Le piante di pioppo servite per bonificare le aree contaminate nella ‘Terra dei fuochi’ in Campania arrivano da Soveria Mannelli.
Una certezza, un indiscutibile dato di fatto, come testimonia a ilReventino.it Franco Fazio, vivaista e responsabile commerciale dell’azienda Allasia Plant Magna Grecia che ha sede ed impianto produttivo in località Santa Margherita a Soveria Mannelli.
Raggiunto per saperne di più ed avere qualche ragguaglio in merito, nel commentare il servizio che sull’argomento è stato trasmesso (PER IL VIDEO CLICCA QUI) da Striscia la Notizia – notissimo programma televisivo in onda su Canale 5 – si è detto molto soddisfatto del risultato conseguito, arrivato dopo tanti anni e non abbandonando le varie attività sperimentali di ricerca condotte nel corso del tempo, a seguito del lavoro di collaborazione sostenuto nel lungo periodo con l’Università Federico II di Napoli.


Per saperne di più abbiamo chiesto direttamente qualcosa in merito al titolare dell’azienda di Soveria Mannelli che ha fornito le piante di pioppi inviate in Campania.
È vero che le piantine di pioppo sono vegetate e fornite dall’azienda calabrese?
Si è vero, abbiamo iniziato questo rapporto con l’Università di Napoli già nel 2011/2012 con un altro progetto che era un progetto di riqualificazione di 10 ettari di terreno a Guardia Lombardi in provincia di Avellino. Su queste superfici che erano a disposizione dell’università è stato possibile poterle destinare a delle sperimentazioni. Questo tanto per far capire che il rapporto intrapreso con l’università è iniziato da tanto tempo, tra l’altro proprio con il professore Massimo Fagnano ci lega una consolidata e reciproca considerazione rafforzata dal fatto che ormai ci conosciamo da più di 10 anni.




Abbiamo iniziato le forniture nel 2016, e sono state fornite dapprima circa 32.000 piante per San Giuseppiello, primo lotto. L’anno dopo a Marcianise, sono state impiantate circa 16.000 piante, e nel 2018 altre 9.000 piante in un altra zona, un ex campo rom che comunque era un sito con materiale inquinante depositato sottoterra.


Un risultato che lusinga anche l’attività vivaistica, immaginiamo siete molto soddisfatti in azienda per aver contribuito al buon risultato raggiunto in Campania?
C’è da evidenziare che siamo stati scelti per la serietà, per l’impegno e comunque per non esserci mai tirati indietro, perché già fin dal 2011 abbiamo sempre fatto parte del partenariato e non abbiamo abbandonato il rapporto, credendo nella validità dei progetti e nella valenza della sperimentazione che poteva ritornare utile anche per il futuro del vivaio. Da questa collaborazione è emerso un ottimo risultato come è stato evidenziato nel servizio di Striscia la Notizia. La sperimentazione ha ottenuto pieno successo, dai dati elaborati sono stati riscontrati risultati positivi in termini di bonifica dei terreni, confermando la validità delle attività di ricerca attuate dall’Università di Napoli.


C’è qualche aspetto da sottolineare?
Dobbiamo dire che gli impianti di giovani fusti di piante di pioppi sono serviti, cioè hanno svolto il loro compito, anzi hanno ottenuto risultati pienamente positivi. Sta di fatto che le piante immesse sui terreni hanno ottenuto un doppio risultato, impedito che sui campi contaminati fossero coltivati e raccolti prodotti che potessero essere immessi nel mercato alimentare e poi, come dimostrato dalla ricerca, gli alberi hanno provveduto in modo naturale ad assorbire i metalli pesanti presenti nel sottosuolo e con il tempo consentire il completo risanamento del terreno dall’inquinamento.






























