Se il Piccolo Principe, nel romanzo di Antoine de Saint-Exupéry si sforza di far vedere le cose solo con il cuore, perché l’essenziale è invisibile agli occhi, ci sono eventi, apparentemente piccoli come i loro protagonisti, che fanno vedere le cose nella loro vera essenza.
In questo caso si può intravedere il destino di un piccolo paese che si dice “in via di spopolamento” non a torto, perché l’anagrafe non mente: dai 5000 abitanti di poco meno di un secolo fa, Soveria Mannelli è passata con andamenti altalenanti agli attuali 2800 scarsi, quasi dimezzando la sua popolazione.
Ma c’è speranza e ce ne sarà sempre, fino a quando la qualità della sua scuola sarà quella che si è potuta vedere anche in questa particolare occasione: durante la messa in scena della versione teatrale de Il Piccolo Principe da parte di un’intera classe dell’Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Soveria Mannelli.


Uno spettacolo che il foltissimo pubblico ha avuto modo di seguire in religioso silenzio, dalla prima all’ultima battuta, nei locali dell’Officina della cultura e della creatività, in una consonanza assoluta tra luogo ed evento.
A presentare la piece teatrale, frutto del progetto “A scuola con creatività” promosso da Coesione Italia e dall’Unione Europea, è stata la maestra della classe Patrizia Valente, in questo caso nella veste di esperta e regista, che ha raccontato un percorso didattico e creativo, partito dalla riscrittura del testo letterario fino ad arrivare alla sua messa in scena, estremamente coinvolgente per gli alunni, in cui è stata coadiuvata dalla tutor Alessandra Costanzo e supportata da tutta la scuola e dal territorio.
La dirigente scolastica Teresa Pullia ha lodato l’iniziativa e auspicato una sua prosecuzione negli anni a venire, mentre il sindaco Michele Chiodo ha ricordato come il teatro faccia parte di una tradizione storicamente radicata nella comunità di Soveria.

Si è poi dato ampio spazio ai veri protagonisti: ai ragazzi e alle ragazze della classe V B della scuola primaria, giovanissimi di 10-11 anni che hanno dimostrato una maturità e una dedizione straordinarie, recitando un testo complesso ed emotivamente coinvolgente, senza sbagliare una battuta e con una gestualità da attori consumati.
Un bell’esempio di come la scuola può valorizzare le sue attività extracurricolari, creando sinergie con il territorio e facendo crescere nuove generazioni che sapranno fare certamente tesoro di esperienze come questa.
Raffaele Cardamone

























