«Il Rettore non è un monarca, ecco la mia idea di Unical». È una delle frasi più forti e significative pronunciate dal Prof. Franco Rubino nella conferenza stampa tenuta ieri mattina presso l’edificio “Il Cubo” dell’Università della Calabria, nella quale ha annunciato ufficialmente la propria candidatura alla carica di Rettore per il sessennio 2025-2031.
Il docente, originario di Conflenti, durante l’incontro, ha illustrato le linee guida del suo programma, che propone una visione inclusiva, partecipativa e orientata alla valorizzazione delle persone e delle competenze con l’intento di proseguire e potenziare il percorso di crescita dell’Ateneo.
Il Reventino.it, testata che abbraccia tutto il territorio che va dalle pendici del monte Reventino alla Valle del Savuto, – dove, come si sa, moltissimi studenti si iscrivono all’Ateneo cosentino -, lo ha intervistato e ha cercato di approfondire alcuni punti toccati ieri.
Professore, prima di cominciare le facciamo un grande in bocca al lupo per questa sua decisione coraggiosa e, certamente, impegnativa sotto tutti i punti di vista. Da dove nasce l’idea di candidarsi?
“Beh, non ho apprezzato molto la politica del Rettore uscente riguardo, principalmente, ad una gestione verticistica. Ho in mente una politica diversa per l’Ateneo. Con me nessuno resterà indietro”.
Ecco. A proposito di Università e di dipartimenti. Qual è il suo pensiero in proposito?
“Bisogna favorire una crescita armoniosa di tutte le aree scientifiche presenti in Ateneo, valorizzando le rispettive peculiarità e potenzialità con un’attenzione particolare a quelle più deboli”
La sua idea è quella di un governo partecipato, quindi.
“Un modello di gestione “dal basso verso l’alto”, dove l’intera comunità accademica possa contribuire in modo attivo e responsabile ai processi decisionali, soprattutto attraverso i propri corpi intermedi”.
Dalle sue parole si intuisce che al centro ci debbano essere le persone e non altro. È così?

Proseguire lungo un percorso che riconosce il valore delle persone nella vita dell’Ateneo, valorizzando relazioni, ascolto e partecipazione attiva. Inoltre, a mio avviso, è necessario sostenere l’approccio interdisciplinare nella didattica e nella ricerca, promuovendo l’inclusione di tutte le aree dell’Ateneo, contribuendo ad un ulteriore ed incisivo sviluppo del territorio, al rientro dei cervelli e alla “restanza”.
L’Università della Calabria è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni, con un notevole allargamento delle visioni e degli orizzonti al di fuori dei confini italici. Come si pone di fronte a questo tema?
“Rafforzare l’internazionalizzazione dell’Unical per migliorarne ulteriormente il posizionamento nei ranking mondiali, è un obiettivo primario e imprescindibile. Bisogna investire in percorsi formativi e progettualità capaci di consolidare il confronto e intensificare la cooperazione internazionale”.
Cosa ne pensa con riguardo all’attivazione di strutture e corsi di laurea attivati negli anni di gestione del Rettore uscente?
“Non ci sarà nessun passo indietro su quanto è stato costruito: l’impegno nei settori dell’intelligenza artificiale e della sanità deve essere consolidato e rafforzato, continuando la collaborazione istituzionale con la Regione Calabria e con tutti gli attori istituzionali da cui attrarre nuove risorse. Allo stesso tempo occorre fare tutto il possibile, affinché le altre aree dell’ateneo trovino all’interno del settore sanitario e dell’intelligenza artificiale nuove e reciproche opportunità di crescita. L’obiettivo non è mai la chiusura di strutture o corsi di studio, bensì la loro trasformazione, arricchimento e modernizzazione sempre nell’ambito di scelte concertate e condivise”.
Quindi, concludendo, la sua Unical, se dovesse essere eletto, come sarà?
“L’Unical è una comunità viva, e come tale deve garantire a tutti la possibilità di crescere, trovare punti di incontro, costruire ponti e non muri, guardare con fiducia al futuro. Il compito di un Rettore è assicurare tutto questo, generando un valore per l’Università ancora più alto di quello che è oggi“.

























