Giovedì 23 luglio 2026, a Feroleto Antico (CZ), la memoria ha ritrovato un volto, e un uomo ha ritrovato una parte di sé. Luca Tolu, giovane sardo dalle radici feroletane, è tornato in Calabria per attraversare quei luoghi che, prima ancora di conoscerli, aveva imparato ad amare attraverso i racconti di sua nonna, Battistina Candiloro. Battistina lasciò la Calabria nel 1951 per trasferirsi in Sardegna. Ma la distanza non riuscì mai a cancellare Feroleto dal suo cuore. Come racconta Tolu, «credo che non sia passato un solo giorno senza che parlasse del suo paese, Feroleto Antico. Lo ricordava con una nostalgia che non si affievoliva mai, come una piccola candela della memoria sempre accesa, capace di illuminare la sua quotidianità, nonostante la distanza dalla sua terra. Forse era il dolore del distacco, forse il desiderio di tramandarne il ricordo ai figli e ai nipoti. Più probabilmente entrambe le cose».

Ed è proprio seguendo quella luce, rimasta accesa per tanti anni, che Tolu, accompagnato da alcuni amici, è arrivato a Feroleto Antico, accolto dal comitato del museo dello storico Palazzo Cosentini. Qui Marco Rialti, Pina Cerchiaro e Giuseppe Antonio Bagnato hanno accompagnato gli ospiti alla scoperta dei tesori custoditi nel palazzo, facendosi interpreti di leggende, storie e racconti della tradizione feroletana e restituendone il prezioso patrimonio antropologico e culturale.
La visita è proseguita tra i vicoli del centro storico, dove ogni pietra sembrava custodire una traccia del passato della famiglia Candiloro. Cerchiaro e Bagnato si sono prodigati, inoltre, nel far conoscere a Tolu la casa natale della nonna, situata di fronte al monumento ai Caduti: un momento di intensa emozione, capace di trasformare un indirizzo in un luogo dell’anima. Tra le tappe della giornata, anche la splendida Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, uno dei simboli più importanti di Feroleto Antico.
Ad accogliere gli ospiti, il parroco di Feroleto, Don Domenico Coffani, ha spiegato le varie opere d’arte custodite nell’edificio sacro seicentesco. Dopo una sosta di ristoro presso l’agriturismo E Turre, in località Viterale, nel comune di Serrastretta, il viaggio nella memoria è proseguito verso il villaggio rurale di Forestella, luogo di grande fascino paesaggistico e storico, legato anche alla presenza secolare della Residenza di Caccia della Principessa d’Aquino. Al rientro a Feroleto, Tolu ha avuto modo di incontrare, conoscere e salutare sua cugina Patrizia Candiloro. Un incontro semplice e familiare, attraversato da momenti di spontanea leggerezza e da un’emozione difficile da nascondere. La giornata si è infine conclusa nella frazione di Accaria, nel comune di Serrastretta, dove Tolu ha incontrato lo zio Antonio Candiloro e la zia Maria Fagà. Anche questo incontro ha regalato una commozione profonda, riportando al centro una domanda che attraversa ogni storia di lontananza: quanto delle nostre radici continua a vivere dentro di noi, anche quando non abbiamo mai conosciuto direttamente i luoghi da cui proveniamo?


Per Tolu, la risposta è arrivata camminando. «Camminando tra le viuzze ho capito che questa non è soltanto la terra di mia nonna: è anche parte delle mie radici. E da oggi le sento ancora più mie. A volte la realtà è più eloquente di qualsiasi immaginazione. Nonna Battistina aveva semplicemente ragione». Parole che racchiudono il senso più autentico di questo ritorno. Perché talvolta le radici non sono soltanto ciò che ci lega a un luogo: sono ciò che, attraverso il tempo e il racconto di chi ci ha preceduti, continua a cercarci. E quando finalmente ritroviamo quel luogo, scopriamo che una parte di noi vi era già arrivata molto tempo prima.
Poi è arrivato il tramonto. E mentre le ultime luci del giorno si distendevano sulla pianura, oltre i due mari, Feroleto e Tolu hanno dovuto separarsi ancora una volta. Negli occhi, la commozione; nel cuore, la certezza di aver vissuto una giornata destinata a rimanere per sempre. Un ricordo indelebile, quasi scolpito nell’anima di chi non c’è più e che, forse, attraverso la memoria e l’amore, ha guidato Tolu fino a quelle strade, a quella casa, a quella terra. Battistina non ha potuto accompagnare fisicamente suo nipote, ma il filo invisibile della memoria sembra averlo condotto proprio lì, dove tutto era cominciato.


E forse non è stato davvero un addio. Feroleto ha salutato Tolu, e Tolu ha salutato Feroleto, sapendo entrambi — almeno nel profondo — che certi luoghi, quando diventano parte di noi, non si lasciano mai davvero. Verranno altre albe, altri tramonti, altri giorni da vivere e nuove strade da percorrere. Ma tra quelle viuzze resterà una parte di Luca, così come una parte di Feroleto continuerà a camminare con lui. Perché le radici, quando sono vere, conoscono la strada del ritorno.




























