferroviario di Cardàra, una contrada rurale di Badolato di Calabria, il 4 marzo 1950. Figlio di operai e di contadini, si ritiene contadino e coltivatore diretto del pensiero e della parola che prevalentemente esprime tramite “Lettere” alla maniera degli emigrati. È convinto che la “lettera” è alla portata di tutti e che non comporta ambizioni o particolari stili letterari né giornalistici ma semplicemente l’umile atto del comunicare e di far circolare gli affetti e le idee. Nel 1986 ha lanciato la vicenda di “Badolato paese in vendita” per contrastare lo spopolamento e la morte del borgo antico, prototipo e simbolo di decine di migliaia di borghi in disfacimento in tutta Europa e di milioni di comunità desertificate dalla globalizzazione in tutto il mondo, dove le città scoppiano e i paesi muoiono e invocano equilibrio. Ostracizzato a motivo di questo suo lungimirante attivismo, dal primo novembre 1988 vive in esilio in Molise.

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