Sulla statale tirrenica 118 compare il primo “sorpassometro”, che si affianca ai numerosi autovelox preesistenti.
Il sorpassometro non è una tecnologia nuova. Comparso per la prima volta sulle strade italiane nel 2004, aveva raggiunto 28 dispositivi installati in tutto il Paese già nel 2008. Eppure oggi molte testate giornalistiche lo presentano come una novità assoluta, quando in realtà non lo è affatto.
Dal 4 agosto 2025, il sorpassometro, il cui nome tecnico del nuovo modello è SV3, è attivo ad Acquappesa, lungo il tratto tirrenico del Cosentino. È il primo Comune a utilizzare questo specifico modello. La tecnologia si basa su sensori installati nel manto stradale e su telecamere ad alta risoluzione. I sensori, interrati nell’asfalto, rilevano i veicoli che effettuano sorpassi contromano, attivando le telecamere che registrano video della durata di circa 15 secondi. Il filmato viene poi visionato dalle autorità competenti, che valutano caso per caso; Se viene rilevata un’infrazione, la sanzione verrà notificata dalla polizia municipale di Acquappesa.
Con l’attivazione del sorpassometro, la Calabria diventa la prima regione italiana ad adottare ufficialmente l’SV3. Le multe previste variano, a seconda della gravità della violazione, da 43 a 1.300 euro. Inoltre, grazie all’impiego di telecamere con intelligenza artificiale, il dispositivo può verificare anche la copertura assicurativa e la regolare revisione del veicolo. Come per le altre multe stradali, è possibile presentare ricorso, entro 30 giorni al Giudice di Pace o entro 60 giorni al Prefetto.


Le autorizzazioni all’installazione, di competenza prefettizia oltre che ministeriale e dell’ANAS, vengono rilasciate solo per i tratti di strada in cui si registra un numero elevato di incidenti dovuti a sorpassi azzardati. Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Acquappesa in una recente intervista, tutti i permessi necessari sono stati ottenuti dal Comune.
Il nuovo sorpassometro calabrese si aggiunge così ai numerosi autovelox già presenti lungo la statale tirrenica 118. Strumenti che, secondo molti automobilisti, servono più a “fare cassa” che a garantire la sicurezza stradale. Ufficialmente, lo scopo dell’installazione resta la tutela degli utenti della strada, ma i proventi delle sanzioni dovrebbero, almeno in teoria, essere reinvestiti nella manutenzione e nella messa in sicurezza delle strade.
La realtà, però, appare diversa. Sorpassometri e autovelox riducono gli incidenti soltanto nei brevi tratti in cui sono collocati. La SS118 tirrenica, progettata e costruita nel secolo scorso, presenta una carreggiata stretta e numerose curve che rendono rischiosi sia la velocità elevata sia i sorpassi. Inoltre, l’asfalto tende a diventare scivoloso in presenza di umidità a causa della vicinanza al mare e della salsedine.
È evidente che il tratto della SS118 lungo il litorale tirrenico necessiti di ammodernamento, se davvero si vuole garantire la sicurezza degli automobilisti. La politica, invece, continua a mettere toppe introducendo dispositivi sanzionatori senza affrontare i problemi alla radice, finendo per gravare ulteriormente sui cittadini.
Basti pensare che percorrere il tratto Lamezia Terme-Paola, circa 65 chilometri, può richiedere oltre un’ora e mezza nei periodi di traffico intenso. Un disagio concreto per chi vive e lavora in zona, ma anche per i turisti e per chi, ogni giorno, è costretto a utilizzare questa arteria affrontando i rischi legati alla sua pericolosità.






























