Taverna, cittadina nel cuore della provincia di Catanzaro, si prepara ad accogliere il pubblico con Saperi e Sapori, una manifestazione che va ben oltre il tradizionale evento enogastronomico. È qui, ai piedi della Sila Piccola, che prende forma Saperi e Sapori, una manifestazione che non si limita a essere vissuta, ma si lascia assaporare, come un racconto fatto di gusto, profumi, immagini e memorie condivise.
Nel corso della giornata, invitati come testata giornalistica, abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare in anteprima questa iniziativa in versione “start-up”, una sorta di prova generale di ciò che verrà proposto ai visitatori. Il risultato è stato un vero e proprio viaggio multisensoriale, capace di unire in modo sublime l’eccellenza artistica alle radici più profonde della tradizione culinaria locale.
La giornata si apre nel segno della convivialità, attorno a un tavolo che diventa subito luogo di incontro e di racconto. I Sapori della Valle dell’Alli prendono forma in un laboratorio di cucina pratica dove non si osserva soltanto, ma si partecipa. Mani in pasta, dunque, i partecipanti non sono semplici spettatori, ma diventano protagonisti attivi di un esclusivo laboratorio di cucina pratica, pensato per riscoprire le antiche ricette della Presila catanzarese. Guidati da esperti locali, si entra nel vivo della tradizione: gesti tramandati nel tempo, ingredienti identitari, profumi che raccontano storie di famiglie, di stagioni e di territorio. La preparazione dei piatti culmina nella degustazione, trasformando il cibo in un racconto fatto di memoria, passione e appartenenza.
Per “ilReventino” eravamo presenti io ed Alessandro Cosentini, “Starsky e Hutch”, come ci chiamano in redazione per via della complicità maturata in tante esterne condivise. Ad accoglierci, alle 9:30 in punto, è stato Franco Parrottino, Presidente della Valle degli Alli. Dopo i saluti e i primi assaggi, si entra nel vivo della preparazione dei piatti tradizionali del periodo, sotto la guida attenta del cuoco Carmelo e di sua moglie. (Il reportage, condotto da Alessandro Cosentini, dell’intera giornata a Taverna è contenuto nel video sopra)
La cucina prende vita, nel frattempo arrivano i latticini a Km zero ancora caldi dalla vicina Sila. Si intrecciano racconti di tradizioni familiari, si svelano segreti di ricette tramandate nel tempo. Grispelle, polpette, cotiche, fagioli, salsicce, ecc., e infine buccunotti, una costellazione di pietanze prendono forma grazie anche al contributo di Francesca, Maria e Katia, che affiancano il cuoco in un lavoro corale, fatto di attenzione e memoria. È una full immersion sensoriale, dove gusto, tatto e olfatto si fondono, in attesa di in un pranzo finale che celebra quanto appreso e preparato insieme.
Ma Saperi e Sapori non si ferma a tavola. Il racconto prosegue nei Saperi, quelli che hanno reso Taverna un luogo di riferimento ben oltre i confini regionali. È l’eredità dei fratelli Mattia e Gregorio Preti a emergere con forza, in particolare quella di Mattia Preti, il Cavaliere Calabrese, protagonista assoluto del Barocco italiano.


La visita guidata, prima con Daniela poi con Maria Paola, ci conduce lungo le viuzze del centro storico, nelle chiese di Santa Barbara e di San Domenico per poi giungere al Museo Civico, dove l’arte si svela con naturalezza, pur mantenendo la sua potenza espressiva. Il percorso trova una sintesi moderna e coinvolgente nel Museo Digitale Mattia Preti Experience, dove tecnologia e narrazione accompagnano il visitatore in un’esperienza immersiva, capace di emozionare anche chi si avvicina all’arte per la prima volta.
Alla fine della giornata, ciò che resta è la sensazione di aver partecipato a qualcosa di autentico. Le giornate di Saperi e Sapori si rivelano un progetto maturo, pur nella sua fase sperimentale, un dialogo riuscito tra cucina e arte, tra memoria e contemporaneità, tra territorio e comunità. Un’idea di turismo lento e consapevole che non consuma i luoghi, ma li racconta. Proprio per questo merita di essere vissuta.




























