Una zona estremamente vocata alla coltivazione della frutta in guscio che, già da qualche anno, grazie anche al contributo della rete d’impresa Calabria in Guscio diretta dal Dott. Mario Caligiuri, ha investito in questa tipologia di coltura. E proprio martedì a Soveria Mannelli, nel cuore del Reventino, si è tenuto un interessantissimo seminario dedicato proprio a questo tipo d’investimento.
La sede dell’ Officina della cultura e della creatività ha ospitato l’evento cui hanno partecipato ospiti illustri del settore agricolo e imprenditoriale del territorio ed esponenti dell’azienda Ferrero Italia che, già da qualche anno, è partner della suddetta associazione di produttori e da poco, anche dell’Arsac che è l’Agenzia per lo viluppo Regionale della Calabria.
Partner dell’evento il Comune di Soveria Mannelli, il Gal dei Due Mari, l’Arsac e Cia Agricoltura.
A introdurre e moderare i lavori, proprio la direttrice del Gal, Maria Antonietta Sacco che ha saputo ben gestire un parterre di tutto riguardo a cominciare dal sindaco di Soveria, padrone di casa, Michele Chiodo che ha ricordato come “da sempre questo territorio sia vocato per la coltivazione del nocciolo. Infatti già negli anni ’50-’60 si ricordano ettari di suolo ricadenti nel nostro territorio, in cui erano presenti noccioleti, anche riscoperti, magari nascosti dalla fitta vegetazione, dopo anni”.
Quindi è stata la volta di Francesco Esposito, presidente del Gal, che, anche da ex sindaco di Conflenti, ha sottolineato “l’importanza di queste iniziative e delle sinergie con industrie importanti che non possono non portare benefici a tutta l’economia locale”.
Estremamente interessante e denso di informazioni e curiosità, quasi una lectio magistralis, l’intervento della Dott.ssa, Vincenzina Scalzo, divulgatrice Arsac. “Ormai la frutta in guscio è entrata a pieno titolo – ha affermato la Scalzo – delle abitudini alimentari di tutti noi. La frutta in guscio in generale, ha valori nutrizionali e nutraceutici notevoli e ciò ha fatto lievitare l’importanza della frutta in guscio. In Calabria – ha proseguito – ci sono molte aree a vocazione corilicola, come Torre Ruggero, Cardinale, Simbario nel vibonese dove, già nel ‘700 era arrivata la coltura del nocciolo. Il primo a realizzare il primo impianto fu un certo Filangeri a Cardinale, dove sorse il primo noccioleto; poi perso per lo straripamento del fiume Ancinale”.
“In quest’area – prosegue la Scalzo – è presente la tonda di Calabria che è un nostro ecotipo. Non si presta per questa sinergia con Ferrero perché è superiore come peso ma come resa in seme che è inferiore ad altre tipologie. La filiera corilicola – ha aggiunto la divulgatrice – ha suscitato l’attenzione della Regione e si è concretizzato un importante accordo dell’Arsac con Ferrero, iniziato nel mese di febbraio 2024”.
“Gli obiettivi – ha detto la Scalzo – sono: scambio di conoscenze, organizzazione di eventi e azioni dimostrative, la valutazione attenta della vocazione dei suoli a ricevere impianti colturali di questo tipo con l’allestimento di impianti dimostrativi. Le finalità del progetto è in perfetto accordo col piano corilicolo 2022-25 del Ministero Agricoltura e sovranità alimentare”.
“Da una parte – ha concluso la Scalzo – gli Impegni dell’Arsac sono: una forte sinergia e la fornitura di supporti adeguati. La Ferrero, dall’altra parte, si impegnerà a far crescere la corilicoltura in Calabria e a effettuare una divulgazione capillare dei risultati ottenuti. Purtroppo nella nostra regione il limite è sempre lo stesso: ovvero la cooperazione che viene vista con diffidenza perché l’altro produttore non viene riconosciuto come risorsa, ma come ostacolo alla propria crescita”.

Chi sta, da anni, coordinando e portando avanti il progetto nocciolo in Calabria con risultati sempre più importanti, è il Dott. Mario Caligiuri, presidente della Rete d’imprese Calabria in Guscio, organizzatrice del seminario. “Anche prima del covid – ha detto Caligiuri – qui a Soveria Mannelli avevamo impiantato già 12 ettari. Utilizziamo per questo territorio montano, le varietà Giffoni e Romana che danno rese importanti e ci consentono di implementare questo progetto iniziato con Ferrero nel 2019”.
Le nostre interviste ai protagonisti
“Nella nostra attività – ha proseguito Caligiuri – ci vengono incontro dandoci una grande mano, i bravissimi tecnici di Calabria in Guscio che ci affiancano nelle varie dinamiche: organizzazione, logistica, Verifica in campo della compatibilità dei terreni con l’impianto delle cultivar. Tutte attività che vengono portate avanti e fatte sul campo. Oggi abbiamo ben 62 campi in Calabria coltivati a nocciolo e non è poco”.
“Anzi – spiega e rassicura il presidente – oggi è facile coltivare il nocciolo. Per i primi tre anni, infatti, servono poche cure colturali; soprattutto potature, irrigazione ed eliminazione delle erbe infestanti. Dal quarto anno in poi l’impianto andrà in produzione e serviranno pochi accorgimenti per mantenerne la produttività”.
“La nostra rete d’impresa – dice Caligiuri – consente agli imprenditori di contenere notevolmente, anzi praticamente dimezzare i costi economici che si aggirano, mediamente, intorno ai 10-12mila euro. Con il nostro sussidio, grazie per esempio, a partenariati avviati con varie aziende che realizzano impianti irrigui (purtroppo fuori regione) e produttori di concimi che, invece sono calabresi. Attraverso queste sinergie riusciamo ad agevolare gli imprenditori, come Maria Antonietta De Cicco, giovane imprenditrice agricola di Belsito, nel cosentino, che ha impiantato 3 ettari a nocciolo, oltre a quelli impiantati ad altra frutta in guscio e che, a breve implementerà proprio la coltivazione corilicola dotandola anche di uno spazio aziendale”.

“Questo – conclude Caligiuri – cosa significa, che se ben gestita, un’azienda di questo tipo riesce a standardizzarsi nelle produzioni e dare un reddito costante che consente ad una famiglia di poter vivere facendo corilicoltura. Dal settimo anno d’impianto, infatti, potremo avere un reddito per ettaro dai 4 ai 6mila euro e siccome il territorio del Reventino, dove, è doveroso ricordarlo, abbiamo 3 impianti, è molto vocato anche storicamente, invito tutti coloro che posseggono un discreto appezzamento a provare a percorrere questa strada che potrebbe riservare ottime sorprese”.
Dal settimo anno che potremo avere reddito per ettaro dai 4 ai 6mila euro..tolte le spese.
Se ben gestita nel tempo riesce ad avere standardizzazione che ci consente di avere reddito costante. Una famiglia possa viverci. Territorio montano del Reventino è molto vocato.
Le conclusioni del seminario sono state affidate a Maria Grazia Milone consigliera all’interno del CDA Gal Due Mari e rappresentante di Cia Agricoltura.
“Riparto dal ricordo del sindaco Chiodo sulla presenza di noccioleti fina da molti anni fa sul territorio per dire che il lavoro di ricerca e reperimento dei terreni da nocciolo quello che fa Calabira in Guscio con Cia e con Ferrero con meticolosità, per trovare le cosiddette zone vocazionali. Se si fanno funzionare bene gli accordi con marchi importanti – ha proseguito la Milone – come nel caso di Ferrero, essi sono solo un vantaggio economico per tutti gli imprenditori. Mi fa rabbia quando vado in Andalusia e vedo aziende dal corpo unico di 100 ettari, mi dico quanto siamo stupidi a vedere nel nostro collega un concorrente e non un aiuto per migliorare entrambi per produrre una crescita imprenditoriale e del territorio”.
“Lavorare sulla formazione – conclude la Milone – è molto importante. Spesso si parla di sostenibilità ambientale ma ci si dimentica che deve essere anche sociale e quindi, ricadere sui luoghi e le persone che ci vivono. L’aspetto commerciale è fondamentale perché prima di impiantare una coltura bisogna sapere a chi vendere il prodotto che si ricava, altrimenti è un lavoro che rimane fine a sé stesso”.

























