Il passato non come indice di nostalgia, ma come prospettiva di sviluppo. Sellia riscopre la sua storia per fare economia, puntando sull’archeologia come viatico di turismo. Non mancano qui le impronte di un tempo che non c’è più, ma foriero di tante opportunità sul piano socio-economico. C’è il castello, ma non è la sola testimonianza.


Ne è consapevole il consiere provinciale: «Più volte rimaneggiata nel corso dei secoli la “Portabella” garantiva, attraverso il passaggio dalla Porta Est e sotto lo stesso Torrione difensivo, il passaggio sicuro verso le vie commerciali marittime. Un elemento architettonico di grande rilevanza storico-archeologica la “Portabella” che in queste ultime settimane è diventata oggetto di studio per la realizzazione del primo #MuseosullaScala d’Italia e, probabilmente, d’Europa. Un’imponente opera di riqualificazione della scalinata (con oltre 130 gradini ed un percorso che supera i 200 metri) e delle mura di protezione. Ma anche del Ponte, altra porta di accesso. Una serie di installazioni artistiche, lungo tutto il tracciato, nei punti più panoramici, spaziosi ed accessibili. Un’originale dotazione tecnologica (software e hardware) per “accompagnare” il visitatore lungo un affascinante viaggio virtuale nell’Antico Borgo Medievale. Un “potenziale” #quintomuseo che si aggiungerebbe ai quattro già esistenti (Scienza, Bambini, Fumetto, Ecomuseo) e che arricchirebbe la nostra già originale #ReteMuseale (SMOSS-Sistema dei Musei e degli Opifici Storici di Sellia). Un #progettoambizioso che candideremo a correre al Bando del Ministero dei Beni Artistici Culturali e Turismo, prossimo alla scadenza, per un importo di 1 milione di euro. Continua incessante il nostro lavoro amministrativo per portare sempre più in alto Sellia».
Recupero dell’esistente: un aspetto che non viene trascurato in un paese che merita appellativo di borgo per il castello e non solo per il maniero.
di Enzo Bubbo





























